venerdì 19 ottobre 2012

Cemento su cemento.


Il Governo propone una legge per costruire in barba alle tutele 

Una disposizione del disegno di legge sulle Semplificazioni bis, aggira, cancellando de facto, il sistema della tutela e dei vincoli ambientali, paesaggistici e monumentali. Se un Comune o una Soprintendenza non rispondono entro 45 giorni alla richiesta di costruire in area protetta, la licenza è data. Gli uffici, notoriamente, non 

sono attrezzati per rapide valutazioni...

di Roberto Schena 

ROMA - Poter costruire liberamente sulle aree vincolate per la bellezza del paesaggio. Rovinarlo a vantaggio dell’interesse di pochi. Un sogno dei cattivi costruttori, il businnes è enorme. L’operazione che non riusciva ai Governi precedenti, sommerso dalle proteste, sta passando con Mario Monti. Lo rileva il Touring Club Italiano, che esprime seria preoccupazione per l’articolo 12 del nuovo micidiale Disegno di legge sulle Semplificazioni bis, che prevede l’introduzione del semplice silenzio assenso per le autorizzazioni a costruire in aree sottoposte a vincoli ambientali e paesaggistici.

In sostanza, le amministrazioni comunalie le Soprintendenze che “dimenticassero” (per non dire di peggio) di rispondere alle richieste di costruzione edilizia, entro un periodo di 45 giorni, o non avessero gli strumenti per seguire in tempo le pratiche edilizie, sono votate alla devastazione del territorio. Sembra pazzesco, ma riguarda qualche migliaio di Comuni, l’intero territorio nazionale è coinvolto. 


PATRIMONIO A DISPOSIZIONE DEGLI SPECULATORI - «Mettere a repentaglio il nostro inestimabile patrimonio – afferma Franco Iseppi, presidente del Touring Club Italiano – attraverso l’introduzione del silenzio assenso per le autorizzazioni a costruire anche laddove sono presenti vincoli ambientali e paesaggistici, è una decisione pericolosa e poco lungimirante. I beni paesaggistici e culturali del nostro paese sono già duramente provati dal logoramento del tempo e dalla scarsa tutela e valorizzazione frutto di politiche del passato poco attente».
Il Touring – continua Iseppi – chiede al Governo «di rivedere questo articolo del disegno di legge». Auspicabile, piuttosto, che tra i 50 punti proposti dal ministro Gnudi «nel Piano del Turismo siano previste norme che rafforzino la tutela e la valorizzazione di quelle aree vincolate che grazie alla loro bellezza e alla loro storia costituiscono un forte attrattore turistico e, di conseguenza, un motore per la nostra economia».
«Come comunità di viaggiatori – conclude Iseppi – il TCI è invcece favorevolmente colpito dalle proposte presentate dal ministro Gnudi nell’anticipazione del Piano del Turismo che sarà presentato nei prossimi mesi». 



UFFICI NON ATTREZZATI - Gli ambientalisti spiegano che «facendo valere in caso di inerzia il silenzio assenso significa di fatto cancellare il sistema delle tutele. In questi anni – afferma Filiberto Zaratti, Consigliere di Sel alla Regione Lazio – gli Enti parco e gli uffici amministrativi tutelari dei vincoli sono stati ridotti ai minimi termini, anche a seguito dei tagli lineari alle amministrazioni locali con drammatiche riduzioni di personale e competenze – aggiunge Zaratti – Le difficoltà con le quali questi Enti operano, non consente già oggi il pronunciamento di merito entro i 45 giorni. Di fatto viene derubricata a semplificazione amministrativa una procedura che cancella il sistema della tutela e dei vincoli ambientali e paesaggistici, producendo un attacco al sistema delle aree naturali protette dell’intero Paese».

GOVERNO CON ARGOMENTI SOTTILI E CAVILLOSI - Il ministro interessato, però non è d’accordo. Il ministro della P.a. Filippo Patroni Griffi, intervenuto all’assemblea nazionale dei Comuni italiani a Bologna, riferendosi al provvedimento sulle semplificazioni, ha detto: «Non è esatto quello che sto leggendo secondo cui ci sarebbe un’attenuazione delle tutele ambientali e l’introduzione del silenzio-assenso per la costruzione nelle aree vincolate. È stato solo ribadito il principio di elementare civiltà giuridica che alle domande dei cittadini si risponde, positivamente o negativamente, a seconda di quello che le norme consentono». 
Il ministero dei Beni culturali, guidato da Lorenzo Ornaghi, getta acqua sul fuoco e parla anzi di «tutela rafforzata», così come fa anche il collega dell’ambiente Corrado Clini. «Una vera e propria follia che rischia di portare a un nuovo sacco del patrimonio culturale italiano», denuncia invece il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza.



ABOLIZIONE DE FACTO DELLE SOPRINTENDENZE - Vittorio Emiliani, presidente del Comitato per la Bellezza, firma una lettera appello insieme con altri grandi nomi della cultura, dall’architetto Vezio de Lucia ai consiglieri di Italia Nostra Nicola Caracciolo ed Ebe Giacometti. Il problema, nota Emiliani, riguarda le costruzioni e le autorizzazioni paesaggistiche, per le quali verrebbero obbligate le soprintendenze a dare una risposta al cittadino, pena, anche in questo caso, lo scattare del silenzio-assenso. Vista la situazione delle soprintendenze, sempre più svuotate di personale, denuncia il Comitato di Emiliani puntando il dito anche sul ministro Lorenzo Ornaghi e sul sottosegretario Roberto Cecchi («non potevano non sapere») questo «significa dare in pratica via libera a tutte le domande di concessione edilizia, alle lottizzazioni, ai nuovi insediamenti industriali anche all’interno di aree vincolate».
STIAMO TUTELANDO IL CITTADINO - Dal ministero dei beni culturali, però, come se non sapessero che le amministrazioni non sono preparate, smentiscono con decisione questa interpretazione delle norme e rassicurano: nel ddl, sostengono, «non c’è nessuna diminuzione del livello di tutela del paesaggio e dei beni culturali, che anzi viene rafforzata» perché la nuova norma, «ha solo ribadito il diritto del cittadino ad avere in ogni caso una risposta espressa e motivata (negativa o positiva) sulla propria domanda di permesso di costruire o sulle altre istanze che presenti all’amministrazione». La stessa cosa viene sottolineata del resto nella scheda pubblicata nel sito del ministero della Funzione Pubblica, secondo cui all’eliminazione del silenzio-rifiuto attualmente in vigore corrisponde l’introduzione dell’obbligo da parte dell’amministrazione di rispondere comunque al cittadino.
Anche Clini è certo e ricorre ad argomenti sottilissimi: in materia edilizia – dice – «non c’è nessun condono, nessuno sconto, nessun attacco all’ambiente, nessuna porta aperta alla speculazione sui territori protetti e di pregio. Il governo ha confermato un principio del diritto e ha risolto una distorsione».
Resta che per le autorizzazioni paesaggistiche, le soprintendenze vedono ridotto a 45 giorni il tempo per esprimere il loro parere: ma con gli organici ridotti all’osso – domanda Emiliani, «non e’ forse lunare?». L’impressione, conclude, «è che si voglia smontare e rottamare il ministero dei beni culturali».




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