giovedì 16 maggio 2013

Una rivoluzione democratica a guida massonica?


di Francesco Salistrari.

Leggendo l'ultimo articolo di Gioele Magaldi (qui), interessante dall'inizio alla fine, apprendiamo tante notizie “succose” dalle quali estrapolare un quadro molto più netto dell'attuale situazione politica ed economica italiana e non solo dell'Italia.

Inoltre leggendo l'articolo fino in fondo, con attenzione certosina, riusciamo a farci un'idea più chiara della massoneria e di come funzionano i circoli elitari (come il Bilderberg ad esempio) e del ruolo che al loro interno svolgono i personaggi della nostra politica, del mondo imprenditoriale e dei media.

Un articolo che consiglio di leggere, non fosse altro perchè il Magaldi, leader dell'ala democratica e progressista (Grande Oriente Democratico, GOD) del Grande Oriente d'Italia (GOI), ribadisce alcuni concetti sui quali molti stanno già discutendo da tempo, nell'assoluto silenzio e isolamento mediatico e politico.

Un passo molto interessante a questo riguardo è senz'altro questo:

Tutto ciò giova a chi ha speculato per mesi e mesi sulle differenze tra i rendimenti dei vari titoli di stato delle nazioni europee (sarebbe bastato creare degli eurobond, cioè dei titoli di stato europei unificati, per far cessare all’istante qualsivoglia speculazione sul famigerato SPREAD); giova a chi ha i mezzi per acquisire aziende dei vari Paesi in crisi a prezzi di saldo; giova a chi si accinge ad acquistare a prezzi vantaggiosi e stracciati beni e aziende di Stato messi in vendita a quattro soldi per fare cassa e favorire amici e amici degli amici di amministratori pubblici corrotti e infingardi; giova a chi si accinge a speculare sulla privatizzazione di servizi pubblici essenziali per la vita quotidiana (privatizzazione motivata con le stesse pseudo-ragioni con cui si vorrebbe svendere il patrimonio immobiliare e aziendale statale e para-statale: bisogna fare cassa per diminuire il debito pubblico e poi lo Stato deve essere “minimo”, in omaggio ai principi della teologia dogmatica neoliberista); giova a chi desidera avere, nel cuore dell’Europa e dell’Occidente, una massa enorme di disoccupati disperati, rassegnati a costituire una manodopera a buon mercato per i nuovi padroni sovra-nazionali dei mezzi di produzione locali, acquisiti a prezzo di favore proprio grazie alla CRISI; giova a chi ha progettato una de-strutturazione sociale e politica delle lande europee, ri-trasformando i cittadini in sudditi con gli occhi rivolti al basso e solleciti soprattutto della propria sopravvivenza materiale, in modo tale che la sovranità, dal popolo, venga dirottata de facto (salvando le forme esteriori della democrazia, ma svuotandole di senso e contenuti) verso nuovi aristoi, padroni e sorveglianti elitari di un nuovo perimetro concreto del Potere, in cui la stessa politica rappresentativa dei partiti-movimenti sia decisamente subalterna ad ambienti altri, esterni e sopra-elevati rispetto ad essa”.

In queste poche righe, credo sia condensato tutto il senso delle politiche, altrimenti incomprensibili, che vengono portate avanti in Europa fin dall'inizio della crisi (per non considerare il lasso temporale precedente) e quali siano i reali obiettivi di chi queste politiche le vuole, le avalla e le implementa nei vari contesti nazionali.

