giovedì 30 agosto 2012

Bill Gates, gli scienziati del clima e la geo-ingegneria.

DI JOHN VIDAL
guardian.co.uk

Altre personalità facoltose hanno finanziato una serie di ricerche per il futuro uso di tecnologie di geo-ingegneria per il clima.

Un piccolo gruppo di importantissimi scienziati del clima, finanziariamente supportati da miliardari, compreso Bill Gates, stanno facendo pressioni su governi e istituzioni internazionali perché sostengano esperimenti volti a manipolare il clima su scala globale per evitare un catastrofico cambiamento climatico.

Gli scienziati che supportano i metodi di geo-ingegneria come la nebulizzazione di tonnellate di particelle riflettenti di biossido di zolfo 30 miglia al di sopra della terra, sostengono che un “piano B” per il cambiamento climatico sarà necessario se le Nazioni Unite e i politici non troveranno un accordo riguardo all’impellenza di ridurre i gas effetto serra, e chiedere al governo statunitense e ad altri di finanziare un importante programma di ricerca internazionale.

Le tecniche di geo-ingegneria solare sono altamente controverse: mentre alcuni climatologi ritengono che potrebbero rivelarsi un modo veloce e relativamente poco costoso per rallentare il riscaldamento globale, altri temono che una volta rilasciate sostanze nell’atmosfera, possano alterare irrevocabilmente i regimi delle precipitazioni e interferire con il clima della terra.

La geo-ingegneria è osteggiata da molti ambientalisti, i quali sostengono che la tecnologia potrebbe minare gli sforzi per ridurre le emissioni, e da paesi in via di sviluppo che temono che la geo-ingegneria potrà essere usata come un’arma dai paesi ricchi a loro vantaggio. Nel 2010, la Convenzione della Nazioni Unite sulla Diversità Biologica ha reso nota una moratoria sugli esperimenti nel mare e nello spazio, fatta eccezione per gli studi scientifici su piccola scala.

Sta crescendo la preoccupazione che il piccolo ma influente gruppo di scienziati, e dei loro sostenitori, potrebbe avere un effetto sproporzionato sulle principali decisioni riguardanti la ricerca e la politica della geo-ingegneria.

Avremo bisogno di proteggerci da interessi particolaristici [e] essere sicuri che le scelte non sono influenzate da soggetti che potrebbero guadagnare ingenti somme di denaro attraverso la possibilità di modificare il clima, specialmente utilizzando la proprietà intellettuale”, ha dichiarato Jane Long, direttrice del Lawrence Livermore National Laboratory negli Stati Uniti, in un documento consegnato ad una recente conferenza di geo-ingegneria sull’etica.

“La posta in gioco è molto alta e gli scienziati non sono le persone più adatte ad occuparsi delle questioni sociali, etiche o politiche che la geo-ingegneria solleva”, ha affermato Dough Parr, scienziato capo presso Greenpeace. “L’idea che un gruppo auto-selezionato debba avere così tanta influenza è bizzarro.”

La pressione per trovare una soluzione tecnologica rapida per il cambiamento climatico è in crescita poiché i politici non riescono a raggiungere un accordo per ridurre in maniera significativa le emissioni. Nel 2009-2010 il governo americano ha ricevuto una richiesta per oltre 2 miliardi di dollari (1,2 miliardi di sterline) di sovvenzioni per la ricerca in geo-ingegneria, ma ha speso circa 100 milioni di dollari.

Come Gates, altri uomini ricchi tra cui Sir Richard Branson, il magnate delle sabbie bituminose Murray Edwards e il co-fondatore di Skype, Niklas Zennström, hanno finanziato una serie di ricerche ufficiali per un futuro uso di questa tecnologia. Branson, che ha spesso fatto riferimento alla geo-ingegneria per combattere il cambiamento climatico, ha contribuito a finanziare l’indagine della Royal Society sulla gestione della radiazioni solari lo scorso anno attraverso la sua attività di beneficenza Carbon War Room. Non si sa quanto abbia contribuito.

Il Professor David Keith, dell’Università di Harvard, e Ken Caldeira della Stanford, sono i due principali sostenitori al mondo delle più importanti ricerche di geo-ingegneria dell’atmosfera volta a fornire alla terra uno schermo riflettente. Hanno finora ricevuto più di 4,6 milioni di dollari da Bill Gates per creare il Ficer, Fondo per la Ricerca Innovativa del Clima e dell’Energia. Quasi la metà del denaro del Ficer, che proviene direttamente dai fondi personali di Bill Gates, finora è stato utilizzato per le loro ricerche, il resto invece viene erogato dal Fondo per finanziare il lavoro di altri sostenitori di interventi su vasta scala. Secondo le dichiarazioni degli interessi finanziari, Keith riceva una somma imprecisata da Bill Gates ogni anno, ed è il presidente e il proprietario di maggioranza della compagnia di geo-ingegneria Carbon Engineering, di cui Gates e Edwads posseggono la maggior parte delle quote – si pensa che sommate valgano più di 10 milioni di dollari.

Un’altra società di Edwards, Canadian Natural Resources, ha in programma di spendere 25 miliardi di dollari per trasformare la sabbia bituminosa trovata a nord di Alberta in barili di greggio. Caldeira dice di aver ricevuto 375.000 dollari in un anno da Bill Gates, detiene inoltre il brevetto per l’estrazione e la lavorazione del carbone per Intellectual Ventures, una compagnia privata di ricerca geo-ingegneristica, posseduta in parte da Gates e guidata da Nathan Myhrvold, ex capo della tecnologia presso Microsoft.

Secondo gli ultimi conti della Ficer, i due scienziati hanno finora riservato 300.000 dollari (presi dalla donazione di Gates) per co-finanziare tre importanti ricerche e valutazioni di geo-ingegneria – il rapporto della UK Royal Society sulla gestione delle radiazioni solari, la US Taskforce sulla geo-ingegneria e la relazione del 2009 della Novin, una thinktank (centro di ricerca, ndt) di scienze con sede a Santa Barbara in California. Keith e Caldeira si appoggiano alle commissioni che hanno prodotto queste relazioni o contribuito a fornire prove. I tre rapporti raccomandano fortemente di continuare nella ricerca della gestione delle radiazioni solari.

Il fondo ha inoltre elargito 600.000 dollari a Phil Rasch, climatologo capo del Pacific Northwest National Laboratory, uno dei 10 istituti di ricerca creati dal dipartimento americano per l’energia.

Rasch si è fatto conoscere con la prima relazione sulla geo-ingegneria nel 2009 ed è stato membro della commissione che ha redatto il rapporto nel 2011. Ha preso parola al Congresso americano parlando della necessità dei finanziamenti governativi per una geo-ingegneria su vasta scala. Inoltre, Caldeira e Keith hanno elargito 240.000 dollari agli esperti di geo-ingegneria per viaggiare e prendere parte ai workshop e agli incontri e 100.000 dollari per la Jay-Apt, un esponente di rilievo della geo-ingegneria come ultima risorsa, e professore di ingegneria presso l’Università Carnegie Mellon. Apt ha lavorato con Keith e con la Aurora Flight Sciences, una società statunitense che si occupa dello sviluppo della tecnologia per aerei-droni per l’esercito americano, per valutare i costi annuali del lancio di un milione di particelle di solfato nell’alta atmosfera.

