sabato 15 febbraio 2014

La repubblica delle spallate.

Se Silvio Berlusconi avesse osato fare quello che ha fatto Matteo Renzi, il paese sarebbe in subbuglio. Si griderebbe allo scandalo accusandolo di un golpe o di un colpo di mano illecito. Con quello che è successo il 13 febbraio in modo fulmineo in via del del Nazareno l’Italia si dimostra per l’ennesima volta campione europeo delle anomalie.
Pochi giorni dopo aver rassicurato Enrico Letta di non volerlo sostituire a palazzo Chigi (“Stai sereno, Enrico..”) Renzi lo fa fuori con una specie di omicidio pubblico che ricorda un po’ l’accoltellamento di Romano Prodi in parlamento da parte del Pd. Renzi, dopo Mario Monti ed Enrico Letta, diventa il terzo premier consecutivo senza legittimazione degli elettori. Sarà l’unico premier europeo non eletto dal popolo e senza seggio in parlamento. E l’Italia è l’unico paese in cui i tre leader dei partiti più importanti – Renzi, Grillo e Berlusconi – non hanno un mandato parlamentare. Hanno anche un’altra cosa in comune: pur essendo diversi tra loro sono spinti da un ego smisurato e amano occupare il palco da soli.
L’Italia si conferma come repubblica delle spallate. La freddezza con cui è stato dato il benservito a Enrico Letta (e il sarcastico ringraziamento dei farisei) certo non fa onore al Partito democratico. Infine l’esito del voto della direzione conferma fatalmente la vocazione all’uomo forte. Renzi è stato votato anche da quelli come Gianni Cuperlo e Stefano Fassina che fino a poche settimane fa erano i suoi avversari interni (“Fassina chi ?”) e l’avevano coperto di aspre critiche. Con un repentino cambio di strategia Letta viene liquidato in modo ignobile senza esplicite critiche o colpe concrete.
Infine i fatti di giovedì sono la prova che quelli che straparlano del rispetto delle regole sono i primi a calpestarle. Renzi va al governo con una manovra di palazzo che ricorda tristemente la prima repubblica. E ci va con i voti conquistati dal suo avversario Pier Luigi Bersani per rimanerci fino al 2018. Una follia politica.


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