lunedì 10 agosto 2009

Il Paese della Cuccagna.


Il cadavere Italia pare voglia sembrare ancora vivo, almeno a quanto si evince dalle dichiarazioni dei nostri anfitrioni del potere. Stando a Tremonti e Berlusconi, stiamo vivendo una nuova età dell'oro, dove tutto va per il meglio, dove i, pochi, problemi che rimangono o sono sopportabili e marginali (come la mafia) o saranno risolti a breve (sviluppo e occupazione). Stando a questo governo l'Italia ha superato perfettamente indenne questa crisi economica, dando modo agli altri paesi europei di trovare un modello al quale ispirarsi per fronteggiare in futuro simili eventi finanziari, dimenticando che la crisi non è ancora finita, né tanto meno i suoi effetti devastanti si sono ancora fatti realmente sentire in Europa e quindi in Italia.
Salvate le banche, persi migliaia e migliaia di posti di lavoro, chiuse migliaia e migliaia di imprese medie e piccole, indebitate praticamente tutte le restanti, per il nostro governo è tutto ok. L'inflazione galoppante degli ultimi anni, dicono, non ha prodotto un impoverimento generale del paese, ma è stata frenata grazie alle misure governative (quali?). Niente paura dunque, da ogni punto di vista, fiducia italiani! Il nostro paese è in perfetta salute e sarà protagonista ancora per molto tempo. Abbiamo problemi di approviggionamento energetico? Niente panico, c'è il nucleare. Abbiamo problemi di sicurezza? Niente paura e allarmismo, ci sono le ronde. Abbiamo una spaventosa evasione fiscale? Niente isterismi, ci sono condoni e scudi fiscali. Abbiamo problemi nelle scuole? Tutto ok, tagliamo i fondi. L'Alitalia fallisce? Nessuno perderà il lavoro, c'è la cordata italiana. C'è la mafia? Ormai tutti i mafiosi sono in prigione.
Bisogna dunque preoccuparsi? Abbiamo una squadra di governo che, come l'esempio del suo “duce” dimostra, lavora per noi 25 ore su 24, senza sosta, per garantire a tutti i cittadini una vita serena e felice. Non abbiamo dunque nulla di cui preoccuparci, perchè ad esempio, ritornando alla crisi, se un esperto come Tremonti ci dice che la crisi è stata superata dal nostro paese brillantemente, ci sarà pure da fidarsi no? Cosa vogliamo saperne noi poveri lavoratori e disoccupati delle leggi ferree dell'economia? La Fiat è in salute, quindi tutto va bene. Perchè non dovremmo fidarci di un illustre ministro quando ci dice di non preoccuparci? La disoccupazione è ricominciata a salire (e al Sud non
si era mai fermata)? Non è legato a questa crisi, che è solo finanziaria, è legata alla competitività delle nostre aziende,quindi al nostro mercato del lavoro, quindi al costo del lavoro. Insomma, meno soldi agli operai, più alle aziende, più occupati. Perchè non dovremmo accettarlo?
E poi, ancora. Il Sud del paese versa in una situazione di abbandono? La colpa è delle politiche assistenziali portate avanti dalla sinistra e non quindi della presenza della mafia. Il lavoro nero così diffuso al sud è colpa dei sindacati, non delle aziende in mano alla mafia. Quindi, cosa stiamo a lamentarci sempre di mafia di qua e 'ndrangheta di là. Il problema è la sinistra. Eliminiamo loro ed elimineremo i problemi del Sud. Tralasciamo per un attimo tutti i discorsi populisti e demagogici sull'inquinamento del mare a causa dei depuratori mai messi a regime per le frodi alla Comunità Europea, lasciamo perdere il porto di Gioia Tauro che è il crocevia più importante per traffici di armi e droga, non continuiamo a menarla sulle imprese che hanno preso i finanziamenti, hanno costruito blocchi di cemento e assunto degli operai e poi chiuso sei mesi dopo (cattedrali nel deserto), non lamentiamoci dello sporco