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domenica 11 maggio 2014

Il 10 maggio calabrese.


La grande manifestazione regionale dei Comitati territoriali a Cosenza.
di Francesco Salistrari.



Un'altra Calabria esiste. Un'altra politica esiste.

Lo ha dimostrato la magnifica manifestazione di ieri a Cosenza. Bella, pacifica, colorata, rumorosa e piena zeppa di contenuti. I contenuti di questa terra martoriata, i contenuti e le proposte dei territori, dei comitati che, uniti, hanno detto la loro non solo sui rifiuti, ma sulla possibilità, evidente, che un’altra strada e un’altra politica esistono.

Una manifestazione che va detto non ha trovato alcun appoggio nella politica partitica, se non da parte dei singoli o di rare eccezioni. La mobilitazione, l’organizzazione, la piattaforma rivendicativa, sono tutte da attribuire al lavoro indefesso, alla capacità e alla passione dei comitati territoriali, che senza aiuti, hanno portato in piazza migliaia di manifestanti in uno degli eventi politici più belli degli ultimi anni.

Quello che è emerso ieri è che una parte importante di questa Regione non piega la testa e dice BASTA! alla politica ultradecennale di devastazione territoriale che la politica tradizionale propina ai calabresi. Una politica fallimentare, criminale, non solo sui rifiuti ma sul consumo del suolo, sulla cementificazione, sull’inquinamento dei mari, delle terre e delle falde acquifere, sul lavoro, su uno sviluppo sempre promesso ma affossato da connivenze, legami oscuri e favoritismi che hanno condannato la nostra Regione all’arretratezza e alla disperazione sociale.
Ieri è cominciato un nuovo percorso per la Calabria. Il corteo dei manifestanti di ieri non si è fermato a Corso Mazzini, a Cosenza, ma idealmente continua e chiede, propone e denuncia. Continua e pretende ascolto. E nessuno, nessun politico, nessuna istituzione, nessuna azienda, nessun partito, da ieri, può far finta che questo cordone di uomini e donne non esistano, al contrario tutti dovranno fare i conti con loro.

Non è stata una manifestazione di protesta, ma di proposta. La proposta di una politica veramente nuova, concreta, sincera, sui rifiuti e non solo, che rilancia e urla forte che la popolazione dal basso e senza eterodirezione chiede dignità politica e sociale, chiede giustizia, chiede sviluppo, chiede serietà, chiede lo spazio che merita e che non ha mai avuto.

Decidiamo noi!


Non è solo lo slogan di una manifestazione, ma la prospettiva per un’intera Regione.

E da ieri, dopo la splendida manifestazione di questo maggio calabrese, questa prospettiva sociale e politica esiste ed è possente.

domenica 6 aprile 2014

Vestito d'Arlecchino.

di Francesco Salistrari

Il passo incerto del viandante ramingo che mi accompagna da sempre, è tutto ciò che ho.

E trovo il senso del mio vivere in questo vagare, quasi senza meta, ma con una destinazione precisa. Che conosco, che ho sempre conosciuto e che nessuno mi ha insegnato.

Ovunque vada, qualunque cosa tocchi, qualunque odore avverta, me li porto addosso. Cuciti come tessere di mille colori in un vestito d’arlecchino di stoffa pregiata, che mi regala una sembianza, una storia da raccontare ad ogni piè sospinto, un granello da condividere al vento, un canto da intonare.

Camminare in questo mondo appare spietato, quasi crudele. Non c’è pace, non c’è comprensione, non esiste lingua condivisa. E così, tutto sembra condannarti, piegarti, illuderti, umiliarti. E queste gambe, non sorreggono il peso dei giorni, delle tempeste, del freddo e della miseria.

Incedere diventa difficile, sovrumano. Eserciti di imbecilli assassini, son lì a ricordarti ogni istante quanto vano possa essere credere in qualcosa di bello. Ed anche un fiore, muore appassito senza un perché.

Eppure le mie spalle sono forti, quasi possenti, dinnanzi allo spettacolo tremendo che mi offre questo tempo. Forti, delle carezze ricevute. Forti, dei sorrisi regalati. Possenti per il tempo che mi è stato concesso di vivere con voi.

Ogni sguardo, ogni espressione, ogni mano gentile, ogni profumo, ogni sapore c’ho incontrato, me li porto addosso e ne custodisco la ricchezza come scrigno miracoloso. Perché non esiste valore alcuno al mondo, se non quello incalcolabile, inestimabile, rappresentato dalle persone che si è incontrato sul proprio ciglio di strada.

Siete tutti voi che fate di me ciò che sono.

Qualunque cosa voi mi abbiate donato. Qualunque cosa mi riserberete.

Ode a voi, miei compagni di viaggio, amici di frontiera, fuggiaschi inconsapevoli, anime belle, dolci fratelli e sorelle che ho amato ed amo.