L’analisi delle otto principali ricerche nazionali e internazionali riguardo alla geo-ingegneria negli ultimi tre anni mostra che Keith e Caldeira, Rasch e il Professor Granger Morgan, il capo del dipartimento di ingegneria e delle politiche pubbliche presso l’Università Carnegie Mellon dove Keith lavora, hanno appoggiato sette commissioni, tra cui una delle Nazioni Unite. Altri tre grandi sostenitori della geo-ingegneria delle radiazioni solari, incluso Rasch, hanno appoggiato la ricerca nazionale co-finanziata da Ficer.

Ci sono evidenti conflitti di interesse tra molte delle persone coinvolte nel dibattito”, ha affermato Diana Bronson, ricercatrice di geo-ingegneria della ETC a Montréal.

Ciò che è veramente preoccupante è che lo stesso piccolo gruppo che lavora sulle tecnologie ad alto rischio che renderanno il pianeta “geo-ingegnerizzato” stanno inoltre tentando di costruire la discussione riguardo alle norme e regolamentazioni internazionali. Non possiamo mettere la volpe a guardia del pollaio.” “L’eco-cricca sta facendo pressioni per un’enorme iniezione di fondi pubblici per la ricerca in geo-ingegneria. Dominano quasi ogni ricerca di geo-ingegneria. Sono presenti in quasi tutte le deliberazioni degli esperti. Sono stati i principali consulenti per le inchieste parlamentari e congressuali e i loro punti di vista, con ogni probabilità, domineranno le decisioni della Commissione Intergovernativa sul Cambiamento Climatico (IPCC) delle Nazioni Unite, alle prese per la prima volta con il groviglio etico e scientifico che è l’ingegneria climatica”, ha dichiarato Clive Hamilton, Professore di Etica Pubblica all’Università Nazionale Australiana, in un blog del Guardian.

Gli scienziati coinvolti rifiutano questa nozione. “Anche la percezione che [un piccolo gruppo di persone abbia] un’influenza illegittima è controproducente per una tecnologia che ha un’enorme potere sul mondo. Le preoccupazioni riguardo al fatto che un piccolo gruppo domini il dibattito sono legittime, ma la situazione oggi non è più come un tempo”, ha dichiarato Keith. “Tutto sta cambiando, poiché oggi paesi come l’India e la Cina iniziano a partecipare. L’era in cui la mia voce o quella di pochi era dominante è finita. Abbiamo bisogno di un dibattito molto ampio.”

Ogni scienziato ha qualche conflitto di interesse, perché tutti vorremmo vedere più risorse destinate allo studio di cose che troviamo interessanti”, ha affermato Caldeira. “Ho forse troppa influenza? A me sembra di averne molto poca. Mi sono speso per rendere illegali le emissioni di CO2 per molti anni, ma nessuno mi ha ascoltato. Chi non si trova d’accordo con me potrebbe pensare che esercito troppa influenza. Il modo migliore per ridurre la mia influenza è quello di destinare molti più fondi pubblici alla ricerca. Se il governo federale avesse svolto il suo ruolo in questo settore, non ci sarebbe stato bisogno dei soldi di Bill Gates”.
Per quanto riguarda le mie licenze, ho più volte affermato che se un brevetto di cui sono in possesso è stato utilizzato al fine di alterare il clima, allora i proventi che mi derivano per questo uso saranno donati ad ONG senza scopo di lucro e ad associazioni di beneficenza. Non ho aspettative né interessi nello sviluppo di un guadagno personale basato sull’utilizzo di questi brevetti per la modifica del clima.”

Rasch ha aggiunto: “Non mi sembra che ci sia un conflitto d’interesse. Non faccio pressioni, non lavoro con brevetti o proprietà intellettuali, o per compagnie che fanno profitti. Le ricerche che faccio sulla geo-ingegneria coinvolgono simulazioni al computer e lo studio di possibili conseguenze. La fondazione Ficer che ha finanziato la mia ricerca cerca di essere trasparente nelle sue attività, così come cerco di fare io.”



Fonte: www.guardian.co.uk
Link: http://www.guardian.co.uk/environment/2012/feb/06/bill-gates-climate-scientists-geoengineering


Traduzione per www.comedonchisciotte.org cura di MARIA MERCONE

Una sistematica presa per il culo!


di Gianni Tirelli
“Oggi il destino del paese è nelle nostre mani e se non tiriamo fuori gli attributi, adesso, in questo momento, dimentichiamoci il significato di futuro”
Se in questo paese, ragionevolezza, decoro, senso dello stato e onesta intellettuale, fossero i criteri di giudizio necessari, indispensabili e ineludibili per concorrere alla carriera politica e conseguente investitura istituzionale, bene, per questa gente sarebbe giunto il momento di fare le valige e sparire per sempre dalla nostra vita.
Credere che l’appartenenza politica possa ancora fungere da spartiacque fra ciò che è giusto e iniquo, fra la verità e la menzogna, la libertà e la licenza e fra il diritto e l’abuso, non è che uno squallido esercizio di illusionismo.
Gli uomini vanno giudicati per le loro azioni e per l’esempio sulla società.
Gli uomini di potere, che siano politici, banchieri o imprenditori, rappresentano, non solo la parte più marcia della società, ma i canoni estetici di una bruttezza rivoltante e inquietante, espressione di una ingordigia fuori controllo e di un narcisismo patologico.
Stipendi stratosferici e tutti quei privilegi e vantaggi, che alla faccia della miseria, la politica nostrana distribuisce ai suoi rappresentanti, sono il terreno di coltura che, per un intrinseco automatismo, seleziona i peggiori elementi della società trasfigurando il parlamento da un cenacolo di etica e di diritto, in un mercato delle vacche dove si prostituisce la dignità a fronte di interesse particolare e impunità.
Mai come in questi ultimi due decenni, una tale “presa per il culo” aveva raggiunto questi livelli di guardia.

