martedì 28 maggio 2013

Matrix.


di Luciano Gianazza

Bel film! Pensa se fosse davvero così!” esclamò ridendo la persona vicino a me, rivolgendosi all'amica, mentre ci alzavamo dalle comode poltrone del maxicinema per uscire. “Belli gli effetti speciali, hai visto Trinity come camminava sulle pareti? …. anche Neo... bravi gli attori davvero...”.
Ormai erano troppo lontani, non sentivo più cosa dicevano, ma era evidente che come molti altri che hanno visto il film Matrix sapevano che la trama era pura fantascienza, le cose non stanno come il film vuol farci vedere.

Hanno ragione. Le cose non stanno così, la realtà è molto peggio di quella fantasiosa descritta in Matrix.

Non esistono campi dove gli esseri umani vengono coltivati in maniera così meccanica come nel film, la coltivazione o meglio l'allevamento di umani avviene in modo consensuale.

Non è facile vederlo, nemmeno se qualcuno te lo indica, te lo spiega, ti dice “Guarda!”. Si potrebbe anche rispondere: “Ah, adesso ho capito!” e non realizzare affatto di cosa si tratta.

La trappola è molto ben congegnata, è davvero geniale, coloro che l'hanno ideata sapevano cosa e come fare, altro che la zona fantasma dei film di Superman dove inviare i criminali! ...


Se stai vivendo bene come essere umano con una buona vita sociale, se sei felice di ciò che hai, delle tue relazioni, del tuo lavoro, se hai sottoscritto un'ottima pensione integrativa che ti permetterà di vivere una serena vecchiaia priva di incombenze economiche, ti consiglio di non continuare la lettura, potresti avere uno scossone e le tue certezze potrebbero diventare dubbi traballanti.



Tutto sta se, come Cypher, vuoi una vita felice, addormentato nel mondo illusorio di Matrix oppure vivere sveglio e vestito di stracci sulla Nabucodonosor. Ma potrebbe anche andarti molto meglio.


Il “segreto”.... 

Normalmente l'individuo non è in grado di vedere la trappola perché è lui stesso la trappola! Questo è il grande segreto, la trappola non può essere normalmente trovata perché la trappola non può vedere se stessa.
Il paragrafo di cui sopra contiene una grande verità, ma dopo averlo letto, molto probabilmente non noteresti alcun cambiamento nel tuo stato emozionale tra prima e dopo la lettura.
Questo perché la trappola e così ben congegnata che se qualcuno la mostrasse ad un altro non sortirebbe alcun effetto, al massimo reazioni di compatimento per il poveraccio che dice tali stupidaggini.

In che modo un individuo è una trappola in cui è paradossalmente intrappolato?

Essere qualcosa implica identificazione con la cosa che si pensa di essere. Gli individui che se ne vanno in giro su questo pianeta sono normalmente una collezione di identificazioni.
Se prendessi una persona a caso fra la folla avresti quasi il 100% di probabilità di trovare un individuo che pensa di essere un sacco di cose, che è identificato con una vasta serie di ruoli e che chiama tutto questo sé stesso.

Potrebbe essere un impiegato figlio del direttore di una banca che fa il cassiere e che quando percorre in auto le vie piene di traffico ce l'ha con i pedoni che attraversano la strada senza guardare, mentre quando non usa la macchina è un pedone che se la prende con gli automobilisti che non si fermano mentre lui è in attesa di attraversare sulle strisce pedonali. Potrebbe essere un marito adorabile e padre affettuoso, un collezionista di monete, un cristiano cattolico, un berlusconiano comunista, un pescatore per hobby, un camperista, un italiano, ecc. Tutte le parole evidenziate possono essere etichette in cui la persona potrebbe essere identificata e ritenersi tutte queste cose.

Un modo spiccio per capire se sia identificata o meno, (non farlo, molto probabilmente non è necessario fare questo test), basta fare un paio di commenti e dalla reazione capiresti subito come stanno le cose.
Basta che tu dica alla persona dell'esempio che i cassieri sono tutti dei ladri, che gli automobilisti sono delle teste di cavolo, che i mariti sono cornuti, i collezionisti sono bambini cresciuti, i pescatori dei perditempo che non hanno nient'altro da fare, gli italiani degli scoppiati senza palle, e se avrai un riscontro negativo saprai in modo inequivocabile che la persona è identificata con la trappola.


