giovedì 3 settembre 2009

Il silenzio degli innocenti


Il silenzio degli innocenti è quello della paura, è il silenzio di chi ha paura di non essere ascoltato, di non essere capito e accettato. Il silenzio degli innocenti è quello di chi subisce un sopruso, di chi non può o non riesce a ribellarsi, di chi è costretto a subire senza possibilità di replica. E’ la sconfitta che si intravede nello sguardo del reietto, nello sguardo del tossico, nello sguardo indifeso di un bambino rimasto solo. Il loro silenzio è il silenzio di un mondo sommerso, lontano dalle luci delle vetrine e della televisione, è il silenzio imposto proprio da quel mondo di plastica e grandi costumi, è il silenzio di chi è umiliato dalla propria povertà, dalla propria miseria. Il silenzio degli innocenti è il silenzio della grettezza e dell’animalità, è la rabbia repressa dello stato brado, del rifuggire il rapporto sociale, il contatto, dell’incomprensione della propria diversità.

Il silenzio degli innocenti è quello che si leva sul sottofondo del rumore di una città, è il brusio delle anime in pena, è il pianto della notte.

Il mondo delle ombre, il mondo dei fantasmi e degli assassini senza testa, delle uccisioni senza nome, delle vendette e delle faide. Esiste una voce che si leva da questo mondo ed è l’atto d’accusa di tutti gli innocenti al mondo dello sfarzo e della ricchezza, dello spreco e dell’esclusione. E’ l’atto d’accusa di tutto un popolo a cui non è concesso avere voce nella storia, se non nelle innumerevoli statistiche di cui la sua registrazione è costellata.

Ma le persone non potranno mai essere una statistica nella realtà. Lo sono soltanto nelle discussioni accademiche e nelle repellenti diatribe elettorali.

Il silenzio degli innocenti è il silenzio di tutti. E’ il minuto di silenzio che si osserverebbe al funerale dell’umanità.


(Francesco Salistrari, 2009)



*Tratto dalla raccolta di aforismi e pensieri "Polvere".







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