martedì 4 settembre 2012

Ritorno alla lira: proposta di legge in Cassazione.


Il Movimento Libera Italia presenta una proposta di legge d’iniziativa popolare per lasciare l’Euro e tornare nell’Ue con una moneta nazionale




Il fallimento dell’euro è un fatto risaputo“. E quindi per l’Italia è meglio lasciare l’euro, finirla subito, mollare una moneta agonizzante, “forti della consapevolezza che l’Unione Europea così come è stata concepita, senza un’unione politica alle spalle, non va da nessuna parte“.
Sono parole di Bruno Poggi, sondaggista e segretario nazionale del Movimento Libera Italia (Mli), che questa mattina ha presentato in Cassazione una proposta di legge di iniziativa popolare perché l’Italia lasci l’Unione Europea.
Il Paese ha bisogno di cambiare tabella di marcia“, spiega Poggi, “e non siamo pronti a fare la nostra parte“. Quello a cui pensa il suo movimento è l’uscita dall’euro, seguita poi da una rinegoziazione dei termini e da un nuovo ingresso nell’Unione. Non senza condizioni: lariappropriazione dei diritti di signoraggio, l’utilizzo di una moneta nazionale in sostituzione dell’euro, l’esclusione del nostro Paese dall’area Schengen e la rescissione di Basilea 2 e 3.
Il Movimento di Poggi ha presentato anche una seconda proposta. Un testo di riforma del sistema bancario che separi le “attività bancarie ordinarie da quelle speculative”.

3 commenti:

  1. caro amico, ammiro la tua saggezza e l'impegno che ci metti, per una società migliore. per questo hai tutta la mia stima. ciao a presto. luca

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  2. Magari si tornasse alla lira e magari anche alla libertà!

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  3. Ti ringrazio Luca, a presto.

    Per Anonimo... per tornare alla lira occorre una forza politica capace di proporre un piano di Governo che tra le altre cose includa anche il ritorno alla moneta sovrana, meglio se popolare e gestita con criteri di emissione e di circolazione che mandino a fanculo (scusa il francesismo) l'attuale meccanismo (che è la fonte principale dello stato dei debiti sovrani, della crisi e dello sfruttamento del lavoro).
    In altre parole c'è bisogno di un fronte popolare tra le varie forze sociali (movimenti, partiti sani, società civile, intellettuali ecc) che proponga al paese cinque sei punti per fermare la deriva che stiamo vivendo.

    Un abbraccio...

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