domenica 17 marzo 2013

La decomposizione del capitalismo italiano e l'americanizzazione dei movimenti sociali.


di Stefano Zecchinelli.



Al momento di marciare 
molti non sanno 
che alla loro testa marcia il nemico. 

La voce che li comanda
è la voce del loro nemico.

E chi parla del nemico 
è lui stesso il nemico 

(Bertolt Brecht)


1. Nei paesi a capitalismo maturo lo sviluppo delle forze produttive - e la conseguente espansione imperialistica - entra in conflitto con le strutture tradizionali (reazionarie) dello Stato nazionale.

Tutto questo indebolisce le vecchie borghesie nazionalistiche (un esempio eloquente è il gollismo francese) che non riescono più a mantenere in piedi lo Stato sociale costituito, principalmente, con il plusvalore sottratto alle colonie. 

Il capitalismo italiano, e la sua parabola post-democratica, deve essere inserito all'interno di un conflitto inter-imperialistico: quello fra l'imperialismo americano e gli imperialismi europei.

La vittoria della potenza imperialistica Usa comporta, a fasi alterne, la destrutturazione degli Stati borghesi europei e la modifica conseguente delle loro soprastrutture. L'imperialismo, di volta in volta, crea nuovi strumenti per ottenere consensi altrimenti si trova costretto ad avviare una repressione di tipo fascista, ricorrendo a nuove forme, più elaborate, di distruzione delle organizzazioni operaie e/o popolari.

2. Una nazione imperialistica che esce vincitrice da uno scontro modifica i rapporti di forza, appropriandosi dei mezzi di produzione, quindi della sovranità economica (prima) e politica (poi), della nazione sconfitta.

Questo spiega gli intrecci capitalistico finanziari fra importanti esponenti della borghesia imperialistica americana ed il regime nazista. Collusioni che hanno visto coinvolte le famiglie Rockefeller, Ford, Bush e che hanno avuto un seguito anche dopo il crollo dei principali Stati fascisti europei.

Le borghesie non ricorrono solo alla repressione in pieno stile hitleriano o in alternativa a quella che Ulrike Meinhof chiamò la 'guerra psicologica', ma cercano di guadagnarsi l'appoggio 'popolare' (utilizzo le virgolette per tenere separato il concetto di 'popolo' da quello di 'classe') creando movimenti reazionari di massa.

Così è stato negli Stati Uniti con il movimento che portò al potere Ronald Reagan e in Gran Bretagna con il movimento che sostenne la cripto-fascista Margherita Thatcher. 

Una situazione analoga si presenta, oggi, in Italia, con il Movimento '5 stelle' che, per proposte politiche e base sociale, è ideologicamente neo-liberista più qualche accorgimento riguardante nello specifico la situazione italiana.

3. I movimenti post-politici rispondono a due esigenze fondamentali: (1) integrare i ceti medi in una fase successiva della decomposizione capitalistica in cui lo Stato borghese diventa da regime relativamente reazionario a regime totalmente reazionario; (2) fornire un personale politico di ricambio alla burocrazia statale.

In questo modo la classe dominante riesce a modernizzare i suoi apparati, a togliere di mezzo gli elementi più compromessi (si veda la battaglia sulla legalità), ed a rispondere al meglio alle richieste delle principali centrali imperialistiche (Banca Centrale Europea, Fondo Monetario Internazionale, Organizzazione Mondiale del Commercio, ecc …).

Il Movimento 5 stelle, nello specifico, ha queste caratteristiche: (1) crea conflittualità fra i lavoratori garantiti (lavoratori del pubblico impiego) e lavoratori non garantiti (piccoli imprenditori, professionisti, tecnici ed i settori meno sindacalizzati della classe operaia); (2) ripiega sul concetto ‘astratto’ o ‘generale’ di democrazia eludendo il carattere classista di questa nella società borghese. Questo gli ha consentito di avere una forte presa a sinistra (il partito comunista m-l dei CARC o l’MPL di Moreno Pasquinelli hanno dato indicazione di voto per il M5S). Per presentare la democrazia diretta su basi internettare i suoi principali animatori, l’attore Beppe Grillo e l’imprenditore Gian Roberto Casaleggio, fanno leva sulla liberalizzazione della rete.

