domenica 26 maggio 2013

Prometeo (colui che riflette prima) ed Epimeteo (colui che riflette in ritardo).

Per correttezza di informazione pubblico l'articolo-risposta di Fiorenzo Fraioli (Ecodellarete.net) al pezzo di Moreno Pasquinelli su Bagnai di qualche giorno fa (qui). 


26 maggio. Fraioli (nella foto) interviene nella disputa tra Pasquinelli e Bagnai sulla crisi dell'euro e come uscirne. 

«Prometeo (colui che riflette prima) ed Epimeteo (colui che riflette in ritardo)»

Narra il mito che Prometeo donasse agli uomini le qualità che riusciva a sottrarre agli Dei, mentre Epimeteo le regalava agli animali. Ma chi erano "gli uomini" e "gli animali" al tempo degli Dei? Il mito, si sa, va interpretato, e credo che nel mito "gli uomini" fossero gli aristocratici, "gli animali" gli schiavi. 

Premessa indispensabile

Avrei preferito non immischiarmi nella diatriba tra Moreno Pasquinelli (MPL) e Alberto Bagnai perché, a dispetto del mio carattere focoso, e anzi proprio per questo, mi sforzo sempre di essere un "bravo moderatino", cercando di evitare le fratture in favore della possibilità di una sintesi. Talvolta, però, il dato caratteriale prende il sopravvento, specialmente quando è in gioco l'amicizia. Non mi toccate Pasquinelli perché mi arrabbio.

Sul blog del Movimento Popolare di Liberazione è stato pubblicato, a firma di Moreno Paquinelli, un lungo articolo dal titolo "LE DIVERGENZE TRA IL COMPAGNO BAGNAI E NOI" nel quale vengono mosse critiche ad Alberto Bagnai. A mio parere, una delle ragioni di quello che appare, per certi versi, un attacco molto duro, è la preoccupazione di Pasquinelli che la crescente popolarità di Alberto Bagnai possa far sì che le sue posizioni vengano accettate acriticamente da un numero crescente di bloggers. Non è una questione secondaria, perché la dura "battaglia delle ideee" si gioca, oggi e sempre di più in futuro, proprio sulla rete. E' vero che si tratta di poche decine di migliaia di persone, ma è tra queste che si forma l'opinione pubblica. Questo nucleo minoritario, e apparentemente ininfluente di soggetti se valutato sul piano puramente numerico, ha invece la capacità di influenzare moltissimo la visione della grande maggioranza. Sono "attivisti", ovvero persone informate che, a prescindere dal valore e dalla qualità di ciò che sanno, si dedicano anima e corpo alla divulgazione dei loro punti di vista, e dunque per essi non vale l'equazione "uno vale uno". Un "attivista" può valere dieci, cento, mille, anche milioni di voti!

Dopo Beppe Grillo (che per il momento, ha "stracciato tutti"), e Paolo Barnard (tuttavia in fase declinante), Alberto Bagnai è oggi il blogger politico in più rapida ascesa in termini di popolarità. Una popolarità che alcuni tendono a sottostimare, ma che potrebbe esplodere nei prossimi mesi se si verificassero le circostanze opportune. La prima di queste, ovviamente, è il fatto che quello che Bagnai scrive da due anni sul suo blog e, più recentemente, nel libro "Il Tramondo dell'euro", ovvero la dissoluzione dell'eurozona, possa effettivamente verificarsi. In politica la capacità di apparire come profeti di ciò che avverrà regala ampia popolarità. Ricordate le "profezie" di Grillo su Parmalat?

La seconda circostanza, quella che a mio parere maggiormente preoccupa Pasquinelli, è che la popolarità di Bagnai possa essere utilizzata da settori della classe dominante contro gli interessi di classe del mondo del lavoro, dei quali MPL si erge a difesa. Non voglio entrare nel merito della questione se Bagnai sia o meno "di sinistra", e, in caso affermativo, quanto lo sia. Tuttavia, che settori della classe dominante possano, tra qualche tempo, giocare la "carta Bagnai", è lo stesso Alberto a dircelo. Rispondendo sul suo blog aominonero che chiede "Come persuadere la classe politica facendole considerare questa proposta (ilManifesto di solidarietà europea - n.d.a.) come possibile ed auspicabile?" Bagnai scrive:

