giovedì 8 agosto 2013

Omero Speri e Piero Zorzi: la fusione fredda italiana è del 1974.

di Luciano Saporito.
Omero Speri si laurea in chimica nel 1952 con una tesi di elettrochimica. Nei Suoi studi fu accompagnato da un amico, l’architetto Piero Zorzi, e dall’ingegnere bergamasco Marco Todeschini.
Omero Speri durante il periodo universitario nutriva interesse per le novità. In una rivista del C.N.R. del 1937, che acquistò in una bancarella di libri usati, era stato pubblicato uno studio di Enrico Fermi dal titolo: “Produttore elettromagnetico artificiale di neutroni”. Questo era un testo che Omero Speri citava spesso, sia per un’ aspetto teorico, sia perché raccogliendo le proprie conoscenze da un lato, e grazie all’esperimento di Enrico Fermi descritto nell’ articolo, Omero Speri concepì anche la teoria secondo la quale il sole al suo interno doveva essere freddo. Le premesse fisiche della “fusione fredda”, che sarebbe poi diventata il suo studio più importante, erano già, sotto gli occhi dei ricercatori. Era opinione di Omero Speri che i fisici allora non le videro perché‚ erano troppo protesi, per ragioni belliche, verso lo studio e l’obiettivo della fissione. La strada che Enrico Fermi stesso aveva tracciato rimaneva così fuori dall’orizzonte degli interessi scientifici, come tanti altri filoni fecondi abbandonati e spesso irrisi.
Omero Speri aveva concepito l’idea, concordemente con il fisico Piero Zorzi che le fusioni nucleari potessero avvenire anche in presenza di forti scariche elettriche, anche a temperatura ambiente. Che si trattasse di fusione era inequivocabile: con sofisticati metodi per misurare il gas elio prodotto nel loro apparato (motore) si sono resi conto che vi era un incremento elevatissimo della produzione di elio.
Il motore di Speri si basava su delle potenti scariche elettriche a cui si associava un potente campo magnetico. Nessuno fino ad allora aveva mai pensato che a livello di piccole scintille elettriche vi fossero fusioni nucleari. L’idea era nata anche dalla considerazione che il deuterio, (è un isotopo stabile dell’idrogeno il cui nucleo è composto da un protone e un neutrone), decade anche autonomamente a temperatura ambiente e nella percentuale di sei atomi per litro/sec. Irraggiandolo con potenti cariche di elettroni e creando nel contempo un campo magnetico attorno alla zona di scoppio, si è postulato teoricamente che oltre agli elettroni fossero emessi dagli elettrodi anche dei neutroni, aumentandone in tal modo enormemente la resa. Infatti il motore aveva una resa molto superiore della benzina, intorno al 90%.

Nel 1974 in un paese sul Lago di Garda, due ricercatori, il prof. Omero Speri e Piero Zorzi, in un laboratorio rimasto intatto dalla loro morte, mettono a punto un motore a “fusione fredda” e depositano il brevetto relativo ad un dispositivo produttore di energia termonucleare controllata dell’Idrogeno e suoi isotopi. (Cito anche il “motore ad acqua“ di M.J .Chambrean, di quegli anni, che si basava anche quello su potenti scariche elettriche per il suo funzionamento, e partendo da una miscela di alcool metilico al 90% e 10% di acqua, diminuiva gradatamente la quantità di alcool metilico fino ad arrivare al 90% di acqua e 10% di alcool metilico aggiungendo una piccola quantità di ossigeno, mantenendo la stessa resa!).
Nel brevetto di Omero Speri del 1974, IT 1024274 (B), intitolato: “PRODUTTORE DI ENERGIA TERMONUCLEARE CONTROLLATA DELL’ IDROGENO E DEI SUOI ISOTOPI” Da estratti del brevetto possiamo leggere:
“Dispositivo meccanico; elettrico ed elettromagnetico, con I’introduzione di energia elettrica e, o elettromagnetica continua o variabile con elettrodi a distanza variabile in un volume adeguato di idrogeno, suoi isotopi e composti a variabili temperature e pressioni, ne provoca la produzione di energia derivata dalla fusione nucleare controllata degli stessi. Nessuno fino ad oggi ha mai pensato che a livello di piccole scintille elettriche vi fossero fusioni nucleari, in quanto tutti pensavano che dette reazioni dovessero avvenire solo in determinate condizioni molto difficili da ottenersi. Noi, considerando la possibilità di ottenere seppure statisticamente in quantità infinitesime condizioni determinate e caratteristiche per le fusioni nucleari degli isotopi dell’idrogeno nelle scintille elettriche, abbiamo introdotto quantità variabili di energia elettrica e, o elettromagnetica nel dispositivo in brevetto in un volume di idrogeno suoi isotopi e composti, ottenendo un incremento utile di energia che derivava con prove chimico-fisiche e stechiometriche da fusioni nucleari degli atomi di idrogeno suoi isotopi. Variando, a nostro controllo, tensioni, amperaggi, campi magnetici e d elettromagnetici continui e con frequenze variabili in miscela di idrogeno suoi isotopi e composti, da soli o con ossigeno e anche con composti di Litio, Berilio e Boro, abbiamo ottenuto ulteriori incrementi caratteristici di fusioni nucleari degli isotopi dell’idrogeno e in parti estremamente piccole, anche reazioni atomiche di questi ultimi. Il settore sul quale viene applicata I’invenzione è nella trasformazione di energia nei motori a combustione ed in tutte le combustioni in genere, che hanno come scopo la produzione di energia”.
RIVENDICAZIONI
“Rivendichiamo l’introduzione variabile di energia elettrica e magnetica che con una o multiple scariche elettriche o elettromagnetiche inducono scintille elettriche corrispondenti simultanee o a cascata frazionate nel tempo in idrogeno, deuterio, trizio e suoi composti a temperature e pressioni variabili; in benzine ed idrocarburi in genere da soli o in miscela con ossigeno od aria nei motori a combustione o nelle combustioni in genere allo scopo specifico di ottenere una parziale e singolare somma di selettive fusioni nucleari infinitesime dell’idrogeno e suoi isotopi, ottenute ad intervalli controllati o continui in frazioni di tempo piccole o grandi per l’utilizzo di calore ed energia. Rivendichiamo anche l’introduzione di composti di Litio, Berilio e Boro che con la loro presenza incomposti dell’idrogeno catalizzano la reazione termonucleare con conseguente maggiore produzione di energia. Rivendichiamo anche l’attivazione di composti di idrogeno e suoi isotopi con masse radioattive e con l’introduzione di composti radioattivi per ottenere un maggiore incremento di energia nelle applicazioni della nostra invenzione in quanto aumenta la probabilità di fusioni nucleari dell’idrogeno e suoi isotopi”.

