sabato 20 ottobre 2012

Climagate e mistificazione di massa.





Leggendo qua e là nel web, si sa, si trova di tutto un po'. Molte volte bufale, molte volte mezze verità, altre volte scomode rivelazioni introvabili nei media asserviti e di regime, tante volte pensieri, teorie, opinioni delle più disparate.
Sono incappato così nel mio girovagare stanco in un articolo che parla di riscaldamento globale. Il solito, vecchio tema ecologista, che da oltre trent'anni infiamma dibattiti, coscienze, movimenti, conferenze, misure legislative, pensai.
Ebbene no.
L'articolo (lo potete leggere qui) sostiene che il riscaldamento globale è una bufala. Un giochino mediatico creato ad arte attraverso dati sbagliati, palesemente fasulli, manipolazioni ed esagerazioni.
Ma a quale pro?
L'articolo non lo spiega, ma girando per altre decine di siti (di cui non riporto le fonti per pigrizia) che trattano il tema, si va dalla manipolazione mediatica e scientifica per accaparrarsi i fondi di ricerca (molto plausibile) alle teorie del complotto vere e proprie. Tra queste spicca senz'altro quella di indirizzare l'opinione comune, mondiale, ad accettare gradualmente l'idea di una riduzione sensibile della popolazione mondiale onde diminuirne l'impatto sull'ecosistema e quindi sul riscaldamento globale.
Aldilà della fondatezza o meno di queste “teorie”, resta il dato che un numero crescente di scienziati stia denunciando il “Climagate”, giornalisticamente ribatezzato in questo modo in Inghilterra, come una delle più grandi mistificazione di massa della storia.
Se fosse vero, sarebbe gravissimo. E' indubbio.
E ci lascerebbe una certezza fondata: che la manipolazione mass mediatica può davvero tutto. Che la realtà può essere manipolata da chi detiene il controllo dei mezzi di informazione in qualsiasi modo gli aggrada, per qualsiasi scopo, per qualunque argomento, generando una distorsione profonda della percezione collettiva che diventa deleteria e potenzialmente devastante.
Sinceramente non so più a che santo votarmi!
Di chi ci possiamo fidare?
Poi vai a guardare i personaggi che negli anni hanno stimolato l'opinione pubblica sul tema del riscaldamento globale e scopri i soliti noti, i soliti grandi gruppi finanziari, le fondazioni private dei vari Bill Gates, Al Gore, seguiti da una schiera di “scienziati” al soldo, che per anni hanno vaticinato la fine del mondo.
E allora ti chiedi: ma quali interessi nascondono? Ogm? Vaccini? Manipolazione climatica militare? Programmi di riduzione della popolazione?
E divento complottista anch'io, mio malgrado. E penso e non mi fido più di niente.
Cosa dobbiamo fare? 
Una considerazione generale comunque è pur necessaria.
Ammesso che davvero il riscaldamento globale sia una bufala inventata per chissà quali progetti e quali interessi, dobbiamo quindi accettare anche l'inquinamento come qualcosa di naturale?
Il pianeta è comunque devastato dall'attività umana. Estrazioni petrolifere, di materie prime, metalli, lavorazioni industriali, impianti nucleari, inquinamento automobilistico, inquinamento aereo, rifiuti, consumo sfrenato e chi più ne ha più ne metta. Le specie animali che si estinguono sono migliaia ogni anno, come non succedeva da millenni. Gli equilibri ecosistemici sono comunque minacciati seriamente. La deforestazione insidia interi continenti, l'erosione e l'inaridimento dei suoli mette a rischio l'alimentazione umana, le malattie derivanti dalle attività nocive umane (tumori, problematiche polmonari, malformazioni genetiche, virus ecc.) non sono un'invenzione dei media o di qualche “scienziato pazzo” corrotto. Sono tutti aspetti reali del vivere umano e di questo sistema di produzione.
Allora non vorrei che, se la bufala del riscaldamento globale fosse confermata e portata alla ribalta, si cominciasse a pensare che tutto vada bene, che i nostri modelli produttivi e di consumo siano virtuosi, che possiamo continuare a spendere e spandere, a buttar veleni qua e là come più ci piace, a continuare e accettare gli scempi ecologici che abbiamo sotto gli occhi. Non vorrei che venuto meno il “pericolo CO2” ci dimenticassimo come sia nocivo vivere vicino ad (o lavorare in) impianti industriali come l'Ilva di Taranto, per fare uno su migliaia di esempi. Non vorrei ci dimenticassimo come sia pericoloso e dannoso l'uso di pesticidi e diserbanti. Come sia potenzialmente distruttivo l'utilizzo di centrali nucleari e a carbone. Come sia devastante l'estrazione ad esempio dell'oro o degli scisti bituminosi, o lavorare nelle miniere. Come sia deleterio l'incenerire rifiuti e contaminare colture, acqua e animali con le nanoparticelle che ne scaturiscono. Come sia deleterio permettere la deforestazione selvaggia, la distruzione degli habitat naturali, l'inquinamento del mare.

Quello che voglio dire, seppur confusamente e di getto, è che non perchè sia svanito lo spettro del riscaldamento globale tutto sia da considerarsi salvo e noi poveri esseri umani tutti dei virtuosi.
Al contrario!
Il nostro modo di vivere, di consumare, di concepire i prodotti da consumo, il nostro modo di atteggiarci e di porci nei confronti della natura, dell'ambiente, degli animali e di tutto il creato, dimostrano ampiamente quanto ci siamo allontanati dalla nostra vera natura, che è quella di esseri viventi (animali) che dovrebbero cercare l'equilibrio con l'ambiente nel quale viviamo, adoperandoci di preservarlo e di proteggerlo, di sentirlo come parte della nostra stessa anima.
E invece l'equazione dominante porta a considerare l'ambiente come risorsa da sfruttare per trarre profitto, senza nessun'altra considerazione accessoria. E non basta farsi la tessera del WWF o salvare qualche nido d'uccello per essere davvero degli uomini degni di questo nome.
In questo siamo tutti colpevoli. E questa del riscaldamento globale sarebbe solo l'ennesima bugia che ci raccontiamo l'un l'altro, senza battere ciglio.
Con la naturalezza di una superiorità intellettiva che si trova scritta solo sui libri, ma che nella realtà non è mai esistita e mai potrà esserlo.
Perchè le bugie non sono intelligenti.
Al massimo furbe.
E la furbizia non è sinonimo di intelligenza, ma il più delle volte di malvagità ed egoismo.

(Francesco Salistrari)

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