Qui necessita un moto d’orgoglio, uno scatto di nervi per ripristinare il giusto livello di equità sociale o non ne usciremo vivi.
Questi illustri signori che da lungo tempo, sono al comando della politica, della finanza e dell’imprenditoria, hanno fatto della propria carica una copertura per espletare al meglio e senza intralci di sorta, i loro sporchi e loschi affari. E questo è inaccettabile!
Adesso, ci hanno davvero rotto il cazzo! Tutti quanti, nessuno escluso! Altro che buona educazione!
Se a questi loschi figuri non facciamo capire una buona volta per tutte, che siamo veramente incazzati, a tal punto da vedere a rischio la loro incolumità fisica, persisteranno nei loro comportamenti criminogeni, certi come sempre, che il branco plebeo (coniglio per definizione) si adeguerà chinando il capo, alle loro decisioni.
Ci siamo rotti il cazzo di sentire ancora parlare di “resistenze pazzesche” da parte delle lobby dei farmacisti, dei taxisti e di tutte le corporazioni e consorterie che hanno ingessato e messo sotto scacco la nazione! Siamo stanchi di assistere inermi all’atteggiamento irresponsabile dei grandi detentori di patrimoni che pur strafogando nella ricchezza, mettono veti sulla patrimoniale, sulle transazioni e speculazioni finanziarie. Stanchi di questa burocrazia labirintica e sempre da interpretare che fa gioco ai furbetti, ai corruttori e agli evasori – stanchi di leggi e decreti, promulgate e formulate ad hoc, con il solo scopo di affermare l’inedito sistema delle cose, di ribaltare l’ordine precostituito e di eludere ogni regola civile.
I cittadini sono “in braghe di tela” – col culo per terra – e pertanto, se di sacrifici si tratta, il governo Monti li chieda ai ricchi evasori, ai banchieri speculatori, ai ladri e corruttori e ai faccendieri, che per decenni, come vampiri, hanno succhiato il sangue alla parte più debole e più numerosa della società, oggi alla flebo.
Dobbiamo assolutamente delegare la guida del paese a persone comuni, ragionevoli e integerrime per evitare che il ricco ignorante al potere, emani leggi contro la cultura, che l’imprenditore legiferi contro l’ambiente, lo xenofobo contro il diverso, che il corruttore accusi i giudici di uso politico della giustizia, che l’erotomane candidi puttane al parlamento, il pervertito condoni le pene ai pedofili e che l’assassino, reintegri il delitto d’onore del codice Rocco, per motivi passionali.
Questi signori vanno messi di fronte alla realtà dei fatti contingenti, evitando, se è il caso, di declinare le loro responsabilità individuali su empiriche cospirazioni e complotti, messi in atto da un ipotetico “nuovo ordine mondiale”. In questo modo, non facciamo che il loro sporco gioco, esimendoli così da ogni oggettiva colpa e onere.
Oggi il destino del paese è nelle nostre mani e se non tiriamo fuori gli attributi, adesso, in questo momento, dimentichiamoci il significato di “futuro”.
Siamo noi oggi, deputati a dettare le regole e progettare il domani, delle generazioni a venire, ma a condizione di avere la capacità e il buon senso di rinunciare alle divisioni ideologiche e a quell’amor proprio che troppo spesso abbiamo anteposto alla verità delle cose.
Ci hanno sempre considerato e trattato alla stregua di bestie ammaestrate che ubbidiscono ad ogni ordine e subdolo desiderio del padrone, per evitare una punizione più gravosa e umiliante.
Questo succede perché siamo divisi, l’uno contro l’altro, in questa guerra fra poveri stupidi, contro altri stupidi che vorrebbero arricchirsi.
Dobbiamo spalancare le finestre ad un nuovo giorno e fare circolare l’aria, per cominciare a respirare le ragioni di un’esistenza più salubre, sotto ogni aspetto, dove ogni soggetto della comunità abbia pari diritto e tutela, e possa sperare in quella giusta dose di felicità e di sicurezza materiale per potere guardare al futuro con serenità e fiducia.
fonte: http://www.oltrelacoltre.com

mercoledì 29 agosto 2012

Grecia: rivolta popolare o ammutinamento civico.

DI JOE WEISENTHAL
businessinsider.com
Un trader greco ha espresso a Business Insider una valutazione sul triste stato d'animo che si sente oggi nel paese.

In questo momento, ho paura che ci sia molto poca visibilità per quanto riguarda gli sviluppi della politica nei prossimi mesi. Potremmo giocarcelo a testa o croce. 
Ad un certo punto, però, credo che raggiungeremo una specie di “Punto di svolta sociale” che sarà determinato dalla capacità delle famiglie greche e dalla società di sopportare misure di austerità ancora più pesanti, il continuo declino sempre più a picco dell'attività economica che ne consegue e la disoccupazione sempre crescente.
Il risultato potrebbe essere una ribellione sociale, un ammutinamento, forse anche civili e unainstabilità sia politica che parlamentare. Questo è il gioco che i neo-comunisti di Syriza hanno preparato durante l'ultimo anno e quello che tenteranno di mettere in atto, quando e dove sarà possibile. Purtroppo, non riesco a vedervi uno scenario con un “buon finale”, nelle attuali circostanze.
Ora, quando questo punto di non ritorno sarà raggiunto, nessuno lo sa. Potrebbe benissimo essere, che arrivi già solo tra pochi mesi. Non credo che ci sia qualcuno, all'interno o fuori della Grecia, che ancora, sinceramente e veramente, ritenga che il processo voluto dalla troika, di una  "svalutazione interna" potrà portare ad un esito socio-economico positivo. Questo per il semplice motivo che non sono mai state né previste né attuate delle efficaci misure di sviluppo economico di contro-bilanciamento e nemmeno gli incentivi sono mai stati presi in seria considerazione.

Mi dispiace non ho potuto presentare un quadro più ottimista o positivo e mi auguro che gli sviluppi presto dimostreranno che mi sto sbagliando.
Purtroppo, queste dichiarazioni non sembrano diverse da quelle che di recente ci ha fatto un altro corrispondente che ha confermato che la società è appesa ad una corda che si sta rompendo. Qualcun altro sta prendendo atto della prossima ondata di aumenti fiscali che potrebbero rompere la spina dorsale del paese.
Il governo di coalizione che è salito al potere questa estate è già una disillusione, tanto che si sta preparando la strada per dare una opportunità all'estrema sinistra di SYRIZA, per salire al potere senza una attesa troppo lunga.
Traduzione per www.ComeDonChisciotte.org a cura di ERNESTO CELESTINI

martedì 28 agosto 2012

Follia globale.



DI GUY MCPHERSON
countercurrents.org

Al giornalista Edward R. Murrow viene attribuita questa espressione: “Solo perché la tua voce raggiunge l' altra parte del mondo non vuol dire che sei più saggio di quando raggiunge solo la fine del bancone”. Murrow conosceva la potenza della televisione nel disinformare le masse. Questa strategia ha funzionato brillantemente su tutti i fronti, ma mai in modo pronunciato come nel caso del cambiamento climatico. Cercare “equilibrio” nella 'idiot box' significa presentare due facce per una questione unilaterale finché non è troppo tardi per affrontare la crisi.

È troppo tardi. Alla fine di giugno 2012 gli Stati Uniti avevano assistito ai 18 mesi più caldi mai registrati. I fenomeni estremi sono arrivati: “Quel tipo di caldo torrido che eravamo abituati a provare una volta ogni 20 anni adesso lo proveremo ogni due”.

Anche se il sole si raffredda, il record delle temperature massime supera quello delle temperature minime in rapporto 2 a 1 nell' ultimo decennio, invece del 1 a 1 previsto. Nel 2012 si è raggiunto il 9 a 1.