 «Dando la propria disponibilità alla classe politica giusta, che non è quella dei collaborazionisti italiani, ma quella di chi fuori dalla colonia Italia si è accorto che questo gioco non può durare. Voi pensate che Letta, o i suoi elettori, conteranno qualcosa nel momento in cui questa proposta dovesse catalizzare sufficiente attenzione all'estero? Gli direbbero: zitto e togli gli aracnidi dalla Rai, e il giorno dopo, previo passaggio di Rinaldi o Borghi al Tg1, saremmo tutti d'accordo. Scusate, ma il problema è causato dalla costruzione europea e credo si debba provare a risolverlo in Europa».
La domanda che non possiamo sottacere è: chi direbbe a Letta "zitto e togli gli aracnidi dalla Rai"? Qui non è in discussione quanto e in che modo Bagnai sia sincero, allorché ricorda che lui vorrebbe essere di sinistra se una sinistra ci fosse. Che in Italia la "pseudo-sinistra televisiva e politically correct" sia una, per altro piccola, articolazione della classe dominante, è cosa che la maggioranza dei lettori di questo articolo daranno per scontato, e dunque Bagnai sembra aver ragione. Occorre ricordare, però, che la "pseudo-sinistra televisiva e politically correct" non comprende alcune piccole ma determinate sacche di resistenza che sono riuscite, in questi anni, a sopravvivere, nonostante l'imponente bombardamento mediatico e culturale che è stato messo in campo per eradicarla completamente. Di questa affermazione darò immediatamente la prova.

MPL ha conosciuto Alberto Bagnai nell'ottobre del 2011, allorché venne invitato ad un convegno dal titolo "Fuori dall'euro fuori dal debito". Era (le date sono importanti) la fine di ottobre del 2011. Ora, se andate sul blog di Bagnai, potete verificare che il suo primo post risale al 23 novembre 2011 (I “salvataggi” che non ci salveranno). Nel post Bagnai fa riferimento ad un suo articolo precedente, pubblicato su lavoce.info, del 26 luglio 2011 (LO SPETTRO DEL 1992), seguito da un intervento sul Manifesto (L'uscita dall'euro prossima ventura) datato 22 agosto 2011. Tutto ciò per dire che, se è vero che Bagnai si espone pubblicamente, da due anni, in una critica serrata dell'euro, è anche vero che esisteva già una forza politica, che è l'MPL, che si trovava su quelle stesse posizioni. Di più: MPL portava avanti, da molti anni, una critica asprissima agli assetti del capitalismo italiano, europeo e anglo-americano.

Alberto Bagnai venne al convegno, parlò, fu molto apprezzato per quello che disse. Piacquero il suo modo di esporre i dati, la chiarezza, l'affabilità dei suoi modi. In breve, Alberto Bagnai finì per essere uno degli autori più citati nel piccolo mondo resistente che gravitava intorno a MPL. Anche ecodellarete ci mise del suo, sebbene sia giusto sottolineare come la crescita del blog di Alberto Bagnai sia ascrivibile soprattutto, se non esclusivamente, alle sue qualità di scrittore e divulgatore. E' però anche giusto ricordare, e rimarcare ancora, che quel mondo era già da tempo, da molto tempo, su posizioni anti-euriste, come pure il fatto che, sebbene piccolo e minoritario, non era costituito da una singola persona, bensì da alcune centinaia di attivisti in tutta Italia.

Il rosso di Nomura

Con il passare del tempo, in particolare a partire dalla metà del 2012, si è verificato un cambiamento. Pian piano tra i dirigenti di MPL si è fatta strada la consapevolezza che tra la loro visione d'insieme e quella di Alberto Bagnai vi sono differenze irriducibili. Di ciò parla l'articolo pubblicato da Pasquinelli. I toni non sono particolarmente amichevoli, ma le ragioni di allarme ci sono tutte, e sono rilevanti. L'occasione che ha indotto MPL, per bocca di Pasquinelli, ad uscire allo scoperto, è stata la pubblicazione sul blog di Bagnai della traduzione in italiano del Manifesto di solidarietà europea (già pubblicato in inglese il 24 gennaio 2013 e rimasto sconosciuto ai più), come pure le voci, sempre più insistenti, di una possibile "discesa in politica" dello stesso Bagnai, sebbene egli le smentisca con forza. La lettura del documento, e l'elenco dei primi firmatari, pongono più di una questione. La prma che salta agli occhi è la dichiarata volontà di preservare"l’esistenza dell’Unione Europea e del Mercato Comune Europeo", messe a rischio dall'esistenza dell'euro.Dunque, non più l'euro come strumento monetario di un più ampio disegno di guerra di classe culminato nell'istituzione dell'Unione Europea e del Mercato Comune (ma sarebbe più corretto parlare di Mercato Unico), bensì esattamente il contrario. Che dire? Una lieve differenza rispetto a quanto Bagnai va ripetendo da due anni!

