lunedì 24 settembre 2012

Come la destra ha spazzato via la sinistra.






Propongo questo post perchè oltre ad essere estremamente interessante per ciò che argomenta, propone una serie di link che potrebbero risultare molto utili.
Buona lettura.


a cura di Stefano Fait


Il magnifico capolavoro della destra è stato quello di far credere alla sinistra di essere ancora tale, pur avendo abbracciato una dottrina di destra (neoliberismo). Questo non sarebbe stato possibile senza il tradimento più o meno consapevole di vari “generali” della sinistra, tra i quali D’Alema, Veltroni, Enrico Letta, ecc.
Il trionfo è stato totale.
Oggi il maggior partito della sinistra è ormai perfettamente integrato nell’area moderata di centro-destra, con programmi di governo difficilmente distinguibili da quelli dei partiti di centro destra. Fino a qualche mese fa uno stupefacente 20% dei suoi potenziali elettori era convinto che Mario Monti fosse un uomo di sinistra.
Se Matteo Renzi vincesse le primarie ci sarebbe un leader di destra che guida un partito di sinistra (di nome, se non di fatto) al governo:http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/09/17/sto-con-marchionne-si-al-nucleare-si-al-tav-io-i-referendum-per-lacqua-non-li-voto-matteo-renzi/
E’ già successo con Tony Blair, non è improbabile che succeda anche in Italia:http://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/09/15/matteo-renzi-giovane-rampante-plastico-pericoloso/
Onore al merito.
Ma com’è potuto accadere?
La destra ha applicato scrupolosamente le raccomandazioni di Sun Tze (Sun Tzu) contenute nel suo celebre “L’Arte della Guerra” e quella di Adolf Hitler contenute nel “Mein Kampf”.
Sun Tzu:
“Quando il nemico è unito, dividilo.
Il segreto per creare le divisioni interne sta nell’arte di suscitare i seguenti cinque contrasti: dissensi tra i cittadini nelle città e nei villaggi; dissensi con gli altri paesi; dissensi all’interno; dissensi che hanno per conseguenza la condanna a morte; e dissensi le cui conseguenze sono i premi e le ricompense. Queste cinque specie di dissensi non sono che rami di uno stesso tronco.
Crea discordanze nello Stato avversario, semina la discordia fra i capi eccitandone la gelosia e la diffidenza, provoca l’indisciplina, suscita motivi di scontento creando difficoltà all’arrivo dei viveri e delle provvigioni
Corrompi tutto quel che c’è di meglio nel nemico con offerte, con doni, con promesse. Distruggi la fiducia nei suoi ufficiali inducendo i migliori di essi ad azioni vergognose e vili, e non mancare di divulgarle.
In guerra è meglio conquistare uno Stato intatto. Devastarlo significa ottenere un risultato minore. Catturare intatto un esercito nemico è meglio che  sterminarlo. Meglio catturare una divisione intatta che distruggerla: meglio catturare un battaglione intatto che distruggerlo: meglio catturare una compagnia intatta che distruggerla. Questo è il principio fondamentale dell’Arte della Guerra.
Chi è veramente esperto nell’arte della guerra sa vincere l’esercito nemico senza dare battaglia, prendere le sue città senza assieparle, e rovesciarne lo Stato senza operazioni prolungate.
Soltanto un sovrano illuminato e un abile generale, capaci di utilizzare per le operazioni segrete gli uomini più intelligenti, possono essere certi del successo. In guerra le operazioni segrete sono essenziali: prima di fare qualsiasi mossa ci si deve basare su di esse”.
Adolf Hitler:
In occasione del tentativo (fallito) dell’Associazione degli Scrittori Israeliani di far togliere il premio Nobel a Günter Grass, preludio al rogo delle sue opere, abbiamo intervistato il noto Adolf Hitler, che di intolleranza ed autoritarismo se ne intende.
Signor Hitler, l’impressione diffusa è che lei non abbia un’alta considerazione delle folle. È così?
“L’arte della propaganda si basa su una tecnica fondamentale: trovare la via del cuore delle grandi masse; capire ed esprimere il loro mondo, rappresentare i loro sentimenti…Il modo di sentire del popolo non è tortuoso ma semplice ed elementare. Mancano in esso sfumature sottili o articolazioni composite; lo schema di interpretazione del mondo ha solo due poli: positivo o negativo, vero o falso, giusto o ingiusto, bene o male”.
[cf. angelismo].
 
Sembra quasi che lei creda che più grandi sono le bugie, più facilmente la gente le crederà vere.
“Può darsi che il popolo sia corrotto, fin nelle pieghe più nascoste del suo sentimento, ma esso non è mai consapevolmente malvagio. È dunque assai più facile coinvolgerlo in una grande piuttosto che in una piccola bugia, appunto per la semplicità del suo modo di sentire. Anche la massa, infatti, è spesso bugiarda nelle piccole cose, ma si vergognerebbe certo di esserlo in quelle importanti. Se la menzogna è di proporzioni iperboliche, alla gente non verrà neanche in mente che sia possibile architettare una così profonda falsificazione della verità”. [cf.menzogne in LibiaKony 2012per quanto ancora abusereteclimategate IIvaccinazioni,Occidente minaccia per l'umanitàtraduzione del discorso di AhmadinejadAssange]
 
La accusano di essere un po’ ripetitivo. Cosa risponde ai suoi detrattori?
“Le grandi masse hanno una capacità di ricezione assai limitata, un’intelligenza modesta, una memoria debole. Perché una propaganda sia efficace deve basarsi quindi su pochissimi punti, ripetuti incessantemente, finché anche l’uomo più rozzo sia indotto a ripeterli di continuo così da imprimerli nel profondo della sua coscienza innocente”.
 
A volte lei sembra accanirsi immotivatamente contro certe categorie di persone? Ci vuole spiegare perché?
“Non bisogna esitare a scatenare sull’avversario un fuoco continuo di menzogne e calunnie, fino a provocare uno stato di isterismo collettivo: a questo punto, per riottenere la pace, il popolo sarà disposto a sacrificare la vittima prescelta”.

Fonte: Mein Kampf 


(Tratto da InformareXResistere)



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