Un giorno, forse non lontano, forse ancora d’avvenire, chiederemo conto, insieme, del male fatto a Madre Terra da tutti coloro che del proprio vestito d’arlecchino hanno fatto scempio e stracci.

Un giorno, forse non lontano, chissà, vestiremo il mondo della luce sincera che ci ha fatto innamorare.

domenica 24 marzo 2013

Pulviscolo.




Parole sperse nell'aria
simili a pulviscolo atmosferico
invisibili
intangibili
ma severe
dipinte di tutti i colori dell'anima
che vagano
si schiudono e si ritraggono
rifuggono e si ripresentano
e la loro eco è carezza
il loro ricordo è dolcezza.
Com'è dolce il loro pensiero
e la loro consistenza 
eppur non le vedo
ma le avverto
e allora dille
continua a pronunciarle
riempi i miei polmoni delle tue parole.
Il tuo parlare è il mio respirare.
Il mio camminare è una danza
intorno alle tue parole.
Mi basta piegarmi e vederle
controluce.
Le tue parole.
Che sono le mie
con un suono diverso.


(Francesco Salistrari)

mercoledì 26 dicembre 2012

Antica Città.



Città arroccata.
Protetta da mura possenti.
Città splendida.
E un mare di carta.
E barche con vele nere,
come pece,
come occhi scuri.
Alberi spogli.
Rigogliosi, dietro le mura.
Antica Città.
Colonna dell'Ovest.
Forse mai nemmeno pensata.
Antica Città.
Aprire le sue porte,
vuol dire varcare
la soglia del tempo
e dimenticare
il giorno andato.
Antica Città.
Possente.
Come l'anima viandante
che ad essa va,
inconsapevole come un respiro.


(Francesco Salistrari)


martedì 25 settembre 2012

Un bacio sfiorato.




Sento un oceano agitarmisi dentro, 
un cane che abbaia nella mia testa, 
il vento possente che spazza via tutto...
e con esso sentimenti, certezze, passioni, sicurezze, illusioni.
Mi vien voglia di urlare, di piangere, ridere, scappare...
mi vien voglia di correr via lontano e dimenticare...
e forse non servirebbe comunque...
Ho paura del futuro, di quello che ci aspetta, di quello che vivremo.
Ho paura di guardare una felicità effimera.
Ma ho tanta voglia di toccarla, di provarla, di farla mia, anche se solo per un attimo.
Un attimo.
Che è tutto una vita.
In un bacio sfiorato è scivolato il mio mondo.
In una carezza sincera il mio passato.
Nel suo profumo il mio futuro.
Sento il mondo tremare, fremere e spaccarsi in mille pezzi.
Sento rumore di cingoli in lontananza.
Sento le grida di disperazione.
Sento gli spari.
L'acre odore dei corpi bruciati.
E poi vedo i suoi occhi.
E tutto svanisce.
Solo per un attimo.
Perchè la sua magia è quella della vita.
Perchè vorrei mi si desse la possibilità di restare con lei.
Forse per sempre.
O forse per un altro giorno ancora.
O solo per un attimo, il solito, che fugge via.
Ho paura.
E già nostalgia.
Il silenzio d'intorno che rulla sentimenti e ricordi.
E penso a lei.
Che annichilisce le disgrazie del mondo in rovina, perchè inconsapevole.
Perchè intravedo nei suoi sogni e nelle sue aspirazioni quelli di una generazione.
E penso a lei.
Così dolce e così triste. E perciò così bella.
E vedo i suoi occhi illuminarsi per quell'attimo, sempre il solito, in cui un sogno diventa realtà.
L'unica possibilità che abbiamo.
Tutto corre così forte.
E non distinguo.
E non vedo.
E non posso sentire.
Continuerò a camminar e, anche se lontanissimi, a pensare a lei.
Per tutta la vita.

(Francesco Salistrari)

sabato 22 settembre 2012

Quel ciglio di strada...




Un ciglio di strada può sembrare castigo
ma vago ramingo in questo mondo impazzito
l'orizzonte sembra troppo lontano
mentre il dolore mi fa compagnia.

Il mio ciglio di strada è ciò che possiedo
ed è quello che abbiamo
siamo terra fatta carne
e possono ucciderci, ma non per sempre.

Possono umiliarmi e cancellarmi dai ricordi
possono vessarmi e uccidere i miei sogni
possono vendicarsi e lasciarmi umiliato
non possono però cassare il mio amore.

L'amore non si uccide.
Non si cancella.
Non si umilia.
Non si vessa.

Ed il mio amore sei tu.
Che accendi la musica nel silenzio.
Che regali i colori ai miei occhi stanchi.
Che mi dai la forza di camminare.

Mi puoi deridere o amare.
Umiliare o carezzare.
Denigrare o baciare.
Non importa.

L'amore è ciò che mi distingue.
Che mi protegge e mi sorregge.
E' il bastone che aiuta il mio passo
su quel ciglio di strada.


(Francesco Salistrari)

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