Anche scienziati del mainstrem, nei loro articoli scientifici, hanno finalmente notificato che l' acidificazione degli oceani minaccia le specie marine a basso rischio di estinzione. In un futuro molto prossimo le barriere coralline spariranno. Pensate alla miseria che abbiamo portato al mondo, mentre violentiamo, saccheggiamo e deprediamo i gloriosi doni del pianeta per fare qualche dollaro in più per comprare del cibo sciroppo di fruttosio che ci sta uccidendo e giocattoli che ci solleticano. I negazionisti prendano nota: “Solamente il recente riscaldamento dei primi 2300 piedi dell' oceano corrisponde all' energia sprigionata della detonazione per ogni secondo negli ultimi 40 anni di una bomba come quella lanciata su Hiroshima”. Questo “notevole riscaldamento può essere spiegato solo con l' emissione dei gas serra da parte dell' uomo”.

Secondo sensori elaborati, queste emissioni di gas serra sono responsabili dell' aumento di 1°C in New England dall' inizio della rivoluzione industriale (qua la rappresentazione grafica). Le piante rivelano una storia terribile, indicano che le temperature medie nella regione sono aumentate di 2.4 C durante lo stesso periodo. Se vi fidate delle piante più dei sensori umani, come faccio io, questa sola statistica è sufficiente ad indurre la disperazione.

Il caos climatico è solo una piccola parte della grande storia, sebbene sia tra i fenomeni pronti a causare la nostra estinzione nel giro di una sola generazione. Oltre a scatenare il caos climatico abbiamo dato il via alla Sesta Grande Estinzione, e ci crogioliamo per la sua accelerazione come un ulteriore segno di progresso. Inoltre continuiamo a sostenere la follia di una popolazione umana in continuo aumento su un pianeta sempre più sovrappopolato, surriscaldato e depauperato. Il degrado ambientale procede rapidamente mentre noi scambiamo il vivo suolo con smartphone, aria pulita con computer veloci, acqua potabile con televisori ad alta definizione, cibi sani con veleni industriali, la contentezza con l' ebbrezza, una decente comunità umana con campi di sterminio gerarchici, e la vita con la morte.

Nel frattempo, condanniamo chi dice la verità mentre cerchiamo di corrompere i governi per la leadership. In un impero di bugie la verità è un tradimento, così non protestiamo contro i governi che spiano e poi uccidono i loro cittadini. Le persone, in gran parte convinte di essere consumatori invece di cittadini, continuano a cercare una guida tramite la televisione e nutrimento da falsi cibi OGM, tutto mentre cercano la felicità nell' ebbrezza piuttosto che nell' introspezione.

Il mio cuore è vicino al punto di rottura. L' essere umano industrializzato ha distrutto ogni aspetto del pianeta, con tutta la gioia che ci si aspetterebbe da un maniaco omicida. Non pensiamo a quello che facciamo. Se si pensasse, non lo faremmo. O forse, guidati da una cultura di follia promossa dai nostri contemporanei, lo faremmo ugualmente.

Anch’io sono sicuramente colpevole. Allontanandomi dall' impero non vuol dire che abbia fatto abbastanza per mettere fine alla serie di omicidi di sistemi viventi meglio nota come civiltà industriale. Come ho scritto in precedenza, “Ho paura del cambiamento, ho paura di incassare i miei crediti. Ma ho paura anche di rimanere. Il pensiero di continuare a guardare, da solo, il mondo ferito mi fa crescere il terrore. Ho paura di perdere la generosità della natura, come se l'avessi in pugno. Ho paura di perdermi nel comfort”.

Ossessionato dalla meraviglia e dalla bellezza della natura e riconoscendo a pieno che i miei sforzi sono insufficienti, l'amarezza adombra la mia schiacciante e debilitante tristezza. Come posso essere (stato) così egocentrico? Quali danni irreparabili ho commesso?

Maledite il televisore, e poi sparategli. Non è molto, anzi, è troppo poco e troppo tardi. Ma è un inizio terapeutico per una rivoluzione necessaria.

Sento la natura scivolare via dalla mia portata mentre corriamo per distruggere ogni specie sulla terra. Senza una soluzione decente, la mia mente vaga fra tristezza e follia, fra realtà e la disperazione indotta dalla realtà stessa. Può uno scienziato morire di crepacuore?

Che strada percorrere.

Se il silenzio è la musica perfetta allora stiamo per avere il pianeta (musicalmente) perfetto. Ma dubito che saremo contenti del silenzio mentre scivoliamo uno per uno nell' abisso dell' incoscienza.

Guy McPherson Fonte: www.countercurrents.org Link: http://www.countercurrents.org/mcpherson170712.htm
17.07.2012

Traduzione a cura di REIO per www.comedonchisciotte.org

Bombe nucleari USA: in Italia destinazione Israele.


di Gianni Lannes

Non c’è freno all’orrore che dilania la Palestina. Dopo i cecchini addestrati a menomare i bambini sparando agli occhi,  dopo le bombe al fosforo, gli ordigni a grappolo e all’uranio impoverito,  Tsahal sperimenta una novità sulla pelle di un milione e mezzo di palestinesi rinchiusi nei lager di nuova generazione. Causano un’esplosione radioattiva di breve raggio. In teoria limitano i danni collaterali. L’acronimo è “Dime” (Dense Inert Metal explosive). E’ un involucro in fibra di carbonio imbottito con tungsteno, cobalto, nickel o acciaio. Queste bombe rilasciano micro-schegge che tranciano tessuti molli e tendini. I feriti sono così destinati a morte sicura, poiché le schegge impercettibili restano nel corpo, provocando il cancro. L’ atomica in miniatura - ideata e fabbricata negli Stati Uniti d’America - viene attualmente utilizzata a Gaza dall’esercito israeliano sui civili palestinesi. La notizia del giorno è disarmante. Una gola profonda rivela: “Le Dime sono stoccate in Italia, nella base di Camp Darby in provincia di Livorno”. Una conferma indiretta all’accordo militar-commerciale stipulato dal governo Berlusconi con lo Stato israeliano. Ovviamente, dietro la regia dello zio Sam. Si attende urgente smentita del primo ministro Monti Mario, con prove alla mano verificabili dall’opinione pubblica. In ogni caso l’Italia conferma la sua sovranità azzerata.

