lunedì 30 novembre 2009

Solo se fossimo un piatto di lenticchie.


Oh mio Dio. Dove ti celi? Dove celi il tuo sguardo?

O Dio. Non rispondi. Non senti le mie parole. Come potresti? Perchè dovresti prestare attenzione proprio alle mie?

I pensieri del mondo, della vita tutta, è quello l'unico messaggio che cogli. Perchè Dio, tu sei tutti noi. Sei un albero millenario, sei le sue rughe sulla corteccia, sei il bruco che si arrampica sul ramo. Sei tutti noi, sei la foglia che cade e che darà modo di vivere a tanti piccoli esserini. E tu sarai tra loro, a banchettare di felicità insieme a loro. Mangiamo la tua carne ogni giorno e beviamo il tuo sangue ad ogni sorsata. Sei la vacca che mungiamo e la donna che ci ama, l'uomo nelle nostre coperte, il tarlo nel legno della trave, che spia e mormora il suo canto; sei lì tra noi ogni istante, simbolo dell'amore e dell'odio, acqua da bere, cielo da respirare. Sei la piccola particella d'ossigeno che ci scorre nel sangue, sei l'elettrone gentile e la luce delle lampadine. Sei la stella che brilla, il sole che brucia e arde il sangue dell'universo, l'elio, minuscolo, atomo ed essenza. Sei l'atomo, Dio. E' lì che si annida l'energia dell'universo.

Non ha senso dividersi in materialisti e non, in atei e devoti, in credenti e miscredenti. Non ha senso discriminare la fede e viceversa. Non può esistere divisione più stupida. Dio è noi stessi. E' le nostre cellule, i nostri nervi, i nostri neuroni, la nostra intelligenza. Come avrebbe potuto mai scrivere la Bibbia o il Corano, l'uomo se non fosse Dio stesso a scriverle? Dio è l'inchiostro sulla pagina antica, è il calcolo matematico sotteso al movimento del braccio della mano della mente del pensiero della fantasia dell'amore. Dio è l'equazione universale. E' l'universo in cui siamo, è la curvatura dello spazio-tempo, è la luce che viaggia a 300 milioni di metri al secondo.

Sei tu Dio. Perchè dovresti ascoltarmi se sei tu stesso a parlare?

La voce che si alza dal mondo è già la tua. Sei la vita, Dio mio. Sei il DNA che ricorderà per sempre chi ero, chi sono e chi sarò. L'immortalità esiste. E siamo tutti immortali, perchè immortale è la vita, capace di viaggiare nel tempo e nello spazio, di nascere sempre, ovunque e nelle forme più diverse. La vita non ha confini, perchè è l'Universo a non avere confini. L'infinità dell'universo è la ragione per la quale la vita è immortale.

L'inizio ed una Fine. Il continuum spazio tempo. L'energia. La massa. Sono tutte facce dello stesso prisma.

Dio sei tu quello che mi guardi da laggiù. Sei tu il granello di polvere controluce. Il pulviscolo e la polvere interstellare. Sei la molecola organica di qualcosa di inorganico.

Per comprenderci, dovremmo solo smettere di vederci diversi e di sentirci unici. Per capire il mistero dell'esistenza, dovremmo essere in grado di comprendere che l'esistenza non è un mistero, ma una rivelazione. Siamo identici, uomini e animali, piante e batteri, identici fin negli atomi, nell'unità, fin nella più piccola particella, fino all'antimateria, identici e necessari. L'organismo perfetto dell'universo è un meccanismo talmente complesso da essere semplicissimo. Per comprenderlo, bisognerebbe smettere di credere di poter trovare una spiegazione.

Sono le idee la nostra realtà da cambiare. La nostra rivoluzione da intraprendere, il nostro nemico. Sono le idee quelle che fanno la realtà. E questo anche se la realtà fattuale delle cose è assolutamente tutt'altro. L'idea che un uomo con la pelle nera ed uno con la pelle bianca abbiano qualcosa di diverso è una realtà osservabile, immediata, sicura, non contestabile. Un italiano ed un maliano sono due uomini diversi. L'idea che la pelle bianca sia anche sinonimo di superiorità, è una realtà inesistente, creata appunto da un'idea, sbagliata. Fin quando non abbracceremmo la convinzione che le differenze sono unità, saremo costretti ad una schiavitù schiacciante, umiliante. Il nostro libero arbitrio, il trucco attraverso cui Dio ci ha messo dinnanzi la realtà, ci ha illuso sulla verità più semplice e immediata da accettare. Come potrebbe esistere un Dio con la pelle di colore? E uno bianco? Dio non ha colore, è il bianco e il nero, nello stesso istante e in luoghi e tempi diversi. E' la terra su cui camminano. Ed è i piedi che usiamo. L'energia del muscolo che muove la gamba. Come potrebbe esserci diversità tra Dio e se stesso? E' Dio l'unica realtà.

Se facciamo qualcosa di sbagliato, Dio non può fermarci. Non può fermare la mano dell'assassino che uccide suo fratello, violenta sua sorella, sostituisce il denaro ad una persona. Come potrebbe fermare se stesso?

