martedì 3 novembre 2009

Le cose che già sapete.


Vorrei scrivere fiumi di parole e condensare in esse il significato dell'esistenza.

Vorrei descrivere con forme taglienti i sentimenti che si agitano nell'animo umano e colorarle d'arcobaleno.

Vorrei saper dire le parole giuste per ogni singolo essere umano della terra, toccargli il cuore e renderlo felice. Vorrei essere utile al mondo, pur solo scrivendo, cantando la canzone della vita come solo pochi sanno fare.

Vorrei descrivere i sogni della gente ed essere in grado di farli avverare, pur solo per un attimo.

Vorrei parlare dell'animo umano e conoscerne i segreti, incuriosendo, solleticando, pungolando.

Vorrei poter essere in grado di parlare al vento e far giungere la mia voce il più lontano possibile.

Vorrei poter parlare al cielo e riceverne risposta.

Vorrei riuscire a descrivere il colore di un'emozione e darle il nome che mi piace.

Vorrei scrivere di tempeste e di schiarite, di uragani e di giornate di sole, di morte e di solitudine, di noia e di passione, d'amore e di tristezza, con la commovente semplicità di un bambino.

Vorrei poter guardare negli occhi di mio padre ed essere fiero di me stesso.

Vorrei poter guardare l'orizzonte ed esser sicuro che aldilà di esso ci sia qualcosa.

Vorrei poter toccare con un dito l'arcobaleno e regalare a chi mi legge le stesse emozioni.

Vorrei poter vedere con gli occhi di un uccello e regalare la mia visione a tutti quanti, senza chiedere nulla in cambio.

Vorrei vorrei vorrei.

Sarei capace di ogni cosa se la mia mano fosse mossa da magia, se il mio cuore fosse sostenuto da incantesimo, se i miei occhi fossero accesi da meraviglia.

Sarei capace di guardare le cose e regalarne ad ognuno, se la mano non tremasse, se il cuore non fosse pavido, se il sole nascesse con le stelle.

Vorrei capire ogni cosa e spiegarla agli altri. Vorrei essere il maestro più bravo, l'allievo più promettente, il bidello che pulisce. Vorrei essere il camionista annoiato, il banchiere sommerso dai numeri, il poliziotto dalle scartoffie. Vorrei essere il clown del circo e far ridere i miei bambini, regalare a tutti un sorriso e averne in cambio un applauso. Vorrei essere il bimbo che ride e la madre contenta, il delinquente di strada e l'ubriacone del bar.

Vorrei essere tutti e nessuno. In un attimo. Che si allunghi per sempre.

Solo così sarei in grado di vedere, di comprendere, di accettare, il mondo e le sue leggi. Solo così sarei capace di regalare a tutti un attimo di verità. Solo così potrei essere in grado di scrivere davvero.

Spero vi accontentiate semplicemente di me, che scrivo per voi e per nessun'altro. Che non posso comprendere il mondo e capire le emozioni, comprendere l'uomo e l'anima sua, toccare il cielo e parlare dalle nuvole, scrivere e dimenticare.

Spero vi accontentiate semplicemente di me. Così come sono.

Che scrivo di cose che già voi tutti sapete.


(Francesco Salistrari, 2009)

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