Le Monde - Come riporta il quotidiano francese del 13 gennaio 2009: «Due medici norvegesi presenti a Gaza affermano di “aver visto delle vittime provocate da un nuovo tipo di arma, le DIME”. Dei feriti di un tipo nuovo –adulti e bambini le cui gambe non sono altro che dei moncherini bruciati e sanguinolenti- sono stati mostrati in questi ultimi giorni dalle televisioni arabe che trasmettono da Gaza. Domenica 11 gennaio, sono stati due medici norvegesi, i soli occidentali presenti nell’ospedale della città, che ne hanno dato testimonianza. I dottori, Mads Jilbert e Erik Fosse, che intervengono nella regione da una ventina d’anni con l’Organizzazione non governativa norvegese Norwac, sono potuti uscire dal territorio della città con 15 feriti gravi, attraverso la frontiera con l’Egitto. Non senza alcuni ultimi ostacoli: “Tre giorni fa, il nostro convoglio, per di più condotto dal Comitato internazionale della Croce rossa, è dovuto tornare indietro prima di arrivare a Khan Younis, dove alcuni dei carri armati hanno sparato per stopparci”, hanno detto ai giornalisti presenti ad Al-Arish. Due giorni piu tardi, il convoglio è riuscito a passare ma i medici e l’ambasciatore norvegese venuto ad accoglierli, sono stati bloccati tutta la notte “per ragioni burocratiche” all’interno del terminal della frontiera di Rafah, semi-apertounicamente per alcune missioni mediche (…) “All’ospedale al-Shifa, di Gaza, non abbiamo visto delle bruciature al fosforo, né dei feriti da bombe a sottomunizioni (cluster bombs). Abbiamo visto ferite di cui abbiamo tutte le ragioni di pensare che siano state provocate da un nuovo tipo di arma, sperimentato da militari americani e conosciuta sotto l’acronimo DIME –(Dense Inert Metal Explosive)” hanno dichiarato i medici. Piccole bolle di carbone contenenti una lega di tungsteno, cobalto, nichel e ferro, queste armi hanno un enorme potere esplosivo, che si dissipa nell’arco di 10 metri. “A 2 metri il corpo è tagliato in due; a 8 le gambe sono tagliate, bruciate come da migliaia di punture d’ago. Non abbiamo visto i corpi scarnificati ma molti amputati. Ci sono stati casi simili nel Libano del sud nel 2006 e ne abbiamo visti a Gaza lo stesso anno, durante l’operazione “Pioggia d’estate”. Alcuni esperimenti su dei ratti hanno mostrato che le particelle che restano nel corpo sono cancerogene” hanno spiegato i medici (…) “i feriti non hanno nessuna traccia di metallo nel corpo, ma delle strane emorragie interne. Una materia brucia i loro vasi e provoca la morte senza che noi possiamo fare nulla”.  

Effetti mortali - «Siamo in contatto con medici che operano anche nella Striscia di Gaza, abbiamo visto immagini, già fatto studi approfonditi sulle armi utilizzate dagli israeliani in Libano nel 2006 e siamo arrivati alla conclusione che le ferite che vediamo oggi a Gaza sono identiche a quelle in Libano; e allora vennero utilizzate ‘Dime’ e fosforo bianco»: dichiara Paola Manduca, docente universitaria di genetica e rappresentante del ‘New weapons committee’ di Genova, un gruppo di accademici, ricercatori e studiosi di tutto il mondo che studia gli effetti degli ultimi ritrovati dell’industria bellica sugli individui e sulle popolazioni. «I Dime - confermala Manduca - sono un prodotto dell’industria americana di cui si conosce l’esistenza dal 2004 ma che teoricamente non dovrebbero essere in commercio se ci si attiene alle dichiarazioni ufficiali; in realtà il loro impiego nel 2006 da parte degli israeliani in Libano è stato accertato». La rappresentante del ‘New weapons committee’ spiega che i ‘Dime’ sono ordigni studiati per la guerra urbana e considerati dai loro ideatori ‘strumenti adeguati’ per ridurre i danni collaterali perché hanno una potenza controllabile e una forza distruttiva che in genere varia tra i cinque e i 10 metri. «I ‘Dime’ - continua la Manduca - contengono nano-particelle di materiale pesante che a seconda della foggia del contenitore vengono diffuse in maniera omogenea o secondo alcune particolari forme; i tanti casi di amputazione sono probabilmente dovuti a ‘Dime’ che rilasciano le particelle plasmandole come una lama che trancia di netto qualunque cosa trovi all’interno del suo raggio di azione; ecco perché tante persone, bambini e donne, vengono ritrovati con braccia e gambe amputate, ma senza nessun frammento nel resto del corpo; anche l’innesco può essere modificato in base alle necessità. Volendo paragonare i ‘Dime’ a qualcosa che ci è più familiare, provate a immaginare delle accette giganti lanciatevi contro a folle velocità». Sembra fantascienza, continua la docente genovese, ma sono armi reali che uccidono o lasciano con gravi disabilità chi viene colpito.

Il crollo nella povertà dell'America.



DI PAUL CRAIG ROBERTS
paulcraigroberts.org

Gli Stati Uniti sono crollati economicamente, socialmente, politicamente, giuridicamente, costituzionalmente e nel rispetto dell'ambiente. Il paese attuale non è nemmeno l’ombra del paese in cui sono nato. In questo articolo mi occuperò del collasso economico degli Stati Uniti. In quelli successivi, mi occuperò degli altri aspetti del collasso americano.

Dal punto di vista economico, l'America è caduta nella povertà.
Come dice Peter Edelman, "il lavoro a bassa paga è diventato pandemico". 

Oggi nella "libera e democratica" America, "l'unica superpotenza del mondo", un quarto della forza lavoro è impiegata in lavori che pagano meno di $ 22.000 annui, la soglia della povertà per una famiglia di quattro persone. Parte di queste persone mal retribuite sono giovani laureati, gravati da prestiti per gli studi, che condividono un appartamento con tre o quattro altri nella stessa situazione disperata. Altri sono genitori single con un problema medico o dei senzatetto che hanno perso il lavoro lontano da casa.

Altri potrebbero essere dei laureati ricercatori presso le università che insegnano come professori di sostegno per $ 10.000 l’anno o meno. L'istruzione è ancora pubblicizzata come la via d'uscita dalla povertà, ma sta sempre più diventando un percorso verso condizioni di indigenza [1] o all’arruolamento [2] nei servizi militari. 

Edelman, che studia questi problemi, riferisce che 20,5 milioni di americani hanno redditi inferiori ai 9.500 dollari l'anno, che rappresenta la metà di quanto viene definito povertà per una famiglia di tre persone. Ci sono sei milioni di americani il cui unico reddito è costituito da buoni pasto. Ciò significa che ci sono sei milioni di americani che vivono per strada o sotto i ponti o in casa di parenti o amici. I repubblicani dal cuore di pietra continuano ad inveire contro il welfare, ma Edelman dice che “il welfare in pratica è andato”.

A mio parere di economista, è da tempo che il tetto ufficiale di povertà non viene aggiornato. L’opinione che tre persone possano vivere con 19 mila dollari annui è inverosimile. Considerando i prezzi di affitto, elettricità, acqua, pane e fast food, una singola persona non può vivere negli Stati Uniti con ​​$ 6,333.33 l'anno. Forse, è possibile in Tailandia, fino al crollo del dollaro, ma non negli Stati Uniti.

Come hanno dimostrato empiricamente Dan Ariely (Duke University) e Mike Norton (Harvard University), il 40% della popolazione degli Stati Uniti, i meno abbienti, possiede lo 0,3%, vale a dire tre decimi di punto percentuale della ricchezza individuale degli Stati Uniti . Chi possiede l'altro 99,7%? Il 20% al top possiede l’84% della ricchezza del paese. Gli americani che fanno parte dei tre e quattro quinti rimanenti, essenzialmente gli americani della classe media, possiedono solo il 15,7% della ricchezza della nazione. Tale ineguale distribuzione del reddito non ha precedenti nel mondo economicamente sviluppato. Ai miei tempi, di fronte a tale disparità nella distribuzione del reddito e della ricchezza, una disparità che pone ovviamente un problema drammatico di politica economica, di stabilità politica e di gestione macroeconomica, i democratici avrebbe preteso dei correttivi, e i repubblicani pur riluttanti sarebbero stati d'accordo.