Per ciò che riguarda il primo punto c’è l’intenzione di fare una rivoluzione neoliberale amministrativa, mentre il secondo aspetto fa capo a specifiche richieste dell’imperialismo americano.

4. La modernizzazione dei capitalismi europei richiede (1) apparati repressivi più efficienti e (2) la statalizzazione (in chiave non necessariamente militaristica) della società civile.

Abbiamo un aspetto strettamente militaristico ed un altro aspetto di controllo (post)democratico fondato su una ‘guerra psicologica’ a bassa intensità che vede protagonista i mass media e la rete.

Gli apparati burocratici verranno ridotti drasticamente di personale: le scelte, nella selezione dei lavoratori in questi settori, saranno qualitative cosa che si sposa bene con l’aziendalizzazione della Pubblica Amministrazione già in corso dai primi anni ’90.

Quindi (1) ci saranno tecnici specializzati, con competenze di settore, che rimetteranno in moto la macchina statale e (2) forze di polizia privatizzate, oppure trasformate in Spa, in aggiunta alla nuova gendarmeria europea.

Il malcontento derivante dalla crisi strutturale del capitalismo (accentuata volutamente dalle borghesie imperialistiche americane con le ricette dei Chicago boy e le ‘economy shock’) coinvolge una parte delle forze dell’ordine tradizionale (polizia di stato, ecc …) per questo è necessario creare dei corpi specializzati per schiacciare le mobilitazioni popolari ed operaie.

Le uscite razziste di Grillo (indicazioni su come pestare i lavoratori arabi, mano tesa all’organizzazione neo-nazista Casa Pound, simpatiche per alcuni settori delle forze armate impegnate in criminali aggressioni imperialistiche) vanno in questa direzione e spingono grandi fette sociali travolte dalla crisi economica ad accettare un nuovo Stato di polizia in cambio di qualche ammortizzatore sociale (es. reddito di cittadinanza).

5. La borghesia imperialistica americana per fronteggiare la crisi propone la creazione di una NATO economica.

Più i capitali si centralizzano e più le classi dominanti occidentali hanno bisogno di creare strutture entro cui esercitare il loro dominio: quindi alla Commissione Trilaterale si aggiunge anche questa NATO economica.

Questo progetto viene seguito stranamente dal Dipartimento della difesa nazionale.

Thierry Meyssan in un suo articolo molto documentato ci comunica che ‘’Gli Europei hanno norme di tutela della privacy molto esigenti, mentre gli statunitensi possono fare qualsiasi cosa in nome della lotta contro il terrorismo. Dopo aver fatto spola, gli Europei si sono sdraiati davanti agli statunitensi che hanno imposto il loro modello a senso unico: hanno copiato i dati europei, mentre gli europei non hanno avuto accesso ai dati stati statunitensi’’ (Thierry Meyssan, La NATO economica, soluzione Usa alla crisi, Rete Voltaire). Sempre secondo Meyssan ‘’ In materia di economia, si tratterà di abrogare le tariffe doganali e le barriere non tariffarie, vale a dire le norme locali che rendono impossibili certe importazioni. Washington vuole vendere tranquillamente in Europa i suoi OGM, i suoi polli trattati con il cloro, e i suoi bovini agli ormoni. Vuole usare senza ostacoli i dati riservati di Facebook, Google, ecc’’.

La liberalizzazione della rete di Grillo coincide con la nascita di questo Grande Fratello a guida americana dove tutti sono schedati e possono essere controllati.

Chi saranno i primi ad essere colpirti ? Insomma, non mi è difficile rispondere: verranno colpiti tutti coloro che organizzeranno manifestazioni antimperialistiche contro le guerre di aggressione, che si schiereranno a favore del popolo palestinese, che proveranno ad organizzare grandi manifestazioni operaie bloccando i centri della produzione.

