lunedì 8 giugno 2009

Cristo, il suo sacrificio e il nostro menefreghismo.


Il senso della vita, tutto quello che sento è solo quello che vorrei sentire mescolato ad un assurdo sentore di morte. Non so cosa fare, non so cosa pensare, non so cosa dire e soprattutto non so reagire, non so lavorare, nè voglio farlo con queste regole balorde, perchè questo lavoro mi fa schifo, come mi fa schifo il sistema che mi impone di lavorare, di morire senza nemmeno essermi accorto di essere vissuto se non attraverso quei vaghi ricordi sfumati di un infanzia felice. Non voglio partecipare a questo immane massacro, quello che si consuma tutti i giorni sotto i nostri occhi, quello di cui tutti siamo complici, ma allo stesso tempo vittime e carnefici. Quello spettacolo indecente di mistificazione che ci viene imposto dalla televisione,dalla politica, dal potere, dal denaro, tutto questo è l'immane spergiuro alla santità della vita, cioè all'unico vero dono, l'unica vera ricchezza alla quale dovremmo essere attaccati, che andrebbe difesa in tutte le sue forme, in tutte le sue manifestazioni. E invece inquiniamo, uccidiamo, distruggiamo, rendiamo le terre più fertili aridi deserti, rendiamo i mari più belli liquame putrescente, trasformiamo oasi meravigliose in latrine puzzolenti nelle quali affogano i nostri luridi sogni. Sogni che sono quelli della ricchezza, del lusso, dello sfarzo, della voluttà di possedere delle inutili cianfrusaglie, solo status symbol di un mondo di simboli, illusioni, inutilità propinateci come il sale indispensabile per una vita felice.
SIAMO SOLO MERCI CHE VIAGGIANO IN VAGONI CARGO, siamo solo mercanti avidi e senza scrupoli, siamo solo mercenari che uccidono in cambio di una ricompensa. Ma la VERA TAGLIA, i veri ricercati, sono qui, proprio in mezzo a noi, siamo noi stessi, e la forca ci penzola sulla testa, ne avvertiamo la presenza, la sentiamo oscillare nel vento, ne scorgiamo di sfuggita l'ombra ondeggiante ai raggi del sole.
O sole, si sole, proprio tu, che osservi questo povero pianeta da così lontano, si sole, proprio tu, incredibile fonte di vita, meraviglioso Dio di un tempo perduto, grande padre di queste creature, si sole, proprio tu, cosa ne pensi ora di noi? Cosa diresti se potessi parlare, se potessi far sentire la tua voce? Cosa pensi di noi, della nostra stupidità, della nostra ingordigia, della nostra assoluta IGNORANZA, della nostra vanagloria, del nostro atteggiarci ad esseri intelligenti, superiori.
Esseri superiori, ma solo nella capacità di distruggere!
Sole mio, SOLE NOSTRO che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, scenda la tua mano sulla terra, sia fatta la tua volontà, non lasciarci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.
Se è vero come credono i cristiani, i VERI cristiani, che Cristo è sceso sulla terra per lavare i peccati del mondo attraverso il proprio martirio, ORA, adesso, DI NUOVO, ne chiedo il Suo ritorno, ne invoco la Sua discesa in Terra. Ma Cristo, figlio di Dio, questa volta facci un piacere, porta con te la spada della vendetta, vieni a giudicare questi peccati, rendi questo mondo pulito, migliore, lavalo col sangue di questo lerciume che ne insozza e ne rende vana la bellezza.
Dov'è finito il tuo messaggio? Il senso di quello che hai fatto, rappresentato, detto? Che senso ha avuto morire sulla croce se dopo solo due millenni, il mondo è punto e a capo, marcio di peccato e di illusione.
Il messaggio d'amore e di misericordia che lanciasti nel tempo è stato dimenticato o evidentemente nessuno l'ha capito.
Mi dispiace, mio povero Cristo, mi dispiace con tutta l'anima, ma il tuo sacrificio, la tua immane sofferenza, non è servita a nulla, è stata vana, come vana la tua resurrezione, come vana la tua predicazione, chè ormai da millenni il tuo insegnamento si è perso in un mare di ipocrisia e di mistificazione, in un mare di menzogne create per giustificare disegni di potere ben precisi che nulla avevano, hanno ed avranno a che vedere con la tua bontà, la tua passione, con tutto quello che hai voluto insegnarci, tu si , vero RIVOLUZIONARIO della nostra storia.
Io ti ringrazio, come uomo, come figlio di Dio, ti ringrazio per tutto quello che hai fatto per noi, ma voglio anche dirti, caro Gesù , che non ce lo meritiamo, non ce lo siamo mai meritati, non ne siamo degni. NON SIAMO DEGNI DELLA TUA MISERICORDIA, non siamo degni di questo paradiso che ci è stato donato, non siamo degni di vivere uno con l'altro, non siamo degni di definirci tuoi sudditi, quando poi, ogni giorno, ogni istante ci sostituiamo a te, togliendo la vita come Dei, decidendo destini, diventando più importanti delle stesse divinità che diciamo di adorare.
Meritiamo noi si di morire tutti, in un istante, come quell'istante, iniziale, quello stesso identico istante che ci diede la vita, quell'attimo infinito in cui quella scintilla è sgorgata in questo insulso ammasso di carne e di ossa destinato a decomporsi in un rivolo di mosche, vermi e liquame puzzolente.
Se non rispettiamo la vita, l'unica vera certezza della nostra esistenza, l'unico assioma dal quale partire, l'unico senso da dare alle cose, l'unica filosofia accettabile, l'unico segno divino che abbiamo, allora come potremmo mai sperare di meritare un' ALTRA VITA dopo la morte? Se non siamo capaci di rispettare questa, che forse è l'unica, come pretendiamo un'altra opportunità?
No, l'unica cosa che meritiamo è il silenzio.
A cominciare da me.


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