giovedì 1 ottobre 2009

Fantasma dentro me.



Chiudo gli occhi e vedo qualcosa in lontananza.

Un'ombra, abbozzata dal vento.

In pochi attimi i suoi passi sono i miei e mi ritrovo ad inseguirla.

Non comprendo l'importanza di questa forza magnetica e tuttavia mi lascio trascinare. Inseguendo un'ombra.

E' come se qualcosa mi dicesse che dietro quell'ombra ti nasconda tu. Tu che sei l'oggetto di tutto quello che scrivo.

Sei lì, adesso, un'ombra nei miei pensieri, un'emozione nell'anima.

L'unica emozione per la quale vale la pena di vivere.

Esistono abissi in cui l'uomo può cadere, inconsapevolmente. Situazioni in cui ci si può dimenticare di non essere soli al mondo.

Tante volte ho pensato, gridando alla nebbia, che le aspettative che ognuno di noi riesce a suscitare negli altri sono simili a catene. Sono sentieri tracciati per te da altre persone. Sono il normale sacrificio, il lecito pegno da pagare all'amore.

Chiudo gli occhi e amo te.

I miei pensieri navigano nel tempo, simili a navi alla deriva.

Una dolce deriva.

Com'è possibile, non riesco a spiegarmelo. E' l'alchimia delle mie cellule. E' la sintesi chimica di un'incoerenza.

Capisco fino in fondo come tutto ciò sia sbagliato.

Ma è pur vero che l'amore non è mai sbagliato, è l'odio ad esserlo sempre.

Chiudo gli occhi.

Vorrei sognare.

Un sole caldo e rassicurante. Un vento dolce ed invitante. Una carezza ferma e suadente.

Il mare della mia coscienza, per una barchetta senza remi.


(Francesco Salistrari, 2009)


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