La trappola

Ma cos'è questa trappola, come è fatta? La trappola è la somma delle identificazioni con i ruoli che la persona svolge e le caratteristiche che ha. Per fare un esempio di identificazione, se stessimo parlando di leggi e notassi che sei molto ferrato in materia e ti dicessi: “Però, te ne intendi di leggi!” potrei sentirmi rispondere orgogliosamente con un ampio sorriso:”Per forza,sono avvocato!” Oppure sono ingegnere se il mio commento riguardasse quanto te ne intendi di meccanica, oppure assicuratore, operaio, contabile, macellaio, ecc., preceduto dalla parola sono.

L'identificazione più grossolana è quella con il proprio corpo. Ci sono uomini e donne che credono di essere il corpo e si dedicano ad esso completamente, facendo fiorire le palestre e gli ambulatori di chirurgia estetica, fabbriche di cosmetici e tutto quanto prospera intorno al “Culto del corpo”.

Non sto parlando di prendersi semplicemente cura del proprio corpo, ma di ossessione riguardo ad esso, e questa è molto diffusa.

Inoltre c'è l'identificazione, molto più sottile con la personalità.


La personalità

Una forma più sottile di identificazione, invisibile quando si è molto radicati in essa, è quella con la personalità. Ognuno si fa un'idea delle proprie caratteristiche, e le apprezza dando ad esse un valore secondo il proprio livello di consapevolezza. C'è chi sa di essere simpatico, generoso, intelligente, spesso il più intelligente, brillante, playboy, di avere uno sguardo magnetico, di avere un aspetto minaccioso, da seduttrice, colto, leader, dominante, snob, sciatto, sregolato, ordinato, preciso, noncurante, e tutta la serie infinita di attributi che una personalità può avere.

La personalità è un vestito fatto di caratteristiche che mostriamo agli altri perché ce le riconoscano, come se la nostra esistenza dipendesse dal riconoscimento da parte degli altri di ciò che riteniamo di essere. 

Le persone identificate fanno dipendere la loro felicità o infelicità dal riscontro che ottengono in questo gioco di ostentazione La personalità crea dei confini che limitano uno spazio che si vuole occupare per manifestare la propria esistenza come essere umano. Senza quei limiti ci sarebbe il temuto spazio infinito accompagnato dall'idea di scomparire nello spazio senza limiti, e questa è la ragione per cui le persone si tengono stretta la loro personalità, la loro prigione.

Nome e cognome

Il mio cognome Gianazza, si presta ad essere pronunciato e scritto in modo errato come Giannazza, con due “enne” e mi è successo un sacco di volte, quando qualcuno doveva inserirlo in un elenco o fare un documento, di dover dire “con una “enne” sola perché lo scrivevano molto spesso con due “enne”.
A volte ero pure risentito dovuto al ripetersi della cosa, pensavo “questi analfabeti proprio non vogliono impararlo” e il risentimento aumentava quando dopo la mia precisazione mi chiedevano pure:”Con due zeta?”.
Appena nati cominciano a chiamarci con il nome, quando sento “Luciano!” mi volto e quando incontro qualcuno e mi chiede: “Tu sei...?” rispondo “Sono Luciano Gianazza”.

Per tutti quindi sono Luciano Gianazza e se ora dicessi che non sono Luciano Gianazza al meglio penseresti che ho perso la memoria e al peggio che ho bisogno di cure perché non connetto.

In realtà non sono Luciano come tu non sei Antonio se ti hanno chiamato con quel nome, ma il mio nome e cognome sono solo suoni e parole parlate o scritte, etichette che assieme alla data di nascita e pochi altri dati identificano la mia presenza, il mio operato in un determinato luogo e tempo mentre creo degli effetti con un corpo umano in una struttura sociale che riconosce di conseguenza la mia esistenza particolare.