Ma non oggi. Entrambi i partiti politici si prostituiscono per denaro. I repubblicani ritengono che lo stato di sofferenza degli americani poveri non stia aiutando a sufficienza quelli ricchi. Paul Ryan e Mitt Romney si sono ripromessi di abolire ogni programma che risponde alle esigenze di coloro che i repubblicani sbeffeggiano come " inutili mangiapane".

Gli "inutili mangiapane" sono i lavoratori poveri e quella che prima era la classe media il cui lavoro è stato delocalizzato per far si che i dirigenti d’azienda potessero ricevere molti milioni di dollari quale premio e i loro azionisti potessero fare milioni di dollari sulle plusvalenze. Mentre una manciata di dirigenti se la spassano con yacht e conigliette di Playboy, decine di milioni di americani tirano avanti a stento.

Nella propaganda politica, gli "inutili mangiapane " non sono solo un peso per la società e per i ricchi. Sono sanguisughe che costringono gli onesti contribuenti a pagare per le loro molte ore di piacevole svago godendosi la vita, guardando gli eventi sportivi e pescando trote nei torrenti, mentre spingono in giro i loro averi nei carrelli dei supermercati o vendono il proprio corpo per il prossimo hamburger da MacDonald.

Oggi, la concentrazione di ricchezza e potere negli Stati Uniti è di gran lunga al di là di qualsiasi cosa i miei professori universitari di economica avrebbero potuto immaginare nel 1960. Nelle quattro delle migliori università del mondo che ho frequentato, l'opinione era che la concorrenza nel libero mercato avrebbe impedito le grandi disparità nella distribuzione del reddito e della ricchezza. Come ho potuto capire, questa convinzione è basata su una ideologia, non sulla realtà.

Il Congresso, sulla base di questa convinzione erronea della perfezione del libero mercato, ha liberalizzato l'economia degli Stati Uniti al fine di creare un mercato libero. La conseguenza immediata è consistita nel ricorrere a qualsiasi azione considerata in precedenza illegale per giungere a monopolizzare, commettere frodi finanziarie ed altro, distruggere la base produttiva dei redditi dei consumatori americani ed incanalare reddito e ricchezza a quell’un per cento.

Il "democratico" Clinton, come poi le amministrazioni Bush e Obama, si è fatto corrompere dall’ideologia del libero mercato. Col prostituirsi di Clinton a Big Money si sono sostanzialmente aboliti gli aiuti alle famiglie con figli a carico. Ma questa svendita degli americani in difficoltà non è stata sufficiente a soddisfare il Partito Repubblicano. Mitt Romney e Paul Ryan vogliono tagliare o abolire qualsiasi programma che ammortizza il problema della fame e dei senzatetto degli americani colpiti da povertà [3].

I repubblicani sostengono che l'unica ragione per cui gli americani sono in difficoltà è perché il governo usa i soldi dei contribuenti per mantenere coloro che non hanno voglia di lavorare. L’opinione dei repubblicani è che, mentre noi che lavoriamo duramente sacrifichiamo il nostro agio e il tempo libero con le nostre famiglie, la massa si gode il welfare che il denaro delle nostre tasse fornisce loro.

Questo visuale, da parte del top degli amministratori delegati che massimizzano il proprio reddito delocalizzando i posti di lavoro della classe media di milioni di cittadini, ha lasciato gli americani in condizioni di povertà e le città, le contee, gli stati e il governo federale senza una base imponibile, con conseguenti fallimenti a livello statale e locale e massicci deficit di bilancio a livello federale che minacciano il valore del dollaro e il suo ruolo come valuta di riserva.

La distruzione economica dell’America ha beneficiato i mega-ricchi con molti miliardi di dollari con cui godersi la vita ed i suoi costosi accessori ovunque è loro desiderio. Nel frattempo, lontano dalla riviera francese, la Sicurezza Nazionale sta rammucchiando sufficienti munizioni [4] per tenere sotto controllo gli americani spogliati dei loro averi. 

Paul Craig Roberts è stato Assistente Segretario del Tesoro per la politica economica e associate editor del Wall Street Journal. È stato editorialista di Business Week, Scripps Howard News Service, e Creators Syndicate. Ha avuto incarichi universitari. I suoi articoli su Internet hanno attirato un seguito in tutto il mondo.

Fonte: www.paulcraigroberts.org
Link: http://www.paulcraigroberts.org/2012/08/24/americas-descent-poverty-paul-craig-roberts/
24 agosto 2012


Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da OLDHUNTER

NOTE: 

[1] http://www.aljazeera.com/indepth/opinion/2012/08/2012820102749246453.html#.UDKflxS3DmM.facebook
[2] http://www.npr.org/2012/08/18/158505630/in-weak-economy-college-grads-surge-into-military
[3] http://www.alternet.org/election-2012/conservative-psyche-how-ordinary-people-come-embrace-paul-ryans-cruelty
[4] http://www.opednews.com/articles/Homeland-Security-s-Intent-by-Jack-Swint-120821-433.html

lunedì 27 agosto 2012

La Cina lancia una valuta globale Gold Standard.


Mark Brander, Domenica, 12 Agosto 2012 17:14

Non ci può essere alcun dubbio che il dollaro USA sarà presto storia.
La Cina sta rifondendo tutte le sue riserve auree in piccole barre di un chilo al fine di emettere una nuova valuta globale basata su oro.
Questo è sicuramente un elemento strategico della loro recente spinta a firmare nuovi accordi commerciali con la Russia, Giappone, Cile, Brasile, India e Iran.
Il gatto è ormai fuori del sacco, gli Stati Uniti saranno additati come ‘barboni’ dalle nazioni più commerciali del mondo e il dollaro andrà in fiamme. GATA ora stima che l’80% dell’oro che gli investitori credono di avere nei conti assegnati se ne è andato da lungo tempo, la maggior parte probabilmente finita in Cina.
Ecco, un estratto da Jim Willie ‘Hat Trick Letter’ articolo Jims recente inizia con “… Molti sono gli eventi, segnali e indizi rivelatori di un vero e proprio fallimento effettivo sistemico in corso.”
Fino agli ultimi mesi, tale battuta è stata respinta dai soldati nell’arena finanziaria.
Ma ultimamente, non possono respingere l’assalto di elementi di prova, una autentica pletora di sintomi orribili di condizioni andate terribilmente storte e soluzioni nel migliore dei casi andati male e nel peggiore dei casi mai capite, in primo luogo.

