giovedì 10 dicembre 2009

Inganno.



Siamo troppo stupidi. O fingiamo di esserlo. Oppure c'è qualcuno che ci ha fatto credere alle favole e siamo rimasti incantati da un mondo di fiaba che non esiste. Viviamo nella speranza e nell'illusione di vivere una storia di quelle che si raccontano nei film, sogniamo di sfondare nella musica, di diventare delle star, dei grandi pittori, dei grandi artisti riconosciuti in tutto il mondo e nei secoli, sogniamo e fingiamo di credere possibile che un giorno saliremo a grandi passi i gradini della società ed arriveremo in cima, lassù, nell'Olimpo del mondo di plastica. Ma in fondo siamo solo diventati ciechi e sordi, ingannati da falsi miti e lusinghe ammiccanti, ci hanno costretto a credere che la felicità sia semplicemente comprare qualcosa e circondarsi di inerte materia, che dopo qualche tempo saremo costretti a buttar via. Ci hanno plagiato dicendoci che per tutti esiste una possibilità. Ci hanno raccontato storie e fatto vedere il mondo in una vetrina dorata, ci hanno fatto credere di poter restare per sempre bambini quando in fondo non siamo altro che vecchi che non avranno il tempo di vivere per capire l'inganno. Viviamo nel velo di un'illusione profonda, che ci ha accecati tutti quanti, fin dalla nascita, ma non ci rendiamo conto di essere stati trasformati in una miriade di batterie in esaurimento. Esiste qualcuno che sfrutta fino in fondo la nostra energia e a noi non resterà altro che aspettare che si svuoti completamente. Ed è grazie a questa energia che il mondo si sorregge, che avanti, che funziona.
Mandiamo avanti le città, costruiamo le case e le rendiamo belle, costruiamo i ponti e moriamo ovunque nell'indifferenza generale, ci consumiamo come panni vecchi al freddo e al gelo e al caldo afoso dell'estate, ci massacriamo una vita senza avere nemmeno la riconoscenza di chi sfrutta il nostro sudore,prepariamo i pasti e puliamo le strade, moriamo uccisi dalle pallottole di altri criminali, ci picchiano allo stadio e durante una manifestazione e non importa se indossiamo la divisa oppure no. Senza di noi il mondo non avrebbe senso, non potrebbe funzionare, eppure ci fanno credere il contrario. Ci fanno credere che questo sia l'unico mondo possibile, che se fosse diverso sarebbe solo peggio.
Credetemi, dubitatene con tutto il vostro cuore.
Come potreste pensarlo? Come fate a non rendervene conto?
Il mare si inquina di più ogni giorno che passa, il cielo, l'aria sono inondati costantemente dai nostri rifiuti tossici, gli alberi vengono tagliati senza pietà e le grandi foreste sono solo il ricordo di un passato non troppo lontano, i due poli artici rimpiccioliscono costantemente, moriamo continuamente di cancro, aids, malaria, di fame e di stenti, di guerre, di mine antiuomo sparse ovunque, moriamo ogni giorno d'overdose, in centri per malattie mentali ossessionati da quello che siamo diventati e da quello che ci ha riservato la vita, moriamo di denutrizione, di aviaria, di uranio impoverito scaricato a tonnellate nei teatri di guerra, di attentati suicidi di kamikaze senza cuore ed in fondo senza fede, moriamo ogni giorno sulle strade in quelle bare di metallo ambulanti che chiamiamo automobili, moriamo sul lavoro, a casa, sui treni, sugli aerei, di solitudine, di malinconia e noia, di perversione e paura.
Ci stiamo disfacendo, ma non ce ne siamo ancora accorti.
Un tempo, soprattutto nel medioevo, esistevano degli strani personaggi che andavano in giro di città in città a gridare al mondo il loro terrore, ad invocare l'aiuto divino per il disfacimento del mondo in divenire, per annunciare a tutti i segni dell'apocalisse imminente. Vedevano un mondo corrotto, disumano, ingiusto, perverso e ne rimanevano scioccati perché il loro Dio era morto sulla croce per evitare proprio ciò che si vedevano intorno. E allora nella loro astratta visione della vita, comprendevano che era giunto il momento della fine, preannunciato dalla Bibbia.
Sarebbe giunto nuovamente il momento di un intervento da parte di Dio e questa volta non avrebbe sacrificato suo figlio per salvare le sue creature, ma le avrebbe giudicate. Sarebbe arrivato il giorno in cui tutte le anime dei vivi e dei morti sarebbero state radunate per essere sottoposte al supremo giudizio divino.
Esistevano questi personaggi, che qualcuno chiamava profeti, che sospettavano, osservando la corruzione della propria epoca, di essere già in procinto di questo giudizio divino inappellabile e, scorgendo i segni del decadimento nei comportamenti umani, vagavano per le città a gridare al mondo la verità.
Se solo uno di questi uomini potesse viaggiare nel tempo e giungere fino alla nostra epoca, penserebbe di essere finito all'inferno, in un tempo in cui cioè la terra, il nostro antico pianeta, la nostra casa, sia diventata l'eterno castigo di Dio inflitto alle anime dannate, che già un giudizio universale sia stato emesso e alla terra non sia rimasto che lo squallore e la perdizione degli inferi.
E' questo davvero il miglior mondo possibile? E' talmente malata la natura umana da non poter aspirare a niente di meglio?
Il punto è che l'uomo è si un animale malvagio, ipocrita, egoista, ma può essere anche generoso, rispettabile, disponibile.
In passato per l'uomo era assolutamente impossibile volare, era un'utopia il solo pensarlo e la leggenda di Icaro era l'ammonimento che l'uomo dava a se stesso per impedirsi di provarci. Ma non solo volare per l'uomo del passato era un'utopia. Se pensiamo ai progressi che l'uomo ha fatto nel corso della propria storia, alcuni di essi solo alcuni decenni prima apparivano inconcepibili eppure sono stati realizzati. Allora perchè non provarci? Perchè non provare a realizzare l'inconcepibile?.
Accadeva nel medioevo che i più profetici degli uomini, che immaginavano un mondo diverso, venivano bollati di eresia e bruciati sui roghi e solo per aver cullato quelle che allora non erano altro che utopie.
Perchè dovrebbe essere un'utopia pensare di poter realizzare un mondo migliore? Un mondo più giusto, più a misura d'uomo e non a misura sola ed esclusiva del denaro.
Il grande inganno infatti non sono la politica, la società, o le false notizie che vengono veicolate dagli organi d'informazione, ma è il denaro. Un flagello di passioni umane, assassino di sogni e sterilizzante delle buone intenzioni. Non esiste meccanismo più perverso e pervadente nella vita dell'uomo.
Il nuovo Dio.
Il male assoluto di una società che avrebbe davvero bisogno di un Dio, l'inganno più assurdo e crudele che l'uomo si è fatto da solo.

(Francesco Salistrari, 2007)

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