Senza queste considerazioni, sarebbe impossibile comprendere, ad esempio, il senso del Fiscal Compact, del pareggio di bilancio imposto costituzionalmente, del MES, della politica della BCE, dei sacrifici immani imposti ai popoli europei (soprattutto mediterranei) in nome di questa “benedetta” austerità che a detta di tutti, premi nobel dell'economia compresi, è assolutamente contropoducente per la ripresa economica del continente.
Sentir dire, da parte mia, ad un personaggio tanto informato, tanto addentro alle dinamiche politiche del nostro paese, profondo conoscitore dei meandri della massoneria italiana e internazionale, cose che da anni vado vaticinando nei miei articoli, nei miei scritti, nelle discussioni che intrattengo quotidianamente, non è certo consolante, ma, non nascondo, mi permette di restare più sereno. Perchè, in fondo, mi dico, “forse non sono pazzo”. Perché nell'assoluto silenzio politico e mediatico, nell'inconcludenza delle discussioni di partiti e movimenti, nella distrazione di massa che viviamo riguardo a questi temi, pensare determinate cose, non è facile, anzi, ti porta a considerare la possibilità che tu stia vivendo una sorta di allucinazione cognitiva, un abbandono della realtà, incapace ormai di inquadrare gli eventi e di capire le dinamiche di questo mondo moderno, così follemente lanciato verso il baratro.

Dunque, dopo aver ascoltato e riascoltato l'intervista a Nino Galloni che, tra le altre cose, parla della deindustrializzazione del nostro paese (qui), un'altra voce importante ci lascia intravedere sprazzi di un disegno razionale di indebolimento del nostro paese nel novero europeo e di fronte al mondo, vale a dire una precisa volontà politica che mira a demolire l'ordine democratico ed economico europeo, in nome di interessi multimiliardari di imprese multinazionali, banche e finanza speculativa e che sottintende un nuovo cambio sistemico da parte del capitalismo mondiale.

Come dicevo in altri miei interventi, anche pubblici, la democrazia rappresentativa ha smesso di essere funzionale alla stabilità politica ed economica dell'Occidente e quindi le forze che governano il mondo (il Potere) lavorano e operano per eliminare questo “fastidioso impedimento” che rallenta e ostacola il raggiungimento dei propri fini. Lo svuotamento sostanziale per via tecno-economica della democrazia occidentale, dunque, non è un fine, ma un mezzo. E' il mezzo attraverso il quale i potentati mondiali (e mondialisti) mirano all'instaurazione di un nuovo ordine autocratico, una sorta di neo-aristocrazia politica ed economica per completare l'assoggettamento dei popoli e lo svuotamento dei diritti, processo iniziato negli anni '70, dopo il riflusso delle lotte operaie e studentesche, e scientificamente portato avanti (e a compimento?) ai giorni nostri.

Neo-aristocrazia, per usare proprio un termine che il Gioele Magaldi ha più volte usato nei suoi interventi, pubblici e sul web. Un nuovo modello sociale e politico imposto dall'alto nel più completo e assoluto silenzio e senza la benché minima forma di resistenza sociale e politica.

Quando Magaldi, nel suo articolo, quasi “minaccia” le forze (oscure e palesi) che operano in questa direzione, di stare molto attente perché così come avvenne con la Rivoluzione Francese, il popolo, sotto la guida delle forze massoniche progressiste, potrebbe ribellarsi, mi verrebbe da chiedere: è possibile? E' concepibile che le forze massoniche progressiste, di cui egli è un esponente dichiarato e che si è messo in gioco, possano davvero diventare forza trainante di un blocco sociale di opposizione a questo disegno criminale? E' realmente auspicabile che la massoneria progressista riesca a diventare il traino di un “risveglio sociale” democratico capace di spezzare l'egemonia che le forze massoniche e para-massoniche reazionarie e conservatrici tutt'ora detengono? O sono solo vaticini isolati di un sincero massone?

E soprattutto: cosa stanno aspettando queste forze massoniche progressiste? Non sarebbe tempo di muoversi attivamente nella società al fine di creare una reale e concreta opposizione in accordo con tutte le altre forze democratiche, operaie, studentesche, della società civile non massonica?
Esiste davvero un modo per fermare questa gente?

Domande ingenue, probabilmente. Ma che meriterebbero comunque una risposta.

Una risposta politica immediata.



1 commento:

  1. Purtroppo ho paura che come per il nostro Risorgimento le forze massoniche progressiste abbiano bisogno dell'appoggio della forza planetaria dominante. Allora fu la Gran Bretagna, oggi chi può mai essere?
    Forse dovremo attendere il dissolvimento del potere occidentale ad opera della Cina, poi si vedrà...

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