mercoledì 22 agosto 2012

Crisi ed Overshoot Day.


Ieri il FattoQuotidiano pubblicava un allarmante articolo (qui) sul cosiddetto Overshoot Day.
Cos'è l'Overshoot Day?
Secondo quanto affermato dall'articolo, l'Overshoot Day non è altro che il giorno in cui il consumo di beni naturali nel mondo supera la quantità prodotta nell'intero 2012. Una data, calcolata dal Global Footprint Network di Londra, che ogni anno si sposta indietro: nel 1987 era il 19 dicembre.
Quindi oggi è l'Overshoot Day!
Oggi abbiamo superato la fatidica soglia.
Tralasciando il fatto che tale data sia solo indicativa, va da se che la notizia è molto preoccupante per una serie di motivi.
Innanzitutto ciò significa essenzialmente che il consumo umano (e lo sfruttamento del pianeta) ha raggiunto livelli inauditi e, senza un cambio di rotta, insostenibili. Nell'articolo si afferma che a questo ritmo a metà del secolo, per sostenere il consumo umano, ci sarà bisogno dell'equivalente delle risorse e della produzione di due pianeti. Impensabile!
Mi viene allora spontanea una domanda.
Siamo davvero sicuri che la crisi economica che stiamo vivendo sia di natura prettamente finanziaria? E se lo è cosa c'entra l'Overshoot Day?
Allora proviamo un attimo a ragionare per tentativi.
Poniamo l'ipotesi che la crisi sia di natura eminentemente finanziaria. Mettiamo che il tutto è determinato dal sistema monetario e finanziario, dai meccanismi di circolazione dei capitali, dalle distorsioni del mercato, dalla volontà delle banche, delle holding e dei grandi gruppi rappresentati dalle corporations.
Allora cosa c'entra l'Overshoot Day? Se diamo per assodato che tali stime siano corrette, dovremmo comprendere anche che se la crisi ha ragioni non fisiche, dunque finanziarie ed in ultima istanza politiche, comprenderemmo come questa crisi sia in qualche modo “pilotata”, “voluta”, determinata da una serie di scelte e di decisioni politiche e finanziarie che favoriscono e accelerano una diminuzione dei consumi delle società per far fronte, appunto, all'Overshoot Day e alle sue conseguenze nel lungo periodo.
In altre parole, pur di non rinunciare ai meccanismi che tale situazione hanno determinato, le elites dirigenti mondiali fanno di tutto per imporre un nuovo modello di consumo. E per farlo scelgono la via più traumatica: la crisi e probabilmente a breve la guerra.
A grandi linee è questo ciò che sostengono, in vario modo, molti osservatori ed analisti.
Ma proviamo a ragionare diversamente.
Mettiamo che la crisi non sia di natura finanziaria, ma che il lato finanziario della stessa sia solo una conseguenza di qualcosa di molto più grande. Mettiamo che la crisi sia determinata da un concetto ampio di Overshoot Day.
Cosa significa? Significa che il mondo ha raggiunto dei limiti di sostenibilità dell'attività umana non più espandibili. E la crisi che si innesta su questi processi non è altro che il risultato di questa insostenibilità.
Proviamo a ragionare un attimo nel dettaglio.
Negli ultimi venti anni paesi come la Cina, l'India, il Brasile, il Sud Africa, il Venezuela, l'Indonesia, il Vietnam, la Corea del Sud e tanti alti, sono cresciuti a ritmi vertiginosi e solo nell'ultimo periodo  hanno rallentato. Questo significa, in soldoni, che i ritmi di consumo di risorse energetiche, materie prime e  alimenti sono cresciuti esponenzialmente. Significa anche che il meccanismo “finanziario” altro non è stato che un “viagra economico” per sostenere tali processi e permettere a tutto il mondo, di vivere al di sopra di un certo standard sostenibile.
Se poi analizziamo alcuni aspetti degli eventi degli ultimi anni, in particolare le cosiddette “rivolte” dei paesi africani (Tunisia, Egitto, Algeria, Libia ecc) notiamo un tratto comune più volte sottaciuto nelle analisi che si sono sprecate su questo tema. Qual'è questo tratto comune? Il fatto che tutte queste rivolte siano scaturite da una crisi dei prezzi alimentari che ha messo in ginocchio le popolazioni in questione (lo sostenevo qui). Senza analizzare la dinamica e gli sviluppi di tali rivolte e come sono state “gestite” e “sfruttate” dai paesi occidentali, il fatto che l'aumento dei prezzi dei generi alimentari sia stato generato a livello globale(dicono alcuni analisti)  in ampia parte dalla massiccia riconversione dei terreni agricoli adibiti a colture per il consumo umano (mais, riso, grano ecc) a piantagioni per la produzione di biocarburanti (2007), ci da modo di riflettere abbastanza a fondo sulla realtà della situazione.
Le varie bolle finanziarie scoppiate in questi anni (sub-prime, derivati, immobiliare, e poi la crisi dei debiti sovrani) quindi altro non sarebbero che i nodi di una insostenibilità strutturale del sistema che vengono al pettine. In altre parole l'aumento dei consumi mondiali (e l'emergere di tale consumo in zone del pianeta restate per secoli nel sottoconsumo), ha prodotto una situazione di ingovernabilità di ampia portata. Ecco l'Overshoot Day e il suo significato.
Cosa vuol dire? Significa che a meno che i paesi emergenti e le “vecchie” economie occidentali non decidano di comune accordo di rimodellare i consumi e i ritmi di crescita,i modelli socio-economici di sviluppo, una parte del mondo imploderà ben presto. Dalle dinamiche in atto, sembra proprio che sia l'occidente il più fragile. Che sia il primo a cadere, insomma. Questo genererebbe una situazione di instabilità mondiale che potrebbe condurre ad una guerra generale aperta per il controllo totale delle risorse disponibili (acqua, petrolio, gas, materie prime).
E i segnali di questa possibilità ci sono già tutti.
Quindi l'Overshoot Day è una data, simbolica, ma molto molto importante.
Da notare che ogni ipotesi fatta è basata essenzialmente sulla correttezza delle stime sull'Overshoot Day. Se non fosse così, cambierebbe tutto.
E la crisi assumerebbe l'aspetto inquietante di un piano di dominazione globale architettato e voluto da una elite mondialista senza scrupoli.
In altri termini questa crisi, ben lungi dall'avere una qualche radice nello stato delle risorse del pianeta e dell'economia reale, rappresenterebbe un artificio malefico determinato da una precisa volontà politica criminale.
Quale verità si cela dunque dietro l'Overshoot Day?
Lo scopriremo molto presto.

(Francesco Salistrari)

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