lunedì 20 giugno 2011

La misura è piena.


“La crisi è alle spalle”; “il peggio è passato”; “abbiamo tenuto in ordine i conti pubblici”; “la tenuta dei conti pubblici ci ha reso meno esposti agli effetti della crisi”.
Quante volte lo abbiamo sentito dire in questi anni?
E quando qualcosa la ripeti all'infinito, diventa vera. E' questa l'alchimia della nostra modernità.
Eppoi ti senti dire dopo una manovra da 20 miliardi appena varata, che ce n'è in arrivo un'altra da 40 miliardi tondi tondi. E a dirlo, con il beneplacito della Confindustria, è il ministro Tremonti nelle dichiarazioni degli ultimi giorni.
E chi pagherà questa ulteriore stangata?
I ceti medio-bassi italiani. Vale a dire la stragrande maggioranza degli italiani.
Che sia chiaro: dobbiamo essere pronti a scendere in piazza in massa. Questo governo deve cadere, in un modo o nell'altro.
E' arrivato il tempo di mandare a casa questa gente. E di mandare a casa con loro, anche le pretese di Confindustria, degli interessi finanziari, bancari. Di mandare a fanculo le politiche al massacro degli ultimi decenni e cambiare il paese con un governo che incida una volta per tutte sulla forbice di disparità sociale in questo paese. Non è possibile continuare a sostenere le “vacche grasse” del capitalismo italiano con il sangue e il sacrificio di milioni e milioni di italiani.
Basta!
La misura è piena!
Se davvero l'Italia vuole uscire dalla crisi che dia un cambio netto di rotta rispetto alle politiche economiche che si sono portate avanti fino a questo momento. E che sia il popolo italiano a stabilire quale sia la rotta da seguire.
Qualche idea su come fare, ce l'ha anche la stragrande maggioranza del popolo italiano, statene certi.
Basta chiedercelo.

PS: In Italia il 10% della popolazione detiene il 47% della ricchezza nazionale.

(Francesco Salistrari)

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