venerdì 10 agosto 2012

Non è tutto massone quel che luccica.




Cari “fratelli” del Grande Oriente Democratico,
vorrei spendere alcune parole sull'articolo pubblicato sulle pagine del vostro sito in risposta ad un post apparso su questo blog qualche giorno fa (Cui Prodest?”).
Innanzitutto per dovere (e precisione) di cronaca è giusto sottolineare come il vostro caro Gran Maestro Magaldi all'evento di Frosinone, ha espressamente fatto il nome di Mario Draghi, ma anche di Mario Monti, indicandoli come affiliati, mentre per quanto riguarda Prodi, Napolitano e D'Alema, sono stati nominati da altri relatori nelle discussioni avvenute durante il corso della giornata (una parte delle quali qui).
Va però sottolineato cari “fratelli” che il vostro buon Gioele non ha fatto una piega, né ha smentito. Chi tace acconsente? Può darsi.
Ma non fermandoci a questo, sono decisamente sorpreso del fatto che vi siate presi la briga di rispondere ad un insignificante post di un insignificante blog seguito da pochi lettori e con poca visibilità. E' davvero curioso.
Non è che forse il post in questione sollevi qualcosa che in qualche modo va a toccare un nervo scoperto della vostra organizzazione?
La portata dell'arroganza con la quale si ribatte alle affermazioni del mio post è pari solo alla nebulosità REALE della vostra organizzazione che, dite quello che volete, rimane segreta (o semi-segreta). Segreta in quanto è evidente che non siano pubbliche né le finalità e le azioni che la massoneria opera nel nostro paese, né i suoi rituali, né le discussioni che fa nè le decisioni che prende (tranne quelle che volete rendere tali), né tantomeno si può considerare trasparente il fatto che eminenti esponenti della vostra organizzazione (o di altre consimili) che occupano ruoli chiave nella politica e nell'economia del nostro paese, NEGHINO recisamente la loro appartenenza, né si capisce come possa essere definita non segreta una associazione che al suo interno può favorire le cosiddette logge coperte e super segrete che operano al di fuori di qualsiasi controllo democratico, senonchè appare evidente come il nome della massoneria compare moltissime volte in affari oscuri del nostro passato e del nostro presente (mafia, p2, gladio ecc.).
Con questo non sto affermando che la massoneria sia mafiosa, operi nell'illegalità più totale come la p2 o in organizzazioni paramilitari come gladio, ma è evidente che abbia svolto un ruolo anche in queste tristi vicende italiote. Ma aldilà di questo, l'articolo della Costituzione (il 18 e successive modifiche dopo lo SCANDALO P2), richiamato nel mio post, parla chiaro. E quando ponevo la domanda se fosse legittimo per un esponente della massoneria ricoprire incarichi pubblici mi riferivo a chi, come Mario Monti, nega recisamente di farne parte, anzi pubblicamente ne prende le distanze. Siccome la democrazia tra i vari principi basilari annovera senz'altro ai primi posti (per poter essere tale e funzionare), il principio della trasparenza, quello che vi chiedo è: come può essere democratico per un elettore eleggere un suo rappresentante SENZA SAPERE se sia o meno affiliato alla massoneria? Senza conoscere quali siano i fini di tale organizzazione (considerando le varie correnti al suo interno di cui voi dell'Oriente Democratico ne siete solo un'espressione)? E' inutile arrampicarsi sugli specchi usando parole come meta-politica o consimili che nella realtà pratica delle cose NON significano assolutamente niente. Perchè la massoneria E' un'organizzazione ANCHE politica. Di altissima influenza politica. E questa sua caratteristica ne fa, a tutti gli effetti, una forza trasversale che opera nella politica e fa politica nel pieno senso del termine. Era questo che veniva sottolineato ingenuamente (e non ignorantemente come vorreste far credere con l'arroganza che vi contraddistingue) nel mio post.
