lunedì 29 aprile 2013

Buon Governo a tutti.


di Francesco Salistrari.

Ed eccoci finalmente al “governissimo”.
Un Letta in stile “statista” che, dopo aver ricevuto l’incarico da Re Giorgio e stilato la sua lista di ministri in accordo con Berlusconi, enuncia il suo “programma” di governo, richiamandosi al solito mantra del “più Europa, più europeismo”, che promette di non far pagare l’IMU e abbassare le tasse, proprio quando allo Stato servono al più presto dai 10 ai 14 miliardi per risolvere il nodo “esodati”, rinnovare la Cassa Integrazione e rifinanziare gli ammortizzatori sociali, il tutto sotto il capestro del “pareggio di bilancio”, le rate dell’ESM e gli interessi sul debito che continuano a salire.
E poi le riforme. Le riforme. Queste dannate riforme che ci “chiede l’Europa”. Riforme che non hanno nulla a che vedere con la sparata populistica di “abbattere i costi della politica” e mandare in soffitta il nostro bicameralismo (con conseguente diminuzione dei parlamentari), ma che invece investono il mercato del lavoro (che va armonizzato a quello tedesco), una riforma fiscale, una riforma della scuola secondo le nuove direttive europee che chiedono privatizzazione e coinvolgimento di aziende e fondazioni negli Organi Collegiali scolastici (addio alla Scuola Pubblica!), una riforma sanitaria che privilegi il privato e i tagli all’assistenza gratuita (sempre più una chimera) e le ormai necessarie privatizzazioni/dismissioni del patrimonio pubblico. Sarà questo il VERO programma e la vera azione di governo di questa presa per il culo che chiamano “governo Letta”. Un bell’inciucio alla “Monti” per traghettare il paese, nel pantano di questa crisi, e renderlo il più “servizievole” possibile nei confronti dei paesi forti dell’Europa del Nord che necessitano di questo e non di altro.
E chi si aspettava qualcosa di diverso, sarà grandemente deluso. Anche perché da questo governo non verranno mai toccati, né sfiorati, i privilegi degli ex funzionari/parlamentari/senatori (stipendi e pensioni d’oro), né messo un tetto agli stipendi di manager pubblici e privati, né toccati i privilegi delle varie caste e castette italiote, né affrontato il tema dirompente della disoccupazione, né degli investimenti pubblici, né dell’autosufficienza energetica, giusto per richiamare alla mente qualche “tema”. Al massimo verranno affrontati i tagli/eliminazione dei finanziamenti pubblici ai partiti, discorso sul quale a causa della propaganda grillina che perdura da anni, l’appiattimento ideologico e la sottovalutazione del tema sono arrivati a tal punto che liquidare l’argomento in quattro battute non è assolutamente possibile.
Questo è il governo del “più Europa”. E’ il governo dell’uomo nuovo del Gruppo Bilderberg, è il governo della “massoneria unita”, dove anche il cavallo pazzo di Berlusconi, rassicurato sulla sua situazione giudiziaria, collabora alla grande, influendo e determinando, insieme agli altri, i nuovi assetti di potere italiani, sempre più servi e schiavi delle consorterie finanziarie e bancarie che governano il mondo.
Un bel governo, non c’è che dire. Un governo in piena e assoluta continuità con quello che abbiamo visto fino ad ora. Un governo che dimostrerà, a chi ne avesse ancora bisogno, di quanto inutili possano essere le elezioni, quando la democrazia è sospesa, solo formale. Un esito del voto che, nonostante il Movimento 5 Stelle e tutti i suoi limiti, aveva chiaramente indicato una profonda richiesta di cambiamento, soprattutto in riferimento alle politiche di “rigore” imposte dall’Europa, e invece nisba. Dopo la manfrina dell’elezione del Presidente della Repubblica e l’ennesima prova che il PD non è né un partito di sinistra (ma nemmeno lontanamente) né un partito autonomo dalle ingerenze e dall’eterodirezione di potentati e interessi che non sono quelli della base elettorale che dovrebbe rappresentare, eccoci qua a quello che prima delle elezioni e dopo l’esperienza del governo Monti, era l’esito più prevedibile della situazione italiana: un governissimo (tecnico, di scopo, di interesse nazionale, di emergenza, chiamatelo come vi pare). La Caporetto del PD, ha chiaramente mostrato agli italiani, quanto lontani siano i loro interessi da questa “casta” politica e da chi ne tira le fila. E l’azione di questo governo appena nato (e che durerà il tempo necessario per indirizzare il paese laddove il potere euro atlantico chiede) dimostrerà quanto poco in considerazione vengano tenuti i veri e reali interessi del popolo italiano.
Ce ne accorgeremo ben presto. Fin da subito. Fin da quando da una parte le scadenze finanziarie, dall’altra il peso del debito, da una parte la crisi sistemica mondiale, dall’altro le tensioni internazionali, non ci costringeranno a guardare alla nostra situazione non più soltanto con preoccupazione, ma con autentica e insopprimibile disperazione.
Si perché il 2013 e il 2014 vedranno i nodi sociali venire al pettine ed il peso della disoccupazione e dell’impossibilità di rilanciare l’economia, bloccata com’è la politica economica da interessi che non sono quelli italiani, renderanno evidenti quanto anti nazionali siano le scelte che la nostra classe dirigente sta attuando in queste ore.
Del resto, cari italiani, dal Governo Prodi in poi, per chi credete abbia lavorato questa gente?

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