L'istinto è fuorviato dalle nostre creazioni mentali, dalle proiezioni che realizziamo al di fuori di noi stessi di quello che vorremmo essere. Quando un ingegnere realizza un'opera architettonica meravigliosa lo fa perchè è così che vede la realtà, la materia, è così che vede se stesso. La proiezione di un sogno. Ma anche quando un uomo uccide un altro uomo è la stessa cosa. Perchè quell'uomo vede se stesso meno importante di un pezzo di carta stampato da un altro uomo, una creazione mentale e materiale che da realtà e consistenza a qualcosa che non ce l'avrebbe se solo quell'uomo si rendesse conto che uccidendo un suo simile sta uccidendo se stesso, Dio, la vita, la realtà, negando la sua stessa esistenza, rinnegando una verità talmente semplice da essere troppo stupida per essere considerata consapevolmente. Libero arbitrio.

La materia che plasmiamo è un'opportunità, non un fine. Le cose che creiamo sono solo proiezioni. Anche l'odio lo è. Dovremmo solo comprendere che è inutile. Un'inutile spreco di energia. Talmente stupido come lasciare la porta spalancata nel bezzo di una nevicata e tenere il riscaldamento al massimo. Come inquinare un lago con i nostri rifiuti, come scrivere il proprio nome sulla corteccia di un albero. Un'inutile, assurdo, stupido e marchiano spreco di energia cosmica. La stessa energia che permette alla nostra stella di sfolgorare e darci il calore di cui abbiamo bisogno. Siamo esseri stupidi, solo perchè non ci rendiamo conto di esserlo. Sappiamo essere stupidi, solo perchè ci crediamo troppo importanti.

Gloriando noi stessi, facciamo un cattivo servizio allo scopo per cui siamo qui.

Dio è la Vita.

Ma non pensa, se non attraverso i suoi esseri. Non parla, se non attraverso la bocca degli animali. Non decide se non attraverso il libero arbitrio di ogni singolo essere vivente.

E' questo ciò che ci rende ciechi. E' questo che a noi esseri umani, i più complessi tra gli esseri viventi, ci fa credere di essere speciali.

Dovremmo essere fatti a immagine e somiglianza di Dio?

Dio non ha bisogno di un aspetto. Perchè è tutti gli aspetti. Tutti gli angoli, vividi e convessi, tutte le sfumature cromatiche, tutte le tonalità della musica.

Dio è Tutto. Dovremmo rispettare e glorificare ogni singolo granello di questo pianeta per rendere grazie a Dio. Dovremmo essere in grado di amarci ed amare Tutto, per poter amare Dio.

Qualcuno si affaccia ad un balcone e monita, qualcun'altro si inginocchia ad oriente ad ore stabilite, qualcuno si perde nei meandri della propria testa per anni. Come possiamo pensare di adorare ognuno il proprio Dio e additare l'altro di sacrilegio? Chi fa la classifica delle divinità? Chi determina chi sia nella ragione e chi nel torto?

Guerre in nome di Dio, morti nel nome di Dio, distruzione nel nome di Dio.

Guerra, morte, distruzione.

Negazione di Dio.

Come possiamo pensare di essere nel giusto, in una guerra, in una lite, in una disputa finanziaria? Come possiamo credere di avere ragione, quando tutti abbiamo torto?

Dio non può piangere, se non è un bambino a farlo. Quando muore di fame, quando viene abbandonato, violentato, maltrattato. Dio non piange, se non siamo noi tutti a farlo guardandoci negli occhi e riconoscendo la nostra viltà.

Siamo illusi dall'idea di essere migliori. Siamo migliori del vicino di casa, del presidente del consiglio o del poliziotto di quartiere, siamo migliori della madre di un amico, dell'allenatore di calcio, del cane che abbaia, dell'immigrato clandestino. Crediamo di essere migliori dei nostri antenati, dei popoli antichi, dei nostri genitori. Crediamo di essere più intelligenti della popolazione di uno stato a pochi chilometri da noi, di un paese a poche centinaia di metri in linea d'area. Crediamo di essere divisi da confini immaginari tracciati solo su cartine geografiche disegnate con il sangue dei morti e la distruzione delle guerre. Crediamo di essere diversi l'uno dall'altro e ci togliamo il cibo dalla bocca come se fosse naturale. Perchè la selezione naturale decide chi è il migliore.

Se la selezione naturale decidesse davvero per noi, già da tempo la Terra non si vedrebbe popolata da esseri umani.

La selezione naturale è un'invenzione scientifica che ha fondamento solo nei contesti in cui non entrano le illusioni.

L'illusione del denaro, del progresso, dell'economia, del benessere. L'illusione del consumismo, dello spettacolo, della televisione, del cinema, della letteratura. La selezione naturale non può operare in contesti innaturali, sarebbe assurdo se ciò avvenisse davvero.

Come potrebbe operare un meccanismo eminentemente chimico, biochimico, genetico, in un contesto come quello economico che è basato su una creazione umana fittizia, il denaro?

Come può essere scelto dalla selezione naturale chi muore e chi vive in una guerra cominciata per fini economici e di potere politico?

Come potrebbe operare la selezione naturale in un piatto di lenticchie?


(Francesco Salistrari, 2009)


2 commenti:

  1. quello che ho letto e' meraviglioso e condivito tutto cio' che hai scritto
    Posso chiederti il permesso di postarlo con il tuo nome nel mio blog " VENUSIA L'AMBASCIATRICE DEL BENE? ASPETTO UNA TUA RISPOSTA GRAZIE

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  2. Certo Giò....ti ringrazio per quello che hai scritto....un abbraccio

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