giovedì 15 aprile 2010

Rivoluzione o morte.


Non è semplice parlare quando non si hanno più parole. Parole per descrivere la delusione, la disillusione e l'angoscia nel guardarsi intorno e vedere un mondo vuoto, contenitore di aspirazioni e sogni sbagliati. Non ce ne rendiamo conto ma siamo una società senza ideali, senza valori, senza prospettiva. Crediamo di poter tirare a campare all'infinito, saccheggiando l'ambiente per sempre, distruggendo quello che reputiamo superfluo, sporcando, inquinando, sprecando. Siamo incapaci di capire che così non si va da nessuna parte, anche se ci ripetono il contrario. Anche se auspicano la nostra fiducia e ci invitano a consumare, comprare, spendere.
Lo shopping è la farsa della modernità.
E' una bugia, è l'illusione della felicità, è la rappresentazione della nostra sconfitta.
Oggi le aziende hanno assoluta necessità di aumentare la produzione, i guadagni, le entrate. E possono farlo solo grazie a noi e alla nostra bramosia di possedere, di comprare, di venerare i feticci esposti sugli scaffali dei nostri centri commerciali.
Comprare, spendere, morire.
L'illusione profonda nella quale siamo immersi è destinata a condannarci.
Urge una nuova organizzazione della produzione, della divisione del lavoro, della redistribuzione della ricchezza. Urge un nuovo modo di intendere il possesso e il consumo dei beni. Urge un nuovo modo di intessere le relazioni economiche. E un nuovo veicolo per farle funzionare.
Il denaro ha fatto il suo tempo e i suoi immensi danni.
Il denaro, simbolo improprio di successo personale, è la chiave di volta della nostra perdizione morale e culturale.
Il vortice nel quale ci avvitiamo è terribile.
In pochi anni l'ambiente sarà irrimediabilmente compromesso dalle nostre attività economiche, scellerate come il comportamento di un folle. Ogni anno riversiamo nei cieli quantità indicibili di Co2 che stanno gravemente alterando i delicati equilibri climatici. Inquiniamo il mare, i fiumi, compromettendo habitat naturali ed ecosistema in maniera permanenente. Rischiamo di superare il punto di non ritorno senza nemmeno rendercene conto. Ed è questa la cosa più assurda. Ci gloriamo di essere gli esseri più intelligenti del pianeta, di stare e a diritto, sul gradino più alto dell'evoluzione, ma questa vi sembra intelligenza?
Giudichereste intelligente un uomo che poco alla volta dà fuoco a casa sua senza nemmeno uscire?
La spirale autodistruttiva che questo sistema economico ha avviato è devastante. Inimmaginabile sessanta, settanta anni fa, ma ora che sappiamo, ora che conosciamo quali sono gli effetti che il nostro modo di produrre e di consumare generano, continuare così significa suicidarsi in massa.
Cosa pensano nei consigli di amministrazioni delle grandi multinazionali, delle aziende inquinanti, delle compagnie petrolifere? Non hanno figli? Non sognano un futuro per loro?
E' assurdo!
Il problema è che nessuno si rende conto realmente di quanto ci sia in gioco. Nessuno. A cominciare dagli stessi ambientalisti. Nessuno ha ancora capito realmente quello che stiamo facendo.
Assassinare la propria madre è un delitto schifoso, immondo, imperdonabile.
La Terra è ormai universalmente considerata a tutti gli effetti un organismo vivente. Viene chiamata GAIA.
Quello che stiamo facendo tutti, è infliggere ogni giorno una ferita a questa meravigliosa creatura. Quella stessa creatura che ci ha permesso di essere qui, di provare emozioni, di inventare, di fare arte, di amare, di perdonare. Quella stessa creatura che ci ha permesso di esistere.
Gloriamo Dio nelle Chiese, nelle nostre preghiere. Ci genuflettiamo davanti ad un altare o ad un pezzo di ostia. Chiediamo perdono per i nostri peccati. Eppure non facciamo niente per il nostro pianeta. Figlia di Dio quanto noi stessi.
Non è possibile essere così stupidi. Occorre una rivoluzione culturale ed economica immediata, rapida, efficace, dirompente. Nel più breve tempo possibile. Occorre cambiare da subito le nostre abitudini energetiche, riformare l'intero impianto produttivo e distributivo, l'intero sistema di trasporti, il sistema politico che mantiene lo status quo. Occorre un atto sovrumano per fermare lo scempio che stiamo perpetrando.
Non abbiamo alibi. Il denaro non può esserlo.
Un pezzo di carta finto, immaginario, senza valore, non può determinare il destino della VITA su un intero pianeta.
Se non ci rendiamo conto di questo al più presto, sarà tardi.
E GAIA, probabilmente si vendicherà di noi, prima di lasciarsi ammazzare.


(Francesco Salistrari, 2010)

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