Dr. Omero Speri Verona. 30 Settembre 1974
Da sinistra a destra, Roberto Monti, Piero Zorzi, Stefan Marinov, Umberto Bartocci, Omero Speri. Una riunione del 1989 a Garda, nell'abitazione dell'Arch. Zorzi.
Omero Speri fu invitato dallo stato di Israele a spiegare la sua invenzione, e diversi furono i viaggi di Omero Speri a Tel Aviv in quegli anni … Considerato però l’interesse di alcuni gruppi economici aventi finalità tali da non sembrar garantire un uso corretto del dispositivo, Omero Speri, con l’amico Piero Zorzi, decisero di lasciar cadere la cosa; infatti nel campo della ricerca il fascino della scoperta era frenato dall’angoscia del pericolo di un suo possibile uso scellerato.
Quanto sopra riportato ovviamente ha un valore enorme anche per il dibattito attuale sulla verità della “fusione fredda”.
Anche da quanto sostenuto e verificato coni il loro motore da Omero Speri e Piero Zorzi, le LENR (Low Energy Nuclear Reaction), le reazioni nucleari a bassa energia (LENR), in determinate condizioni, possono avvenire a temperatura ambiente!
C’è da chiedersi come mai una ricerca così importante che era arrivata anche alla realizzazione di un motore prototipo che funzionava sfruttando la nuova fisica delle LENR non sia stata ripresa e sviluppata da nessun Istituto di ricerca universitario, statale o privato, sia in Italia che nel resto del mondo?
Quindi già nel 1974 questa meravigliosa tecnologia energetica, che prometteva energia pulita, inesauribile ed economica, era stata scoperta! Ma allora a cosa si deve il suo mancato sfruttamento e il suo occultamento? Alla luce dei principi della Filosofia “open source”, probabilmente anche in questo caso è mancata la divulgazione completa, diffusa e condivisa, dei suoi principi fisici di funzionamento. Sicuramente è mancato anche il terreno culturale adeguato per la sua diffusione. Inoltre certamente qualcuno ne ha avuto paura e l’ha ostacolata, (all’ epoca come avviene oggi!?), poiché andava a cozzare con importanti interessi precostituiti, ovvero quelli delle lobbies degli idrocarburi e del nucleare sporco, ecc! Non che contro i paradigmi accademici che sostengono i baroni della vecchia fisica.
Naturalmente anche i governi sono interessati a che si utilizzino ancora degli idrocarburi per la trazione e il riscaldamento: benzina, gasolio e gas naturale, dai quali ricavano laute accise … Più difficile sarebbe tassare l’ acqua (H20) che contiene Idrogeno (e Deuterio), necessario per queste nuove reazioni LENR…

Che fare ora? Abbiamo qualche speranza che il lavoro di Omero Speri e Piero Zorzi (e di quelli che sono seguiti), possa essere recuperato e valorizzato e aiutato? Si! Ma solo nell’ ambito della Filosofia “open source”! Io penso. Che significa rivelare totalmente i principi fisici e le modalità di funzionamento di questa meravigliosa tecnologia energetica LENR, (di tutti i reattori sperimentali attualmente esistenti e del motore Speri), in uno spirito di totale condivisione, in cui i benefici siano poi legati al fatto di “fare”, ovvero di realizzare produrre e distribuire le applicazioni basate su questa tecnologia.
Le tecnologie energetiche LENR, che promettono energia pulita, economica e inesauribile, contrasterebbero la povertà dei Popoli, rilanciando l’ economia, e salvaguarderebbero anche il pianeta Terra dal riscaldamento globale, (lo scioglimento dei ghiacci ne è una prova certa!), dovuto principalmente ai gas serra prodotti anche dall’utilizzo dei combustibili di origine fossile; gasolio, benzina e gas naturale, e riversati nell’atmosfera.
Concluderei con un appello rivolto a Michelangelo Speri, figlio di Omero Speri, e a Leonardo Zorzi, figlio di Piero Zorzi, ad abbracciare il toto la Filosofia “open source e a condividere quanto eventualmente ancora in loro possesso relativamente agli studi, ai documenti, e alle realizzazioni di loro padri, dando la possibilità a ricercatori indipendenti di lavorarci su, nell’interesse della Scienza e dell’Umanità tutta!

Agosto 2013
Fonti:

Licenza: Creative Commons - Questo articolo può essere riprodotto e pubblicato liberamente, ma solo se integralmente

1 commento:

  1. SE il motore Speri funzona, sarebbe veramente un delitto non usarlo! Oggi esiste ancora il prototipo? Esistono i piani dettagliati per costruirlo? SE esistono, mi sembra che chi può farlo dovrebbe muoversi senza perdere altro tempo!

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