lunedì 29 ottobre 2012

Altro che Boom!




Un primissimo bilancio delle elezioni siciliane, nonostante i dati non siano ancora definitivi, credo sia possibile farlo.
Partiamo da una serie di dati certi:

  1. Il Movimento 5 Stelle è il PRIMO PARTITO SICILIANO.
  2. Il Pd vince le elezioni in coalizione con il Centro moderato di Casini.
  3. Il Pdl ha subito una mazzata.
  4. La maggioranza assoluta dei siciliani NON è andata a votare.

Ognuno di questi punti ha un suo rilevante valore politico, ma, a mio modesto avviso,  queste elezioni sono da considerarsi moralmente illegittime. Se il 53% degli aventi diritto al voto NON si reca alle urne significa che le percentuali date ai partiti e alle coalizioni sono da dimezzare. E la coalizione PD/Udc andrebbe a governare con all'incirca il 16% dei consensi reali sull'Isola.
Questo la dice lunga sulla sconfitta della democrazia. Della sua forma elettoralista sicuramente.
Perchè come anche Marco Travaglio ha fatto notare, se non ci fosse stato il Movimento 5 Stelle, l'astensionismo sarebbe stato ancora più alto, minando una volta di più la portata politica del voto.
Merito certo a Beppe Grillo, alla strategia mediatica “casaleggiana”, che paga alla grande e che da modo a tanti cittadini altrimenti delusi di partecipare alla vita politica (in questo caso siciliana).
Un merito che però non circoscrive o diminuisce il dato di fondo che la maggioranza assoluta degli elettori NON è rappresentata da nessuno schieramento di quelli che siederanno al Consiglio Regionale. E non andare a votare rimane pur sempre, anche se non in forma legale, una dichiarazione di voto.
E questo dovrebbe far riflettere molto.
Chi rappresenterà il nuovo Governo Siciliano? A nome di chi prenderà le proprie decisioni? Della minoranza dell'Isola.
Questa è democrazia alla rovescia.
Non parlo dal punto di vista della legittimità costituzionale o legislativa delle elezioni. Si tratta di comprendere che la maggioranza assoluta del corpo elettorale siciliano è talmente disgustato dalla politica, dai politici, dai partiti, da decidere di non esprimere la propria rappresentanza. Perchè è da sempre che qualcuno a man bassa fa carne da porco di quella rappresentanza. Perchè è da sempre che i siciliani vengono derubati da coloro che hanno mandato a governare.
Ho letto di sfuggita alcune dichiarazioni dei poltici. Bersani che esulta, Crocetta che si esalta. Alfano che minimizza la sconfitta.
Che commedianti! Che illusionisti!
Politici di una politica morta. Che allontana giovani e vecchi. Che fa perdere senso e peso al primo diritto democratico di un popolo sovrano.
Si certo, si obietterà: è una scelta. Gli elettori hanno scelto di non farsi rappresentare. Peggio per loro!
Ma non si tratta di un referendum. Non si sta parlando di un disinteresse rispetto ad un tema specifico di cui gli elettori avvertono lontana l'importanza e inutile la partecipazione (atteggiamento comunque disfattista).
Qui si parla del disinteresse rispetto alla DEMOCRAZIA.
Perchè i Siciliani (e lo vedremo anche alle elezioni politiche, gli italiani) hanno ormai perso ogni fiducia ed ogni speranza nelle istituzioni. Hanno ormai assimilato lo Stato con il marcio. La politica con la ruberia. Le elezioni con la farsa.
Le equazioni sociali in gioco sono talmente semplici da risultare scioccanti.
E deprimenti.
Oggi in Sicilia, la democrazia ha fatto un bel tonfo.
Altro che Boom!


(Francesco Salistrari)


PS: I "Forconi" non sono neanche pervenuti alla cronaca della giornata. Pochissimi consensi e zero considerazione da parte di tutti i media.

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