Ogni essere umano non è né il suo nome, né tanto meno la sua personalità, la sua professione, ne tutte le altre etichette che si appiccica o gli vengono appiccicate.
Tuttavia se le tiene molto strette perché senza di quelle avrebbe la sensazione terrificante di non esistere e per questo insiste nel continuare ad essere una sicura cellula di matrix piuttosto che lo spazio infinito.


Addormentati nello stato di veglia

Nel mondo ordinario ogni persona agisce per avere approvazione della sua esistenza da parte degli altri mostrando la sua particolare personalità. Alcuni dicono di no, ma basta fare un'osservazione qualsiasi che mette in discussione ciò che credono di essere che subito reagiscono in difesa di ciò che ritengono che sia sotto attacco, che sia la reputazione o attributi di cui si è orgogliosi.

La personalità è un involucro vuoto in cui la stragrande maggioranza delle persone è identificata, crede di essere quell'involucro e gioisce per ogni apprezzamento e complimento fatto a quella personalità e reagisce con risentimento, collera e persino violenza per ogni insulto ricevuto come se i complimenti e gli insulti fossero fatti a sé stessi.

Questa condizione di identificazione, dalla più grossolana alla più sottile, e non ti immagini quanto può essere sottile, molti pensatori del passato, dal più remoto al più recente, l'hanno definita come condizione di persona addormentata seppure in un apparente stato di veglia.

Non è facile far notare questo stato alla cosiddetta persona normale che potresti incontrare per la strada perché è lo stato in cui si trova la quasi totalità delle persone. Se lo dicessi al primo che incontri ti prenderebbe per matto: “Ma cosa dici, sono sveglissimo, ho dormito otto ore da dio e mi sono fatto una doccia bella gelata appena alzato, e ho fatto un'ora di corsa, sono in forma perfetta!”

Stai parlando a una personalità e a un corpo nei quali è imprigionato un essere identificato addormentato. Una persona addormentata, non significa che sia intontita, potrebbe essere con tutti i sensi all'erta come se si fosse fatta di anfetamine. Sta sognando di essere la personalità che crede di essere. Se mai dovesse svegliarsi all'improvviso rimarrebbe stupefatta:”Accidenti che incubo!”

Questi articoli possono dare fastidio perché la trappola si difende, ha un sacco di armamenti.

E' difficile accettare di non essere ciò che crediamo fermamente di essere e ad ogni tentativo di dimostrarci il contrario viene attuata una netta opposizione.

Le persone pensano che, se venissero tolte le etichette, loro scomparirebbero. Ovviamente non è così, non perderebbero nulla, il risveglio significa non essere più identificati nei ruoli. Non significa che non si farà più chiamare Antonio!

Continuerà a recitare sul palcoscenico come prima ma non penserà più di essere il personaggio che sta interpretando. Magari scoprirà di essere diventato chirurgo per ottenere uno status sociale ambito ma non gli piace affatto tagliare la gente e cambierà professione. O non penserà più di essere Robin Hood e questo comporta degli enormi vantaggi.


A un attore che interpretasse Robin Hood, se qualcuno gli dicesse che Robin Hood è un ladro che usa i poveracci per accumulare tesori facendo finta di essere un paladino della giustizia non gliene può fregar di meno e non reagirà alle offese, ma se si fosse identificato nel personaggio reagirebbe come ad un'offesa alla sua persona.
Una persona non più effetto dell'identificazione è una persona risvegliata ed è libera, è staccata da matrix. La sensazione di spazio infinito che si prova non può essere espressa a parole. Inoltre non è più limitata ad essere l'individuo così come è da sempre stata riconosciuta ma può essere ciò che più gli aggrada.
Diversamente le persone identificate sono suscettibili a tutta una serie di atti desiderati e indesiderati di cui diventano e rimangono prigionieri.

Possono diventare vittime di complimenti interessati o di offese e insulti provocatori e mettersi nei guai o comunque vivere una vita piena di spiacevoli imprevisti, possono accettare qualunque cosa fornita dal mainstream (Matrix) pensando che apporterà miglioramenti alla propria personalità e nella loro vita. Possono diventare consumatori di un mare di cose inutili o anche utili ma solo per essere trend perché altrimenti si è emarginati.
Fanno questo per ottenere approvazione ed ammirazione da altre personalità, giocando inconsapevolmente su questo grande palcoscenico che è il mondo illusorio, che gli antichi chiamano il mondo di Maya, credendo che sia reale.