La Cina rimaneggia LINGOTTI D’ORO


La Cina ha lungo un piano ambizioso per rifusione su larga scala di lingotti d’oro di grandi dimensioni in più piccole barre da 1 kg .
Un grande evento che si sta preparando a perturbare il commercio mondiale e sicuramente il sistema bancario globale. Il grande progetto cinese di rifusione dell’oro punta alla preparazione dell’insediamento di un nuovo sistema commerciale.
Nel processo devono essere costruite le basi per un eventuale nuovo sistema monetario basato sull’oro che supporti i pagamenti commerciali. Inizialmente utilizzato per il commercio, e che verrà successivamente utilizzato nel settore bancario. I Bond degli Stati Uniti saranno accantonati. Considerate il progetto cinese come preliminare ad un collasso del debito basato su sistema del dollaro statunitense.
I cinesi stanno rimuovendo migliaia di tonnellate di lingotti d’oro da Londra, New York, e dalla Svizzera.
Intendono rifondere le barre, non più a sopportare i pesi in once, ma piuttosto in chilogrammi. Le barre più grandi in buona consegna vengono ridotte in barre da 1 kg e custoditi in Cina.
Non è chiaro se il progetto di rifusione è stato fatto interamente in Cina, poiché qualche indicazione è arrivata che le fonderie svizzere potrebbero essere coinvolte, poiché hanno tanta esperienza e capacità.
La storia della rifusione a Londra è confermata dalla mia migliore fonte. Sembra palesemente chiaro che i cinesi si stanno preparando per un nuovo sistema di regolamento degli scambi, in concomitanza con un nuovo sistema bancario a riserva.
Si potrebbe fare una parte considerevole delle nuove barre da 1 kg disponibili per gli investitori al dettaglio e persone facoltose in Cina. Essi eliminano il tossico basato sugli USA Treasury Bond per il settore bancario.Due messaggi sono inequivocabili. Un ribaltone viene dato al sistema occidentale e britannico di libbre e once e altre misure ton queer.
Ma forse qualcosa di più grande è coinvolto. Forse una indagine formale su barre di tungsteno truccate è stata condotta in modo nascosto. All’inizio del 2010, la questione delle barre di tungsteno truccate divenne una grande storia, ovviamente mantenuta hush hush.
Le tracce provenivano da Fort Knox, in particolare si basavano su un furto nel suo inventario. Poi la pista passava attraverso Panama e si estendeva ad altre vie note ai contrabbandieri, come pure al commercio perverso di polvere bianca conosciuta sulla strada come Horse & Blow, o Boy & Girl.



Falliti e servi allo sbaraglio.

DI EUGENIO ORSO
pauperclass.myblog.it

Non sono affatto sicuro che Beppe Grillo dice bene, cogliendo la sostanza delle cose, quando si rivolge alla mignatta neoliberale Bersani – apostata del comunismo e capofila politico dei servitori delle Aristocrazie finanziarie nella penisola – in questi esatti termini: «Si rassicuri, lei non è un fascista. E’ solo un fallito. Lo è lei insieme a tutti i politici incompetenti e talvolta ladri che hanno fatto carne da porco dell’Italia e che ora pretendono di darci anche lezioni di democrazia. Per rimanere a galla farete qualunque cosa. A Reggio Emilia si celebra Pio La Torre mentre si tratta con l’Udc di Cuffaro. Amen.»

Non credo che Bersani, con molte altre marionette al servizio del neocapitalismo finanziario, nell’agone politico nazionale, sia da considerarsi soltanto un fallito, e quindi un incapace e un incompetente, frutto di una “selezione inversa” e del depotenziamento della politica in uno stato sempre meno sovrano, perché i padroni globali della classe dominante, che lo tengono saldamente al guinzaglio, non sono disposti a tollerare troppo a lungo, oltre un certo limite, l’incompetenza, l’incapacità, il fallimento, che potrebbero improvvisamente ritorcersi contro di loro e i loro interessi.

Un fallito incapace non è certo il miglior servo, tenendo conto che per le sue “caratteristiche” potrebbe fare dei danni rilevanti anche al padrone, e per giunta, come ben sappiamo, la classe dominate globale è in grado di sostituire i suoi servitori, e fra questi i politici nazionali liberaldemocratici nei paesi sottomessi, senza eccessive difficoltà, quando arriva il momento buono, come è accaduto nel novembre dello scorso anno con Silvio Berlusconi, alla guida del governo.

Senza dubbio il capoccia pidiino Bersani, assieme a molti altri esponenti della sua camarilla politica (e delle camarille apparentemente avverse), ha contribuito a fare “carne di porco” del paese e degli italiani, come afferma Grillo, ma non per mera incapacità, per sconcertante approssimazione, per pressappochismo innato, per pura necessità di sopravvivenza della burocrazia politica (e della sinistra degenerata) che il suddetto rappresenta.

Venendo al dunque, per quanto mi riguarda Bersani potrà essere tutto – un apostata, un imbroglione, un mentitore, un servo dei grandi poteri, addirittura un “ommemmerda”, in compagnia di tanti altri capi e capetti della sinistra neoliberista postcomunista – ma non proprio e non esattamente un fallito incapace, come sembra sostenere con forza l’arrabbiato Beppe Grillo, il quale probabilmente si illude di “sparare sulla Croce Rossa”, o sugli zombie caracollanti, come nei noti filmetti americani del genere.

Considerando che il destino dell’Italia è interamente nelle mani delle Aristocrazie finanziarie occidentali, e che la politica minore liberaldemocratica non ha più alcun potere decisionale effettivo sulle materie che contano (dalla moneta all’istruzione pubblica e alla sanità), Bersani, da bravo e fedele lacchè, sta soltanto eseguendo gli ordini esterni che gli piovono dall’altrove e dall’alto, assumendo comportamenti politici conformi al ruolo che d’autorità è stato assegnato ai leader di partito, a lui e naturalmente agli altri compari nella sua stessa condizione “servile”, senza distinzione alcuna di schieramento parlamentare: dagli Alfano in Berlusconi ai Casini in Caltagirone.

Si illude forse il buon Beppe che questi avversari visibili sul tormentato terreno politico nazionale, “hot line” e livello più basso della catena di comando globalista, crolleranno di schianto quando e se ci saranno le politiche, e si apriranno le porte per un cambiamento “democratico” che rispetti la (sempre più fantomatica) volontà popolare, ma probabilmente così non sarà, perché la regia è esterna e sapiente, la legge elettorale si lascia scrivere, per togliere seggi alle liste di Grillo e darli ai servitori delle Aristocrazie globali, per predeterminare gli eletti e le maggioranze future fedeli alla “linea Monti”, e cioè quelle preconizzate, non a caso, anche dal tristo Napolitano.

In poche parole, se si resta all’interno del sistema, come ha fatto il buon Beppe, accettando le sue regole e partecipando ai suoi riti (in tal caso elettorali), si è già sconfitti in partenza e ci si può pure illudere, illudendo nel contempo milioni di italiani in supposta buona fede, di aver a che fare con ridicoli zombi della politica, con cadaveri che attendono sepoltura, con falliti congeniti, con meri incapaci, facili da sconfiggere e da mettere da parte.

