giovedì 3 dicembre 2009

Riso amaro.


Mi viene da ridere. E lo faccio per non piangere. Ridere di rabbia a volte è molto utile e aiuta quasi quanto il pianto. Rido per questo paese, zimbello del mondo, che figura di merda dopo figura di merda continua a rotolare nel baratro. Quattro milioni di disoccupati e aziende pronte a chiudere da un momento all'altro. Immigrazione fuori controllo e soprattutto senza logica, perchè checchè ne dicano razzisti di varia risma e finti tolleranti, l'immigrazione è utile al nostro paese. Polizia e forze dell'ordine senza fondi. Delinquenza dilagante in tante città italiane. Traffico di droga, armi, rifiuti. Sperpero di denaro pubblico, sprechi, abusivismo edilizio. E una politica che fa ridere, anzi piangere, che in questo caso neanche il riso potrebbe aiutare.

Come dovrebbe andare un paese che ha i politici che abbiamo noi? Non c'è nessuna possibilità di uscita da questa crisi che dura ormai dagli anni '90 (a parte qualche ripresa) con questa classe dirigente.

Il Parlamento è ormai esautorato da ogni prerogativa da un esecutivo sempre più arrogante, determinato alla difesa dei propri interessi particolari e pericolosamente anticostituzionale. Il Presidente della repubblica è una figura che, nell'ordinamento italiano, non ha mai avuto un ruolo determinante, ma Napolitano è meno che una figura, una presenza, un ologramma che parla alla gente di cose lontane. Gli aiutini istituzionali che questo Presidente della Repubblica ha elargito con tanta solerzia nei confronti di questo governo e della sua maggioranza nel corso di questi anni, sono esempi da manuale di come non si dovrebbe fare il Presidente della Repubblica.

Abbiamo un Ministro dell'Economia incompetente e arrogante che pur di tenere in piedi questo paese traballante si è messo a riciclare denaro di dubbia provenienza (scudo fiscale), non ha alleggerito (come da campagna elettorale) la pressione fiscale e non ha risolto uno, dico uno, dei problemi strutturali economici di questo paese. Il nano Brunetta è solo uno sproloquio, non agisce, parla e anche sgarbatamente, si fa odiare solo per questo, perchè per le scelte che lo hanno contraddistinto fino ad oggi lo si potrebbe perfino ignorare. Alfano è il cane da guardia istituzionale dei calzoni di Berlusconi. Pronto ad ogni piè sospinto ad attivarsi, con rabbia verbale, per modifiche, riforme e quant'altro, pur di salvare il suo padrone. E giù a massacrare una Giustizia che di giusto ha ormai solo il nome, cenere dell'impianto costituzionale originario dopo le leggi vergogna di questi anni.

Cos'altro dire di Berlusconi, il Capo dei Capi? Niente. Non bisogna sprecare inchiostro, voce, energia. Cosa bisognerebbe dire di più di quello che dice un pentito in un aula di tribunale? Niente. Bisognerebbe solo prenderlo a calci e mandarlo in galera. Basta. E con buona pace di Fini e dei suoi “fuori onda”.

Ma rido di questo paese per tutto, non solo per il governo, i suoi menestrelli e le sue televisioni. Rido anche per la cosiddetta opposizione. Opposizione. Che letteralmente significa “in generale l'assunzione di una posizione contraria, negatoria, antitetica o comunque non favorevole a quella di altri.” E il cosiddetto centro sinistra è talmente opposizione che non è favorevole nemmeno a se stessa. Un'accozzaglia di residui politici di culture diverse e crollate anni fa. Senza idee, proposte, senza un programma, senza coraggio. Un'opposizione che al contrario, vista l'attuale situazione del paese, dovrebbe essere in stato d'agitazione permanente, nei posti di lavoro, nelle piazze, nelle aule parlamentari. Ma nulla. Qualche parolaccia, qualche alterco verbale e niente più.

E rido di tutti noi, cittadini italiani, riempiti di cazzate dalle televisioni, apatici, rassegnati, menefreghisti, egoisti. Che non facciamo altro che attendere la venuta di un messia che ci guidi alla rinascita come popolo, come società in via di disfacimento. Rido perchè osservo l'atomizzazione della società italiana nel contesto quotidiano, la vivo sulla pelle, la respiro ogni giorno e ne vedo gli infausti risultati a tutti i livelli. Vorremmo un governo che decidesse, e bene, per noi. Vorremmo una politica pulita, onesta, disinteressata. E non avendola non facciamo niente per cambiare le cose. Ci lamentiamo soltanto.

Ridendo, tutti, un riso amaro.


(Francesco Salistrari, 2009)

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