martedì 2 marzo 2010

Cosa sto facendo adesso?















Molti credono di sapere qualcosa di me.
Alcuni ne parlano, giudicano, ipotizzano. E molti credono di sapere chi hanno di fronte.
Non esagero nel dire che tutti si sbagliano.
Potreste credere di conoscermi pur solo leggendomi, o anche leggendomi. E le parole che scrivo per molti potrebbero vestirsi di significati particolari.
Vi assicuro che non è così.
Potrei essere qualunque persona, ombra tra le ombre, senza volto.
Potrei essere la vostra coscienza o la coscienza di un folle, o la follia divenuta coscienza.
E a tutti potrei raccontare solo bugie.
Sta a chi crede di conoscermi, credermi.
Sta a chi crede di guardarmi, scorgermi.
Eppure non è così semplice.
Sapeste com'è difficile penetrare a fondo nel cuore di una persona!
Si vivono vite intere senza conoscersi realmente.
L'uomo buono è assolutamente indistinguibile dall'uomo malvagio.
Del resto, chi è deputato a stabilire cosa è male, cosa è bene?
Siamo troppo simili per comprenderci.
Siamo esseri troppo complicati da poter funzionare davvero.
La semplicità è quasi sempre una virtù.
In questo caso, l'unica virtù.
Ci specchiamo l'un l'altro ogni giorno rinfacciandoci quella virgola fuori posto. Senza capire realmente ciò che stiamo facendo.
Ecco, ad esempio, sapete dirmi cosa sto facendo adesso?

(Francesco Salistrari, 2010)

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