mercoledì 12 settembre 2012

Grillo&Casaleggio: ingenuità o furbizia?


Così come avevo sostenuto, tra le altre cose, in un post di qualche mese fa, i nodi del Movimento 5 Stelle stanno venendo al pettine.
Il movimento è cresciuto a dismisura, travalicando probabilmente le stesse più rosee aspettative dei promotori ed in un batter di ciglia, complice la delicata situazione politica ed economica, è diventato un movimento nazionale di massa. Una consistenza questa che non era nemmeno auspicabile quando il movimento 5 anni fa fu fondato e oggi i limiti evidenti del “non-statuto” appaiono tanto palesi quanto pericolosi.
Il “caso Favia” aldilà della strumentalizzazione che, scientemente, ne è stata fatta, ha mostrato con chiarezza una serie di problematiche interne al movimento che erano già evidenti fin dai suoi esordi e che in tanti avevano “denunciato”.
In effetti, la “strutturazione” del movimento garantita dal cosiddetto “non-statuto” risulta efficace, produttiva e funzionale nella dimensione territoriale dei meet-up e nei contesti locali, in cui gli ambiti di intervento nei quali opera il movimento, comprese le candidature, non necessitano di strumenti collegiali di garanzia particolari né di organi decisionali specifici, per poter funzionare. E' chiaro che soprattutto per quanto riguarda le candidature o le espulsioni, anche a livello locale i problemi dell'assenza di una struttura democratica di controllo e direzione, possono esplodere e creare situazioni destabilizzanti e dannose al movimento stesso. Perchè anche a livello locale, la mancanza, ad esempio di un organo di probiviri eletto democraticamente, non garantisce i vari meet-up locali (regionali o comunali che siano) da situazioni di sopruso da parte di chi decide le eventuali sanzioni ai vari iscritti. Il fatto che poi sia il solo Grillo (ed il suo staff personale) a prendere arbitrariamente tali decisioni (come nell'ormai famoso "caso Tavolazzi"), rende la cosa ancora più problematica e poco trasparente.
Ma quando dalla dimensione del locale, ci si sposta alla dimensione nazionale, i problemi derivanti dall'assenza di una struttura collegiale di coordinamento, di garanzia democratica, di decisione partecipata di livello nazionale, si palesano in maniera indiscutibile e, per il movimento, anche imbarazzante. E coinvolgono tutti gli aspetti dell'azione del movimento stesso.
In effetti, a ben guardare, la struttura di coordinamento, gli organi di garanzia, gli organi decisionali sul piano nazionale esistono già! E sono incarnati dallo stesso Grillo (proprietario del simbolo, quindi signore legale), da Gianroberto Casaleggio (figura enigmatica che vive nel “dietro le quinte” del movimento) e il resto dello staff, di cui non si conoscono le generalità né le funzioni.
Da questo punto di vista, aldilà dell'affermazione di principio che all'interno del movimento vige la piena democrazia, una democrazia partecipata, innovativa, in realtà ciò potrebbe essere vero SOLO a livello locale, mentre sul piano nazionale non è assolutamente così che stanno le cose. E le affermazioni sgraffignate dal (o consegnate appositamente al) giornalista (d)al malcapitato Giovanni Favia, non fanno altro che confermare questa realtà.
La mancanza di una vera e organica democrazia interna a livello nazionale, tra l'altro si riflette anche sul piano programmatico. Il programma del Movimento 5 Stelle, infatti, ad un'analisi attenta, aldilà di moltissime proposte sensate, intelligenti, in linea con le reali esigenze del paese, pecca di una visione d'insieme complessiva della realtà italiana.
Manca una proposta di politica economica nel pieno senso del termine, manca una proposta di politica del lavoro, manca una proposta di politica monetaria, manca una proposta di politica energetica di livello nazionale, manca una proposta politica di riforma istituzionale complessiva, manca una proposta di politica estera, per fare solo alcuni esempi, direi di non poco conto.
E' chiaro che il boom del Movimento ha colto di sorpresa un po' tutti e questo si riflette in maniera consistente anche nel programma, ma è altrettanto evidente che in assenza di una capacità organizzativa di livello nazionale, anche l'elaborazione di una proposta politica DI livello nazionale stenti a decollare. Secondo la mia opinione, senza tale capacità, impossibile da realizzare.
Dunque delle due l'una: o Grillo&Casaleggio (signori indiscussi del movimento) ignorano completamente la dimensione dei problemi che l'esplosione di consensi ha determinato, o fingono di ignorarla.
E ciò vuol dire che tale situazione non solo gli va bene, ma è funzionale al controllo completo e totale del movimento sul piano nazionale e le regole del “non-statuto”, più il complesso gioco di dialogo tra i vari meet-up (che complica e di non poco il coordinamento di una politica nazionale) è esattamente ciò che il comico genovese ed il suo enturage auspicavano e programmavano fin dall'inizio.
Del resto anche la scelta scellerata di NON confrontarsi (o ricercare alcun tipo di alleanza politica e programmatica) con NESSUNA delle forze, dei movimenti e delle realtà presenti in Italia, lascia adombrare qualche sospetto.
La mia opinione personale è che sia Grillo, sia Casaleggio, sapevano benissimo a cosa andavano incontro qualora il movimento fosse cresciuto e avesse acquisito dimensione nazionale. Probabilmente non immaginavano che sarebbe diventato la terza o, molto più realisticamente, la seconda forza politica del paese in così breve tempo, ma la “non-struttura” potrebbe rispondere all'esigenza di controllare in maniera totale ed indiscussa il movimento in ambito nazionale e dunque nel futuro Parlamento.
E' solo la mia opinione (anch'io valgo uno), ma se questa impressione fosse sbagliata, significherebbe al contrario che la forza politica più importante degli ultimi 10 anni in Italia, è in mano a degli ingenui e a degli sprovveduti e rischia di autodemolirsi prima ancora di aver raggiunto un qualche apprezzabile risultato.
Sprecando tra l'altro una carica di rinnovamento e di rappresentanza, di cui la politica italiana non solo ha bisogno, ma assoluta necessità.


(Francesco Salistrari)

2 commenti:

  1. Guardiamoci attorno : dove è la democrazia? Siamo precipitati in una dittatura bancaria assoluta, e su questo anche i sassi non hanno niente da obiettare! E dunque è così importante ovattarsi o peggio farsi ovattare dalle questioni di democrazia nel movimento 5 stelle? Non crede che invece bisognerebbe concentrarsi sull' affresco di falsità che tutti i giorni ci vengono propinate dai media compreso il caso Favia ed altri fanfalucche? Ha mai pensato che se la protesta non fosse incanalata democraticamente dal movimento di Grillo forse saremmo già alla legge marziale?
    Dum Romae consulitur Saguntum expugnatur

    Martin Pescatore

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  2. E' chiaro che vista dall'alto, cioè dalla dimensione generale, la situazione sembri sminuire una questione come quella della democrazia interna del M5S. Ma non è affatto così. Perchè le due cose sono collegate. Il Mov5Stelle ha incanalato sì la protesta (evitando la legge marziale), e lo ha fatto in maniera conservatrice, non certo rivoluzionaria. E' dunque per questo che è utile soffermarsi sulle questioni interne del movimento, perchè è più semplice smascherare la VERA natura di tutta l'operazione 5 stelle e comprendere ancora meglio la natura del potere.
    Tanto prima o poi i nodi verranno seriamente al pettine ed il Mov5 Stelle dimostrerà quello che è realmente.

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