La pubblicità che coinvolge le emozioni e l'idea di essere migliori di qualcun altro funziona solo con persone addormentate.


Miglioramento personale”

Mai come oggi è visibile l'inganno di Matrix. Le persone vogliono essere migliori, più forti, più potenti, più ricche, più affascinanti, più belle. Lo sono già, sono molto di più di quanto vogliono far acquisire alla loro personalità. Stanno cercando di svegliarsi, ma essendo identificati nella personalità cercano di svegliare la personalità, ma questo è impossibile, la personalità è un'accozzaglia di immagini, non è viva, non c'è niente da svegliare lì!
Non si può far altro che ricoprirla con altri attributi, immagini e pensieri, arricchirla, abbellirla. Quindi le persone spendono un sacco di soldi per “arricchire” la loro personalità, ma di tutto questo l'essere non trae alcun beneficio.

Adesso è di moda tutta una serie di corsi e pratiche New Age che ricadono sotto la categoria di “Miglioramento Personale”. Sono corsi di estrazione psichiatrica come la PNL, per esempio e altre pratiche che utilizzano anch'esse l'ipnosi. Sono condotti da “coach” o “formatori” sorridenti, molto abili ad essere accattivanti, non so quanto possano essere in buona fede, per quanto la buona fede non renda buono qualcosa che non lo è.

Queste tecniche funzionano solo con persone identificate, addormentate. Possono migliorare le loro condizioni di vita, sociali ed economiche pur continuando ad essere addormentate. Stanno migliorando la loro personalità pur non traendo alcun beneficio come esseri.
Sulle persone risvegliate questi corsi non funzionano, non possono essere ipnotizzate a nessun livello. E non pensare che non venga usata l'ipnosi a quei corsi, ci sono diversi metodi, dimentica l'ipnotizzatore da circo che fa oscillare il ciondolo davanti agli occhi mentre dice “le tue palpebre si fanno più pesanti...”

Conclusione

Non sono in grado di spiegare cosa significa essere svegli ma di sicuro so cosa significa essere addormentati.


Quando reagisco per qualsiasi ragione invece che agire o non agire, so che sono addormentato. 
Dove c'è reazione c'è qualcuno che dorme. 
Anche quando si reagisce “essendo nel giusto”. 
Questo per me è stato uno scoglio difficile da superare e credo che lo sia anche per molti.
Può essere facile non reagire quando riceviamo il risultato proveniente da circostanze in cui avevamo torto marcio, per esempio non rispondere a un pugno ricevuto in faccia da un marito tradito quando si è stati il tramite del tradimento.

Ma quando si è vittime di un'ingiustizia allora sì che diventa difficile non reagire. Essere nel giusto ci rende forti e attiva il nostro attacco, marcato da estrema intensità di emozioni e convinzioni e carico di risentimento e diventiamo inclini a reagire violentemente contro chi ha commesso l'ingiustizia. 

Questo perché si è identificati nella personalità. E' la personalità, “ferita ingiustamente” che subisce l'ingiustizia, non l'essere, quando ci si sveglia si smette di reagire. Si agisce per rimediare all'ingiustizia senza risentimento né emozioni negative.

La cosa più importante è che una persona risvegliata, è libera, non ha paura di niente, non può essere controllata, è davvero un cattivo affare per Matrix. E poi è davvero un'altra vita, puoi comprare il blackberry se ti serve, non per far sapere a tutti che ce l'hai. E' per questo che Matrix, o il sistema, il NWO, loro, chiamalo come ti pare, non vuole che le persone si sveglino.

Ma tu puoi svegliarti, e sapere che sei addormentato è il primo passo, ma non volermene se non vuoi essere svegliato. Puoi sempre andare a pranzo con l'agente Smith.

Il bello e che dicendo a qualcuno “Sei addormentato, sveglia!” sai subito quando sbagli, la persona sveglia non ha reazioni, né manifeste né represse.



letto e condiviso da: La Crepa nel Muro.

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