sabato 4 luglio 2009

Associazione a delinquere




I signori d'Italia ci guardano dall'alto con aria schifata. Fanno di noi dei piccoli burattini da dare in pasto ai leoni quando non serviamo più, ci usano come pedine sacrificabili nelle tattiche politiche ed economiche, ci buttano addosso i danni provocati dai loro debiti, fanno di noi la carne da macello da consumare nelle occasioni.
Siamo alla mercé di una manica di ladri, truffatori e mafiosi di ogni sorta, che dall'alto del proprio potere rimane impunita di fronte alla legge, alla morale e al senso comune. La politica oggi viene considerata, un po' da tutti, sporca, infingarda, collusa con la mafia, traffichina, arruffona. Ma alle parole non segue nessun fatto, perché aldilà di uno sterile astensionismo elettorale (pur se sempre più marcato) la gente comune continua a votare (a occhi chiusi, turandosi il naso o facendosi promettere qualcosa) gli stessi personaggi che per anni e anni ha rovinato l'Italia. E così ci troviamo a Presidente del Consiglio un uomo come Berlusconi, plurindagato in migliaia di processi per corruzione, falso in bilancio, concorso in associazione mafiosa, tangenti, malversazione, distrazioni di fondi, esportazione illecita di capitali, evasione fiscale ecc. ecc. La sequela di leggi-vergogna approvate dai suoi governi per evitargli il carcere, sebbene palesemente evidenti agli occhi di tutti i cittadini italiani, non hanno mai causato uno spostamento di preferenza nei confronti del presidente del Milan, che anzi, negli anni ha accresciuto il suo potere e rafforzato il suo partito Forza Italia e soprattutto il suo patrimonio personale (7° posto nella classifica degli uomini più ricchi del mondo). Aldilà di qualsiasi considerazione politica, che non mi interessa, sarebbe oltremodo necessario sollevare una questione morale, perché se Berlusconi è ancora al suo posto nonostante i tanti processi a cui è stato sottoposto negli anni (e in alcuni dei quali è stato prosciolto per prescrizione dei reati, peraltro accertati!)lo si deve al cosiddetto Lodo-Maccanico, alla legge ex-Cirielli e a tante altre modificazioni normative che hanno permesso la quasi totale impunità dell'emerito Cavaliere.
Se poi si analizza la posizione di potere acquisita dal Signor Berlusconi attraverso la proprietà di Mediaset e del comparto editoriale-audiovisivo a essa collegato, della Mondadori spa e tutte le collegate (giornali compresi) e l'occupazione politica della Tv di stato (RAI), senza che per questo sia mai intervenuta una normativa atta a limitare il palese e mostruoso conflitto di interessi venutosi a creare con la sua “discesa in campo”, si pone un problema gravissimo di democraticità del sistema Italia e di un corretto funzionamento e utilizzo delle sue Istituzioni. Non è chi non veda, infatti, come un Presidente del Consiglio proprietario di molteplici mezzi di informazione di massa, di moltissime società quotate in borsa, di molteplici attività economiche, possa operare imparzialmente tutte le scelte politiche che una carica di Governo così rilevante gli assegna. Non è possibile riscontrare SEMPRE nella condotta politica dei suoi governi l'imparzialità che è doverosa (costituzionalmente) per le scelte che essi sono chiamate a compiere. E voglio essere buono. Perchè a ben guardare le politiche portate avanti dalle maggioranze di Centro-Destra in questi anni, l'imparzialità è l'ultimo principio al quale tali maggioranze si sono ispirate. Basti pensare alle leggi sulle televisioni (Gasparri) per rendersi conto di quello che sto affermando.
Detto questo, come non vedere che un Presidente del Consiglio, le cui originarie fortune economiche sono velate dal fumo polveroso di un oscuro passato e di rapporti con Cosa Nostra (vedi caso Mangano, Dell'Utri, Cuffaro ecc.), non possa rappresentare, come dovrebbe costituzionalmente, tutti i cittadini di questo paese e garantire l'imparzialità, la libertà di ognuno di noi.
Del resto non bisogna stupirsi. Abbiamo avuto per 7 volte Presidente del Consiglio (oltre alle innumerevoli cariche ministeriali) un personaggio come Giulio Andreotti, imputato come mandante dell'omicidio del giornalista Mino Pecorelli e di altri omicidi illustri degli anni bui del nostro paese, imputato e non condannato per associazione mafiosa solo perchè il reato era prescritto, vale a dire scaduti i termini per consentire il luogo a procedere nei suoi confronti. Assunti come reali, continuati e fruttuosi i rapporti di Andreotti con boss della mafia come Bontate, Badalamenti, Riina ecc, accertati colloqui, incontri, e connivenze soprattutto in merito all'omicidio dell'ex governatore siciliano Piersanti Mattarella, non può certo considerasi imparziale il giudizio che tutta la stampa di destra e parte della “sinistra” governista (Ulivo, Ds, Udc) ha prodotto in merito ad un'assoluzione nei confronti di Andreotti per i fatti di mafia contestategli che in realtà non esiste. Prescrizione, non assoluzione. Eppure, Forza Italia, An e i partiti dell'allora governo, noti esponenti del centrosinistra e i suoi maggiori partiti, hanno espresso le loro rallegranze in svariati modi per la non incriminazione del Senatore a vita. Eh, si perchè adesso Andreotti per i suoi alti meriti politici e istituzionali, sebbene colluso con la mafia, siede tranquillamente in Senato con molti suoi altri colleghi già inquisiti, condannati, prescritti, prosciolti.
