domenica 26 agosto 2012

Super Prozac per i soldati USA.


di Marco Cedolin
Il Pentagono sembra essere sempre più preoccupato per l’incremento esponenziale dei casi di suicidio che coinvolgono i militari americani. Il fenomeno sta continuando ad aumentare già da alcuni anni ed a nulla sono valsi finora i vari tentativi di contrastarlo da parte dei medici che hanno studiato il problema, basti pensare che nel solo mese di luglio 2012 si sono tolti la vita ben 26 soldati a stelle e strisce, il doppio di quanti compirono l’insano gesto nel luglio dello scorso anno.
Analizzare le reali cause di questa epidemia non è molto semplice, dal momento che la situazione sembra essere ingenerata da una svariata serie di dinamiche che interagiscono fra loro,
dalla “paura del fronte” all’abuso di droghe sintetiche, passando attraverso gli sconvolgimenti mentali conseguenti alle atrocità compiute nei teatri di guerra e le difficoltà incontrate dai “veterani” nel reinserirsi all’interno della società.
Dal momento che intervenire nel merito delle cause, tentando di rimuovere il problema laddove esso s’ingenera, deve essere sembrata ai medici statunitensi un’impresa titanica assolutamente al di fuori della loro portata, si è preferito tentare di mettere una pezza con l’ausilio di qualche adittivo chimico, nella speranza che possa riequilibrare la situazione.
L’Università dell’Indiana ha infatti ricevuto un finanziamento di 3 milioni di dollari per sviluppare un medicinale a base dell’ormone TRH che garantirebbe ottimi e rapidi effetti antidepressivi, ma finora poteva venire esclusivamente somministrato attraverso dolorose punture lombari. Il progetto è quello di realizzare uno spray a base di TRH, introducendo l’ormone all’interno di nanoparticelle che costituiranno un guscio biodegradabile che verrà assorbito dai neuroni olfattivi.
Se il progetto andrà in porto, potrebbe dunque bastare un inalatore per riportare l’allegria fra i soldati USA e indurli a non “rimuginare” sui nemici uccisi, sui bambini straziati e sulle donne stuprate. Fra i popoli violentati e massacrati dall’occupazione americana, “l’allegria” invece continueranno a dispensarla le bombe, i droni ed i fucili dei marines che dopo il trattamento avranno riacquistato la gioia di vivere.

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