venerdì 20 marzo 2009

Welcome to 1984


E' il nostro incubo più terribile e la nostra speranza più salda.

E' il mostro che più temiamo: la morte della libertà, la fine della coscienza, la soppressione dei ricordi. L'incubo è sapere che tutto ciò potrebbe essere reale e non semplicemente frutto della fantasia; l'incubo è scorgere all'improvviso tra quelle righe, accuse che noi stessi lanciamo; l'incubo sarebbe scoprire che quelle che noi, freddamente, abbiamo valutato come esagerate allucinazioni ci si schierano invece di fronte, pronte ad invadere le nostre esistenze.

E dov'è allora la speranza?

E' nel sapere che non sottovaluteremo le “nostre allucinazioni”, i nostri fantastici mondi.,...rossi come il sangue che ci dà la vita; la ritroveremo nella certezza di non dover lottare mai da soli perchè saremo noi quelli che non sarà possibile spegnere, zittire, annientare.

Perchè ci sarà sempre qualcun'altro dopo di noi come il tuono che spegne il fulmine, quel fulmine capace di squassare l'aria e squarciare il grigio del cielo.

Perchè siamo noi la folgore che squarcerà questa mediocrità piatta, questa terrificante ed assordante quiete.

Potenti del mondo, questa è una minaccia.


(Francesco Amantea, presentazione a "1984" di G.Orwell)

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