Come non si fa a vedere quanto bassa sia questa politica italiana, quanto sporca, oscura, puzzolente del tanfo della mafia, dei traffici, delle truffe, delle tangenti, delle corruzioni, della pedofilia, della droga?
Come si fa a non incazzarsi di fronte al menefreghismo nei confronti dei reali problemi della gente? A non notare come soluzioni legislative approvate, seppur utili, vengono completamente inficiate dalla condotta di questi signori, dai collegamenti con la criminalità, dalle irregolarità continue nelle amministrazioni, dai tribunali corrotti, dai pm collusi e amici dei politici e con la mafia, dai pm onesti messi da parte dalle gogne mediatiche e politiche (De Magistris, Forleo, Woodcock, Caselli), dai pm onesti trucidati dalle bombe e dagli attentati (Chinnici, Borsellino, Falcone ecc.), dalle migliaia di poliziotti e carabinieri mandati al macello senza tutele e organizzazione, dai carabinieri e poliziotti (agli alti livelli) corrotti talpe spie della criminalità?
E noi qui, zitti, continuiamo a lavorare come se niente fosse. Eppure sentiamo il peso delle tangenti e delle raccomandazioni sui nostri progetti, sogni, speranze, investimenti. Eppure vediamo i nostri risparmi andare in fumo nelle truffe di finanzieri senza scrupoli e di banche criminali. Eppure sentiamo tutti i giorni la difficoltà di trovare un futuro ai nostri figli. Sentiamo ogni istante il peso di un paese che non funziona e che ci fa morire in ospedali controllati dalla mafia, da medici mafiosi e governatori regionali altrettanto mafiosi (pensate all'omicidio Fortugno, all' “onorevole” Cuffaro, all'Angelucci delle cliniche private, all'ex Ministro Sirchia). E intanto i bilanci delle amministrazioni locali vanno in tilt, perchè a gestirli è gente di tal fatta e noi paghiamo le tasse, mentre loro le evadono (200 miliardi di euro di evasione all'anno!!). E intanto siamo costretti a lavorare in nero per aziende molte volte in mano alla mafia (il 32% della ricchezza nazionale, il PIL, è dovuto a lavoro nero), senza tutele, senza controlli e moriamo ammazzati peggio che giustiziati da killer a pagamento sui cantieri non a norma, facendo orari disumani, schiacciati dal peso di un mercato del lavoro completamente fuori controllo. Moriamo sulle strade costruite male e con asfalti e materiali scadenti, perchè ad arricchirsi sono sempre gli stessi: politici e mafiosi. La guerra degli appalti, delle gare truccate, gli imbrogli e i mancati controlli sui sub-appalti, sono facce di una stessa medaglia politico-mafiosa terrificante. Perchè è la politica che con legislazione pone le basi per questi imbrogli ed è la mafia che si arricchisce, e noi moriamo come agnelli al macello, senza tutele, senza santi in paradiso. Soli, nel nostro silenzio e nella nostra rassegnazione.
Moriamo per l'inquinamento dei rifiuti tossici scaricati nei nostri mari, fiumi, laghi. Moriamo per le discariche abusive che inquinano le falde acquifere, per quelle legali e non a norma, per inceneritori che provocano il cancro ma vengono dichiarati idonei e non inquinanti, sempre dalla politica.
I fiumi di denaro che circolano in tutto questo, come nei traffici di droga e armi, i cui proventi vengono riciclati dagli stessi banchieri, finanzieri che ci rubano i soldi nelle truffe (Parlmalat, Cirio ecc.), non sono un'invenzione. Come non è un'invenzione il fatto che la mafia in Italia sia la prima “azienda” per fatturato, calcolato (per difetto) in 90 miliardi di euro all'anno. Un'enormità, se si pensa che in Parlamento si è discusso di alzare le pensioni civili da 450 euro mensili a 500. Sono questi i termini di paragone. Sono questi i fatti con i quali ci scontriamo ogni giorno.
E ci fanno credere che siamo noi gli incapaci ad emergere da questo pantano. Ci fanno credere che se non riusciamo a vivere una vita decente, agiata, a farci strada in questo mondo-spazzatura, la colpa è nostra, delle nostre deficienze, della nostra incapacità.
Vi pare possibile?
Vi pare possibile che uomini come Berlusconi prendano il 55% dei voti degli italiani?
Eppure è così.
Forse vuol dire che in fondo, questa gente, ce la meritiamo.
Associazione a delinquere (definizione):associazione di persone con fini criminali.
La politica cos'è?


(Francesco Salistrari, 2009).

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