domenica 23 agosto 2009

Caligola e il suo cavallo.


Papponi, mignotte, ruffiani, leccaculo.

Megalomani, bugiardi, arroganti, tossici.

Mafiosi, ladri, truffatori, evasori.

Sembra l'elenco di una serie di arresti in uno dei peggiori quartieri di Napoli o di qualche altra città italiana. E invece sono solo alcune delle eccellenti qualità dei nostri governanti. Un bel vedere non c'è che dire!

Paese alla malora, moralmente ed economicamente. Istituzioni democratiche messe a rischio da questa politica di teatranti e marionette da strada, spietati, assetati di denaro, senza scrupoli, senza ideali.

Il nostro paese sta rischiando davvero tanto, ma la colpa è nostra. Perchè a meno di non ipotizzare brogli elettorali su larga scala, questa gente al governo ce l'abbiamo mandata noi. Dico: come cazzo abbiamo fatto? Quello che non riesco davvero a capire è com'è possibile che il popolo italiano si sia potuto fidare di un uomo come Berlusconi. Come abbia potuto credere alle sue vaneggianti promesse, come abbia potuto solo per un attimo pensare che quest'uomo, le cui fortune sono misteriose fino a un certo punto e lecite di sicuro no, avrebbe potuto rappresentare un'alternativa a quell'altra manica di ladri che erano i governucoli democristiani e socialisti. Non riesco a capire questo e tante altre cose, ma forse non le voglio capire, perchè nel farlo probabilmente scoprirei qualcosa di molto spiacevole.

Ripeto, aldilà di qualsiasi tesi complottista sulla “fortuna” elettorale di Berlusconi e dei suoi lacchè, aldilà di qualsiasi analisi politica che tenga conto dei legami potenti con la mafia di Forza Italia che ne hanno garantito il successo soprattutto al Sud, quello che rimane è sicuramente un quadro non molto edificante per il popolo italiano. Si perchè altra spiegazione non c'è se non che il popolo italiano è masochista o forse no, il popolo italiano è un po' così, un po' pappone, un po' mignotta, un po' ruffiano e leccaculo, un po' megalomane e un po' bugiardo, un po' arrogante, un po' tossico, un po' mafioso, un po' ladro, un po' truffatore, patologicamente evasore. E Berlusconi al popolo italiano piace, perchè in esso rivede tutti i suoi vizi e li vede santificati al potere e si sente sicuro, protetto, assolto divinamente da questi peccati.

Ma Berlusconi piace perchè è l'italiano medio al potere, ignorante quanto basta, sfrontato e arrogante qualche volta, indiscreto e inopportuno quando non si deve, menefreghista e nichilista al punto giusto, megalomane e vanesio fino al parossismo. Il popolo italiano ama Berlusconi perchè in esso si rivede e si piace. Si automasturba nelle sue uscite sconce, nelle sue battutacce senza garbo, nella sua arroganza da potente, nella sua visione favolistica di uomo di strada che arriva al potere. Si rivede nei suoi modi guasconi e nella sua statura. Bassa, appunto.

Forse è questa la ragione “sociologica” di questo consenso altrimenti inspiegabile a meno di qualche cervellotica teoria del complotto.

No, Berlusconi vince perchè all'italiano piace. Perchè ogni italiano che l'ha votato si rivede in lui e si sente riscattato, perchè è lui stesso ad andare al potere, perchè si rivede nelle scelte di quest'uomo che si autoproclama l'unto, Napoleone, Gesù Cristo con la naturalezza di un bambino, che si presenta all'Italia come il salvatore della patria, come “l'uomo del fare”, quello che ha in tasca la ricetta magica per ogni problema.

E all'italiano piace, piace questo moderno Caligola.

Un giorno vedremo un cavallo eletto Presidente della Repubblica in una splendida parata trasmessa a reti unificate da RAI e Mediaset.

Quando arriverà questo giorno preparatevi, si va in vacanza.


(Francesco Salistrari, 2009)

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