domenica 15 aprile 2012

Bastardi dentro.





E' stato aggredito prima verbalmente e poi picchiato, con un pugno in faccia, perché omosessuale e poi umiliato da un infermiere in ospedale, che gli ha consigliato di farsi "curare da uno psicologo". E' accaduto a Reggio Calabria, a pochi passi dal Teatro Comunale, dove è stato preso di mira Claudio, 28 anni, che, insieme al suo compagno e ad altri amici, stava trascorrendo la serata davanti ad un locale”


 (http://ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2012/04/14/visualizza_new.html_185380177.html).

E' questa la realtà nel Sud, ancora oggi, nel 2012, dove ai “diversi” che siano neri (i senegalesi della raccolta delle arance, ricordate?), gay, lesbiche, disabili, dawn o a chi semplicemente la pensa in maniera diversa, viene riservato un trattamento da emarginazione, discriminazione, violenza.
2012. In Calabria. L'ex “Magna Grecia” dei tempi andati. La terra che ha visto nascere il pensiero pitagorico, la terra di Campanella, di Bernardino Telesio, la terra di Fausto Gullo. La terra di tanti onesti cittadini soffocati da 'ndragheta e discriminazione, dalla disoccupazione e dalla distruzione del patrimonio collettivo (ambientale e sociale).
E' successo ieri, a Reggio Calabria, l'ennesimo episodio di inciviltà, di ignoranza, di disumanità.
Essere gay in Calabria, nel Sud, è un reato non scritto. E' un anatema, una lettera scarlatta che ci si porta addosso semplicemente perchè non c'è comprensione, solidarietà, rispetto.
La Calabria oggi assomma tutti i peggiori mali della società individualista e consumista all'arretratezza economica e culturale, alla desertificazione dei sentimenti e dei valori, in un mix esplosivo e devastante.
Essere gay oggi in Calabria è una colpa. E' una malattia. Forse contagiosa, a vedere le reazioni che la gente ha quando si trova a dover interagire con un simile così “diverso”.
Diverso in cosa? Non si comprende.
Il sesso dovrebbe essere la dimensione più intima dell'individuo. Il vero nocciolo della propria privacy. Allora perchè vi è questa costante intromissione, violazione, distruzione della privacy altrui? Perchè interessa così tanto la sfera sessuale di un gay o di una lesbica? Cosa c'è di malato (quello si!!!) in questa perversa voglia di intromettersi nell'intimo di queste persone?
La malattia non è l'omosessualità.
La malattia è l'incapacità di comprendere che gli omosessuali sono delle persone che hanno il diritto di fare della propria vita ciò che vogliono.
Ma qui, in Calabria, le persone vengono uccise per un appalto, per una tangente, per un mancato pagamento, per un affronto, per uno sguardo “storto”.
Ammettiamolo.
La vita, qui da noi, non ha poi così tanto valore.


(Francesco Salistrari)



(c) Riproduzione Riservata.

1 commento:

  1. Povera Italia!
    Purtroppo non è solo un problema della calabria o del sud.

    Luca

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