Se poi vogliamo parlare dell'osservanza da parte degli affiliati dei principi costituzionali del nostro paese, aldilà delle enunciazioni formali, resta da vedere se tale osservanza sia reale e concreta e a quali livelli. E sembra proprio che dai fatti che sono usciti nel corso degli anni, molti dei vostri confratelli tali principi se li sono messi più volte sotto i tacchi. Anche il fascismo formalmente rispettò lo Statuto Albertino e le regole formali della “democrazia liberale” del tempo. Chiaro no?
Questo non significa una condanna in toto della massoneria in quanto tale, né una denigrazione generale del ruolo progressivo che parti pur importanti (ed in questi ultimi tempi purtroppo sempre meno consistenti) della massoneria possano svolgere nella società italiana.
Poi vogliamo parlare dei patrioti massoni?
Beh, cari “fratelli” massoni, sono nato e vivo in una terra (la Calabria) che di patriottismo è morta. Una terra colonizzata dai vostri grandi principi di libertà e di democrazia che per noi calabresi, siciliani, pugliesi, campani, lucani, ha significato morte, distruzione, povertà, sudditanza. La colonizzazione militare ed economica del sud della penisola ad opera del nord sotto la guida “illuminata” dei grandi massoni del tempo, ha significato guerra civile (spacciata vergognosamente per brigantaggio), 2 milioni e mezzo di morti, repressione, violenza, stupri, distruzione, espropriazione delle terre, ruberia delle ricchezze, creazione di un blocco sociale di potere per la sua storia, anche recente, assolutamente illiberale ed antidemocratico. La questione meridionale, cari “fratelli” nasce proprio da qui. Quindi prima di venirmi a propinare il solito trito e ritrito orgoglio patriottico e a santificare le figure protagoniste dell'unificazione, dovreste avere anche il buon gusto e la decenza di non assurgervi al ruolo di insegnanti di storia e di civiltà con popolazioni come la mia che della VOSTRA storia e della VOSTRA arroganza hanno subito immani tragedie e sofferenze. Chiaro?
E poi smettiamola con questa mitologia che la massoneria sia l'artefice di tutti gli avanzamenti della democrazia nel corso della storia dell'occidente! Non se ne può più! Ci si dimentica del ruolo della società civile, dell'attivismo femminista, delle forze contadine ed operaie, dei movimenti di lotta, dei movimenti pacifisti, di tutta quella storia di conquiste e di libertà che non sono frutto dell'azione della massoneria, ma del sangue dei POPOLI. Quindi basta! Prendetevi i meriti che avete, mi sta bene, ma non tutti! E' insopportabile.
Poi vogliamo parlare del ruolo che oggi la massoneria dominante (quella che vi affannate a chiamare conservatrice) svolge nelle pieghe di questa crisi? Vogliamo sondare a fondo le responsabilità STORICHE che esponenti chiave del sistema bancario, politico e finanziario euroatlantico appartenenti alla massoneria internazionale e nostrana, stanno prendendosi? Vogliamo parlare di quello che significherà per le popolazioni europee questa crisi nei prossimi mesi e nei prossimi anni? Vogliamo vagliare i rischi che la democrazia in quanto tale sta oggettivamente correndo?
Viste anche le parole che il vostro Magaldi ha pronunciato più volte e pubblicamente, denunciando la deriva antidemocratica ed oligarchica della massoneria (o della parte dominante della massoneria), bisognerebbe fare quadrato comune tra tutti i sinceri democratici di questo paese, e non solo. Se le sfide sono così difficile come lo stesso Magaldi a Frosinone ha ampiamente sottolineato, c'è bisogno di molto di più. A partire da un cambio radicale della vostra stessa organizzazione, che venga allo scoperto, che si renda trasparente, che sia davvero capace di allontanare da voi pregiudizi e falsità, leggende e distorsioni, che si offrano agli italiani e al mondo i contorni reali di cosa sia la massoneria democratica e del ruolo aperto, politico, chiaro e inequivocabile, che può giocare in questa cruciale fase storica.
Quindi, cari “fratelli”, se, come anche voi stessi nell'articolo sottolineate, “combattiamo lo stesso nemico”, un pizzico di trasparenza in più e soprattutto meno spocchia sarebbero gradite.
Curate, ut valeatis!

(Francesco Salistrari)


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