mercoledì 20 gennaio 2010

Sigaretta.



Odore di tabacco.
Acre.
Aspro.
Come uva acerba.
Rude come mani di muratore.
Continuo ad assaporare il suo amaro sentore di morte come fosse miele d'acacia.
Il fumo si disperde nell'aria d'intorno in forme voluttuose. E sembra quasi di intravedervi un sorriso beffardo, tra le sue spire.
Tabacco.
L'ennesimo inganno di un mondo ingannevole e bugiardo.
Ennesima fregatura legale di un gioco al contrario.
Com'è caldo il sapore del fumo!
Simile ad una rassicurante carezza. Mano gentile che conduce alla calma.
La sigaretta si consuma e con essa la mia vita.
E non m'importa.
Chissà come mai. Chissà chi l'ha deciso.
Siamo bambini ingannati dai propri insegnanti.
A scuola non ci insegnano ad essere migliori, ma solo più stupidi.
Tabacco.
Spengo la sigaretta e la butto lontano, come sempre, schifato.
Ma solo fino alla prossima.
Che mi farà innamorare di nuvo di lei.

(Francesco Salistrari, 2010)

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