Vero è che Bagnai, nel primo commento scrive (grassetto aggiunto): "Siete tutti abbastanza intelligenti da capire cosa posso condividere o meno nella diagnosi che il manifesto esprime, e anche nella terapia", ma immediatamente dopo aggiunge «Non è il mio manifesto, come qualche relitto umano ieri latrava sul web: è il manifesto proposto da un gruppo di economisti col quale sono entrato in contatto a novembre, e con i quali ritengo valga la pena di confrontarsi e di mediare. Non vi aspetterete da me una mediazione coi platelminti, o con gli anellidi, e nemmeno coi nematelminti (che non vi ho ancora presentato), insomma, con tutti gli infiniti vermi del terrario nostrano, provinciale, egotista, intellettualmente ed eticamente deficitario.Ma rispetto a una proposta operativa che è l’unica sensata allo stato attuale e che è proposta da persone di elevatissimo livello scientifico, che hanno rivestito posizioni di responsabilità, che sanno di cosa parlano(cosa rara da queste parti), mi sento di potere e dover giungere a un compromesso e a un dialogo, di dover avere un atteggiamento di ascolto».

Vabbè. Linguaggio a parte, Bagnai afferma:

1. è l'unica proposta sensata allo stato attuale
2. è proposta da persone di elevatissimo livello scientifico, che hanno rivestito posizioni di responsabilità, che sanno di cosa parlano
 
Rimando ad altra occasione l'esame della prima affermazione per concentrarmi sulla seconda. Bagnai parla di persone di "elevatissimo livello scientifico", e su questo non possiamo non essere d'accordo. Ma quali interessi concreti e reali rappresentano e difendono costoro? In nome di quali poteri queste competenze tecniche agiranno, fino al punto di ordinare a Gianni Letta "zitto e togli gli aracnidi dalla Rai"? E soprattutto, noi che cosa esistiamo a fare? Come si permette, Alberto Bagnai, di usare questo tono e questo linguaggio? Chi è Alberto Bagnai? Lo abbiamo detto poc'anzi: Alberto Bagnai è un blogger politico in fortissima ascesa, dunque una persona in grado di influenzare in profondità le scelte elettorali qualora, come è probabile, decida di scendere in politica. Ma ha detto che non lo farà! Esticazzi?

Firmando il "Manifesto di solidarietà europea" Alberto Bagnai è già sceso in politica, la sua non è più solo una benemerita opera di divulgazione economica. Di questo non si può non tener conto, come non gli si può più consentire l'uso di un linguaggio, spesso offensivo, senza rispondergli come merita. Opera alla quale mi accingo immediatamente.

Uno dei firmatari del Manifesto è tale Jens Nordvig, classe 1974, Amministratore delegato di Nomura, banca d'investimento globale. Si tratta, per capirci, della stessa banca con la quale il Monte dei Paschi di Siena avrebbe stipulato un accordo segreto per truccare i conti. Ho come la sensazione che in casa Nordvig si beva dell'ottimo vino, di quello che dà veramente alla testa. Non conoscete il rosso di Nomura? Ah, ragazzi, al primo sorso ci si sente già in paradiso. Un paio di bicchieri e si vola alto, tanto in alto.... chi sono quei puntini laggiù? So' òmini? Ah, è 'na manifestazione de disoccupati. Più in alto! Più in alto! Stappiamo la seconda... ecco, va meglio. Dicevi Jens? Ah si, limità l'hair-cut e rilancià l'economia co' 'n piano de stabilizzazzzione globale concordato.. certo certo... i costi vanno distribuiti... hic.. hic... sta tranquillo che je parlo io... e ché? nun so de sinistra io? Ma io mica so' compagno così... ahò, io so' veramente compagno... de bevute... ma chi li conosce a questi? A pasquiné, e nummerompelicojoni!

Scherzi a parte, credo che l'articolo di Pasquinelli sia stato assolutamente opportuno. Non è accettabile che passi l'idea che la soluzione alla crisi possa essere di natura unicamente esogena, attraverso l'intervento dall'alto di competenze tecniche offerte da personaggi che, per quanto scientificamente validi, non possono credibilmente rappresentare gli interessi popolari. Per quanto possa essere difficile, è necessaria una componente endogena, vale a dire il contributo di una classe dirigente che sia diretta espressione degli interessi popolari. Il processo attraverso il quale questa classe dirigente emergerà è appena agli albori, ma deve essere portato avanti con urgente determinazione. Spiace dirlo, ma Alberto Bagnai, a causa dei suoi atteggiamenti élitari, si è posto fuori, per sua volontà, da questa prospettiva.

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