giro di rifiuti e discariche che stanno avvelenando l'ambiente, basta piagnistei. Tutto va bene. Tutto si risolverà. Lo ha detto Tremonti, lo ha ribadito Berlusconi, lo ripete Fini. Siamo a cavallo. L'Italia non ha nulla da temere, né da questa crisi, né dalle future. Siamo un paese solido, forte, in salute. Un paese che ha un tasso di natalità dello 0% e che nel 2025 avrà più vecchi che giovani. Un paese che può vantarsi di avere la più indebitata azienda del pianeta, la Telecom. Un paese che è al 73° posto per libertà di informazione. Siamo un paese normale, che va, l'Italia che lavora. Un paese che presenta un tasso di disoccupazione dell'8,6 % e nei giovani del 25% (55% al Sud), un tasso di lavoro precario su tutto il lavoro dipendente del 16%, un paese che vede 8 milioni di cittadini paurosamente vivere sotto la soglia del tetto di povertà. Un paese che sta bene, non ci sono dubbi. Un paese che paga in media almeno il 25% in più rispetto all'Europa per energia, servizi bancari e tasse (ad esempio noi per entrarci in Europa abbiamo dovuto pagare una tassa). Che vede le sue imprese paurosamente indietro nella competizione dei mercati mondiali, a parte qualche eccezione ormai storica come la Ferrari e pochissimi altre, e che per tenere il passo sono state costrette a delocalizzare tutta la produzione all'estero, contribuendo tra l'altro all'aumento di disoccupazione di cui sopra.
Siamo il modello per l'Europa, dice Tremonti. Ed ha ragione. Perchè contraddirlo a tutti i costi? L'Italia nel 2006 aveva un tasso di crescita dell' 1,90%, nel 2007 del 1,8, per poi colare a precipizio allo 0,5 % nel 2008 e in prospettiva allo 0,3% quest'anno. Ecco il ragionamento di Tremonti, e guai a chi non lo condivide. Se l'Italia in tre anni ha perso solo l'1,6% del PIL, mentre in Europa (esclusa l'Italia) c'è stato un calo medio del 2,2 %, come non vedere che il nostro paese ha attutito meglio il colpo della crisi? Che poi Francia, Germania o Inghilterra avessero un tasso di crescita cinque volte più grande rispetto all'Italia non fa testo. Anzi, fa solo statistica.
Stiamo bene. Anche se arrivare alla fine del mese con stipendi da fame erosi da prezzi esorbitanti, costi energetici fuori controllo, inflazione galoppante, e non da ultima la truffa dell'euro, non conta. Perchè la salute di un paese si vede da altre cose. Come ad esempio la virilità del nostro Presidente del Consiglio, che a settant'anni dimostra come non abbia assolutamente importanza se stiamo diventando un paese vecchio. Se i vecchi sono questi!
Stiamo benissimo, non lamentiamoci solo perchè al governo c'è la destra. I giovani non vedranno mai la pensione? Fatevi le pensioni integrative e il problema è risolto. Se poi le assicurazioni falliscono e vi fottono i soldi la colpa è vostra, perchè avete scelto quelle sbagliate. Non è certo colpa del sistema Italia, no? Vi vedete i risparmi fagocitati da aziende pesantemente indebitate? Non sapete investire, anche se i padroni di queste stesse aziende sono ladri presi con le mani nel sacco (Tanzi, Cragnotti ecc.).
Niente paura dunque. Il paese sta bene.
Se mettessimo da parte il fatto che il debito italiano è giunto alla cifra record di 1.752 miliardi di euro e che nell'ultimo anno è cresciuto del 5,74%, arrivando a sfiorare il 110% del PIL (in previsione nel 2010 arriverà al 120%), e se dimenticassimo per un attimo che gli interessi sul debito si aggirano intorno ai 20 miliardi di euro al mese, l'Italia non solo sarebbe un paese in perfetta salute economica, ma sarebbe anche il Paese della Cuccagna.

(Francesco Salistrari, 2009)

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