mercoledì 3 aprile 2013

Le armi di auto-distruzione di massa.


La storia ci insegna che, da quando è comparso sul pianeta Terra, l'uomo ha dedicato grandi sforzi intellettuali e ingenti risorse per lo sviluppo di strumenti per la distruzione delle persone. Da sempre, menti brillanti sono state “sprecate” nel trovare nuovi approcci al problema di come trovare nuovi modi per il totale annientamento del nemico.


La radice perversa che abita la mente dell'uomo farà sì che questa predilezione per la cultura della morte e della prevaricazione rimanga ancora a lungo presente nella storia dell'uomo. Ma, se in passato la preferenza è stata data a munizioni sempre più potenti, oggi l'interesse militare è posto sulle armi di precisione.

Infatti, in una cultura che tende a giustificare la guerra come “necessaria”, ci si nasconde dietro al paravento delle armi “etiche”: perchè uccidere decine di persone innocenti con i frammenti di potenti bombe pesanti, quando si ha la necessità di eliminare un solo soldato?

Perchè riempire una diga idroelettrica con centinaia di bombe quando si può distruggere direttamente la sua centrale? Già... perchè? Qualcuno potrebbe pensare che anche i signore della guerra hanno un cuore, e quindi l'intenzione è quella di risparmiare quante più vite umane possibile. E invece no! Sviluppare armi di precisione consente un notevole risparmio economico.

Esempio: mettiamo che siete un paese ricco che vuole occupare un paese povero perchè in esso vi è un grande giacimento di gas naturale. Cosa vi conviene fare di più: radere al suolo il paese, con tutte le infrastrutture che vi serviranno (strade, linee elettriche, depositi di stoccaggio, aeroporti, ecc...), per poi ricostruirle con un notevole dispendio di denaro, oppure fare un minimo investimento in ricerca e sviluppare armi capaci di uccidere solo coloro che ostacolano i vostri piani?

Questo è il motivo per cui le armi di precisione saranno sempre più diffuse, almeno nei paesi ricchi. La Boeing, per esempio, ha completato la prima fase dei test di una nuova versione di “bombe intelligenti” (come diamine fa una bomba ad essere intelligente?), chiamata JDAM (Joint Direct Attack Munition).


La simpatica arma (una bomba di 226 kg) è stata equipaggiata con un paio di ali che le permettono di volare per un pò, tanto da poter essere sparate da una distanza di 65 chilometri dal bersaglio. Inoltre, le bombe sono provviste di un sistema di guida laser che ottengono una precisione del 95% e una probabilità di errore circolare di circa 10 m.

Per la gioia di guerrafondai e trafficanti d'armi, il sistema di guida potrà essere montato anche su bombe “normali”, così da poter essere utilizzate nei conflitti locali (meno male!). Secondo la Pravda, ad oggi, Boeing ha prodotto più di 238 mila unità DJAM. Il costo di ognuna di queste onorevoli invenzioni umane è di circa 30 mila dollari, a seconda della configurazione (tipo “bomba con autoradio”?).

Certo, non si tratta di un prodotto a buon mercato, ma la sua precisione vi consentirà una conquista rapida e sicura.

Tra le altre novità che si registrano nel mondo della guerra, non possiamo sottovalutare i “piccoli droni” radiocomandati, oppure gli “elicotteri giocattolo” equipaggiati con un mini fucile leggero, per assassinii di precisione. Le perdite del nemico sarebbero continue, giorno dopo giorno, e i soldati morirebbero nei luoghi più insoliti (magari mentre stanno al bagno!), abbassando il morale delle truppe e, di conseguenza, le loro prestazioni.

Insomma, sono queste le soddisfazioni dell'uso concreto dell'intelligenza dell'uomo, il quale, con le bombe, è legato da un rapporto inversamente proporzionale: più le bombe diventano intelligenti, più l'essere umano dimostra di essere stupido!









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