venerdì 4 dicembre 2009

Il Diluvio Universale.

Leggendo qua e là mi sono imbattuto in qualcosa che mi ha sorpreso e ha dato modo alla mia fantasia di scatenarsi. Sono venuto a sapere infatti che il “mito” del Diluvio Universale contenuto nella Bibbia, l'Arca e il salvataggio della vita sul pianeta, non sono soltanto un lascito di origine cristiano/ebraica, ma sono presenti in numerosissime tradizioni religiose tra le più disparate. Dai Cinesi ai Greci, dagli indiani del Nordamerica ai popoli sudamericani, dagli africani ai siberiani, australiani e neozelandesi (e l'elenco potrebbe continuare) condividono il “mito” del grande diluvio universale e cosa ancora più curiosa raccontano di come il loro eroe di turno (nel caso biblico Noè) abbiano salvato il genere umano e le altre forme di vita dall'immane catastrofe attraverso un'arca, una nave.

La cosa interessante è che le prove che la scienza moderna ha raccolto in merito ad un simile evento appaiono oggi molto solide e dunque è sicuro che il Diluvio c'è stato davvero. Ma non è questa la cosa che ha scatenato la mia fantasia, bensì il fatto straordinario che gli eroi delle varie tradizioni sono stati tutti avvisati in anticipo dell'immane disastro e hanno potuto prendere le dovute precauzioni costruendo le proprie arche e salvare le specie della terraferma dall'estinzione.

La Bibbia descrive il Dio cristiano/ebraico avvertire Noè e istruirlo nei particolari per la costruzione dell'Arca e così anche nelle tradizioni degli altri popoli. Ma se esaminiamo la faccenda da un punto di vista meno fideistico la questione si fa davvero interessante. Innanzitutto perchè, appurato che il Diluvio Universale è realmente accaduto ed è qualcosa che ha riguardato ogni angolo della terra ed ogni popolazione, viene spontaneo domandarsi da chi questi popoli abbiano avuto la “soffiata”. E' infatti molto strano che popoli così antichi avessero la capacità tecnico/scientifica per prevedere un evento naturale simile, aldilà della reale causa scatenante. Sarebbe impensabile riuscirci oggi con le moderne tecnologie, figuriamoci migliaia di anni fa. Allora come vennero avvertiti gli esseri umani che popolavano la terra in un'epoca così lontana? Chi li avvertì? Come predissero un evento così catastrofico e riuscirono a porvi rimedio? Chi progettò le Arche della salvezza? In un'epoca in cui la navigazione era approssimativa, come vi riuscirono? Qualcosa ci sfugge.

E questo qualcosa potrebbe essere di portata eccezionale.

Vi aiuto a ragionare un attimo sulla questione.

E' indubbio che l'umanità riuscì a salvarsi dalla catastrofe ed il ricordo di tale impresa è rimasta impressa in tutte le culture del mondo. Levando il velo della religione, della concezione del mondo, delle imprecisioni nelle traduzioni e nelle interpretazioni dei testi più antichi, quello che rimane è un fatto di straordinaria capacità tecnologica. Perchè riuscirono in un'impresa che sarebbe difficile a realizzare anche oggi con le moderne tecnologie. Gli studiosi che si occupano del caso parlano in fatti di un'inondazione che fece salire il livello del mare di 110-150 metri, capace di modificare per sempre la fisionomia del mondo. Il fatto che così tante culture diverse ne conservino il ricordo fa comprendere la portata dell'evento, una catastrofe globale che mise a serio repentaglio la sopravvivenza umana sul pianeta.

Ma cosa la causò? Uno Tsnumi dovuto ad un'eruzione vulcanica sottomarina di proporzioni gigantesche? O come racconta la Bibbia, da una pioggia che imperversò per 40 giorni e 40 notti? O dallo scioglimento dei ghiacciai che ricoprivano quasi tutto l'emisfero nord del mondo? Scientificamente il Diluvio è datato intorno ai 9000-7000 anni fa (le date sono dibattute) e questo farebbe pensare che si sia potuto trattare degli effetti del riscaldamento globale subito dalla Terra e che diede l'addio all'ultima era glaciale (che terminò 10.000 anni fa). Se è così, i popoli di allora, ebbero molto preavviso per prepararsi alla catastrofe. Ma molti sostengono che il Diluvio Universale non fu un lento ma inesorabile evento, al contrario si abbattè sulla Terra con relativa velocità.

Parliamo allora dell'impatto in oceano di una cometa o un meteorite? E se si come furono in grado di prevederne l'arrivo le popolazioni del tempo?

Ed ecco la mia fantasia entrare in scena.

Tutti avrete sentito parlare di Atlantide, la mitologica città perduta sprofondata nel mare, da tutti ritenuta la “madre” di tutte le civiltà successive e quindi della nostra. Il mito parla di una civiltà avanzatissima, culturalmente all'avanguardia, sviluppata tecnologicamente, culla di concetti e concezioni del mondo che useremmo ancora oggi. E se stessimo parlando di una civiltà così antica e progredita da essere in grado e avere i mezzi tecnici per fronteggiare un evento catastrofico come il Diluvio? Una civiltà i cui antichi saperi si sono persi nelle nebbie del tempo, una civiltà talmente progredita da far impallidire la nostra.

Vi sembra un'idea peregrina?

Come spiegare allora le piramidi egiziane, cinesi, mesoamericane? Sembrano o no provenire da un'unica fonte? Immense tombe collegate all'osservazione del cielo, studiate e costruite con tecniche talmente all'avanguardia da sembrare quasi impossibili (quelle egiziane sicuramente si) da costruire oggi. E se le piramidi fossero il retaggio di antiche tecniche di osservazione astronomica, la stessa tecnica che potrebbe aver salvato la razza umana dall'estinzione attraverso la previsione di un evento catastrofico come l'impatto di un meteorite?

Come spiegare le raffigurazioni Maya delle proprie divinità che dai tratti somatici somigliano così tanto, troppo, a visi appartenenti ad etnie europee?

Come spiegare questo simbolo


presente in quasi tutte le culture, camuffato, stilizzato, ma sostanzialmente identico in quasi tutti i contesti umani oggi conosciuti e legato alla vita?

Qualcuno ha ipotizzato che questo simbolo in realtà non è altro che la stilizzazione dell'elica del DNA.

Un mistero, che non sarebbe tale se pensassimo ad una civiltà antichissima dalla quale tutti discendiamo ed il ricordo della quale si è perso nella nube del tempo. Una civiltà che conosceva il DNA e ne ha tramandato il marchio per ricordare a tutti i sopravvissuti dell'immane catastrofe (della quale il Diluvio potrebbe essere solo un aspetto), che proveniamo tutti dallo stesso luogo. Accomunati tutti da un'antica discendenza che mette in ridicolo le divisioni etnico-geografico-religiose-politiche su cui il mondo moderno è costruito.

Questo scritto, aldilà della consistenza scientifica delle tesi in esso esposte, è solo un invito alla riflessione.


(Francesco Salistrari, 2009)




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