Questo movimento reazionario ha avuto la benedizione di esponenti dell’imperialismo globale come Soros e Condolisa Raice, e la banca d’affari americana, la Goldman Sachs, costola della Commissione Trilaterale, l’ha ritenuto un interlocutore rispettabile, e alcuni ritengono che il principe Filippo di Edimburgo abbia approvato (se non proprio partecipato alla stesura) il programma del movimento. Alcuni ambienti legati alle lobby sioniste ed al governo israeliano l’hanno invece screditato.

Quindi Grillo e Casaleggio hanno l’appoggio di quelle fazioni borghesi americane che vorrebbero svincolare gli Usa dall’imperialismo israeliano.

Che interessi possano avere Obama e Brzezinski ad appoggiare un movimento di questo tipo, mentre altrove la protesta sociale è già stata relativamente incanalata da partiti social-imperialisti come quello di Hollande in Francia (che sta replicando quello che fece Zapatero in Spagna) e Syriza in Grecia, ancora non è chiaro.

Molto probabilmente, in questa fase di transizione, vedremo gli Usa molto più impegnati nella balcanizzazione dell’Europa mentre per ciò che riguarda la gestione del conflitto in Medio Oriente cercheranno accordi con la Russia di Putin, ma questa è solo una ipotesi.

Che dire ? L’imperialismo poggia il fucile sulla spalla destra (aggressioni criminali senza mezzi termini) o sulla spalla sinistra (rivoluzioni colorate, manifestazioni antigovernative, stragismo interno senza aggressione esterna) ma il risultato alla fine resta sempre uguale.

Sul Movimento 5 stelle, alla fine, avanzerei questa duplice ipotesi: (1) il movimento si scioglie e gli attivisti confluiscono all’interno dei principali partiti di governo, fornendo ricambi politici e rigenerando con forze nuove le vecchie burocrazie partitiche, reazionarie e cripto-fasciste; (2) il movimento dà vita ad un partito, cambia in parte la sua struttura interna, e si candida a fare, per conto degli Usa, il lavoro sporco, vale a dire trasformare questo paese in una discarica della NATO.

Se si dovesse verificare la prima ipotesi la maggior parte dei grillini finirebbe nel PD, nel tentativo di riformarlo ed avvicinarlo ai partiti socialisti (imperialisti) europei. Altri membri, sicuramente, entrerebbero nei partiti di sinistra come l’Idv o la Federazione della sinistra, mentre pochi membri potrebbero finire nel PDL o addirittura nella Lega.

Tutto questo – e sono abbastanza sicuro delle mie previsioni almeno su questo ultimo punto – la dice lunga sulla americanizzazione delle società europee. Ma, in fondo, Trotsky negli anni ’20 diceva che se la socialdemocrazia doveva diventare una agenzia dell’imperialismo sarebbe diventata una agenzia dell’imperialismo americano essendo, già da allora, gli Usa la potenza imperialistica più forte. Nulla di nuovo: questi movimenti sono una emanazione della ideologia dominante, e gli yankee sono al vertice della catena di comando imperialistica.

Il referendum per l’uscita dall’euro ? Prima di tutto è necessario dire che l’uscita dalla Unione Europea di un paese deve avvenire in modo improvviso, a seguito di grandi mobilitazioni popolari (quindi è necessaria una ripresa della lotta anticapitalistica), altrimenti gli speculatori internazionali lo farebbero collassare in borsa ancora prima di votare (l’economista borghese Alberto Bagnai ha sottolineato anche – da un punto di vista dell’economia borghese – il rischio che gli investimenti cesserebbero all’improvviso e la conseguente fuga di capitali dall’Italia).

In secondo luogo un paese che esce dall’Europa imperialistica dovrebbe riallinearsi nello scacchiere geopolitico del mediterraneo per fronteggiare probabili campagne di boicottaggio. Il Grillo amerikano penso proprio che sia l’ultima persona al mondo capace di instaurare relazioni politiche con Iran, Siria e Cina.

In Italia, presto, la borghesia convocherà nuove elezioni: la situazione è simile a quella dell’Argentina del 1974 ed allora vedremo se l’attore fallito non sarà l’ultimo pagliaccio prima dell’arrivo di un Videla italiano. Allora i benpensanti di sinistra, davvero, avranno ben poche indicazioni di voto da dare.


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