A Bersani è stato assegnato il compito di ingannare gli italiani – assolto finora abbastanza bene dalla sinistra di sistema e da lui stesso – di votare le controriforme del lavoro e del pubblico impiego senza creare problemi a Monti (manomissione dell’articolo 18 e Spending review di tagli a tutto al settore pubblico), riuscendo, però, attraverso funambolismi e menzogne, a trattenere il grosso del consenso dei lavoratori dipendenti e degli statali, e di costruire alleanze politiche, con annessi cartelli elettorali, aderenti ai diktat programmatici euroglobalisti, in continuità con l’attuale governo del Quisling Monti, questo perché è il merdosissimo Pd (e mi si perdoni, una volta tanto, per l’elegante espressione) che dovrà vincere le prossime politiche, con o senza i pur utili compari centristi dell’Udc di Casini/ Cuffaro.

Bersani, esattamente come fanno i suoi pari grado Alfano e Casini, ascolta la “Voce del Padrone”, interpreta i desideri e la volontà della potente Aristocrazia finanziaria, e agisce di conseguenza, commettendo certo qualche errore (errare è umano anche per lacchè e servitori), fino ad ora, però, mai irreparabile, ma, in non pochi casi, raggiungendo comunque gli obiettivi assegnati e salvando così il suo posteriore di servo.

Infatti, finora sono passate senza scossoni sociali rilevanti tutte le misure di Monti, anche quelle che incideranno nella carne viva dei lavoratori pubblici e privati, grazie all’opera del Pd di Bersani, integrata dall’azione della CGIL della Camusso.

A ben vedere, quello che il Padrone ha assegnato a Bersani, e a tutto il suo “pool” di rinnegati sinistroidi, non è un compito facile, e non è certo un compito che può essere assolto da un fallito-incapace, da un totale incompetente nelle (raffinate) arti dell’imbroglio delle masse e della menzogna politica, per le quali Bersani e la nomenklatura burocratico-partitica pidiina sono molti versati.

Si tratta di simulare un blocco sociale rappresentato ed uno straccio di programma politico puntualmente disatteso, in occasione delle prossime elezioni per il parlamento, di trattenere il voto di coloro che sono i più colpiti dalle controriforme montiane – lavoratori dipendenti pubblici e privati, pensionati, precari, eccetera – che, fra l’altro, dovrebbero costituire il grosso della base elettorale di Bersani e del Pd, continuando, però, fino all’ultimo a sostenere con il voto parlamentare il massacro sociale operato da Monti, ben sapendo che una volta al governo si continuerà sulla stessa linea, e le politiche adottate non potranno che essere quelle euroglobaliste imposte dall’esterno.

Ci vuole “mestiere” – oltre che una buona dose di cinismo, di malafede e un’assoluta assenza di Etica – per ottenere simili risultati, altro che “falliti”, cadaveri o zombie!

Certo che per fare cose del genere ci vuole anche una certa dose di incoscienza, e naturalmente un robusta dose di fiducia nella tenuta sistemica complessiva, perché sono proprio i servi come Bersani che “ci mettono la faccia”, che si espongono in prima persona massacrando la popolazione – non le Aristocrazie globali, che li manovrano standosene comodamente nell’”empireo cielo” neocapitalistico! – e se qualcosa andrà male, veramente male (rivolte di massa, insurrezioni distruttive, paese fuori controllo sull’orlo della frantumazione) con buona probabilità saranno loro, per primi, a pagarne personalmente le conseguenze.

Bersani questo lo sa, o almeno riesce ad intuirlo, e ne ha dato dimostrazione nelle sue passate dichiarazioni, riconoscendo il pericolo che corre assieme ai suoi pari-grado: con il solito linguaggio colorito e approssimativo, il pericolo dei “cazzotti” per tutti, politici (cioè lui stesso) e tecnici (ossia la squadra di Monti, venduta dai media come quintessenza “tecnica”). Ma Bersani sa anche che questo esito è abbastanza improbabile, almeno nel breve-medio periodo, perché gli strumenti di dominazione neocapitalistici hanno agito in profondità, nell’arco di oltre un ventennio, flessibilizzando e rendendo imbecille una buona parte della popolazione.

Lo stesso berlusconismo è servito allo scopo, quale forma italica, peculiare, di idotizzazione della popolazione, della quale ha beneficiato – oltre che Berlusconi per un certo periodo – il sistema nel suo complesso (se ne vedranno ancora per un po’ i frutti venefici) e lo stesso Bersani, con tutto il Pd.

Per questo motivo, reazioni di massa, decise e violente, destabilizzanti, insurrezionali o addirittura rivoluzionarie, sono molto improbabili, e ciò mette relativamente al sicuro i servi politici delle Aristocrazie globali dominanti come Pier Luigi Bersani, il suo compagno di partito Napolitano e il “capo-tecnico” imposto al paese, Mario Monti.

Tutto questo il buon Beppe Grillo dovrebbe capirlo, e quindi dovrebbe sapere che non ha a che fare con pittoreschi zombi, o poveri falliti, ma con professionisti dell’inganno, della menzogna, del nascondimento della realtà al servizio del Nuovo Capitalismo finanziarizzato. Ma mi viene il sospetto (fondato?) che Beppe Grillo, il quale scrive i suoi post e le sue dichiarazioni “ufficiali” in stretta collaborazione con l’inseparabile Gianroberto Casaleggio, facitore del celebre blog, queste cose le sa fin troppo bene (sia lui sia l’informatico-politico Casaleggio) e se le scrive lo fa unicamente per raggiungere obiettivi politici e di consenso.

Per quanto riguarda l’accusa di “fascismo”, che rimpalla da una sponda all’altra nella polemica Grillo-Bersani, faccio presente che tale accusa ha delle finalità ben precise, simili alle accuse di “comunismo”, di “antisemitismo”, di “populismo”, e via elencando.

Si tratta di accuse infamanti che ovviamente, nella grandissima parte dei casi, non hanno fondamento, ma data la demonizzazione neoliberale e democratica di tutto ciò che non è sistema neocapitalistico e pensiero unico, servono per delegittimare l’interlocutore impedendogli di partecipare al dibattito, un dibattito che deve sempre essere, all’interno del sistema, “politicamente corretto” ed esclusivamente fra veri “democratici”.

Quindi Bersani come del resto afferma lo stesso Grillo, non è certo fascista, così come non è (e ancor di meno, se possibile) comunista, o populista (leggi dalla parte del popolo), o addirittura antisemita (leggi critico nei confronti dello stato d’Israele).

In conclusione, contraddicendo un po’ Beppe Grillo che attacca il segretario del Pd puntello di Monti, Pier Luigi Bersani, oltre a non essere fascista (né comunista, né populista, né antieuro) non è un fallito, perché altrimenti i globalisti lo avrebbero già eliminato dalla scena, e non è un incompetente, nel suo ruolo di servo della nuova classe dominante global-finanziaria, perché fino ad ora ha assolto in modo abbastanza accettabile (senza infamia e senza lode) i suoi compiti principali, che sono quelli di supportare le controriforme di Monti in parlamento, rendere applicabile il programma trasmesso l’altro anno dalla BCE e mentire al popolo italiano, imbrogliandolo.

Il premio del Padroni per il fedele servitore politico Bersani?

In futuro, forse, la presidenza del consiglio dei ministri, con buona pace per il buon Beppe Grillo.



Eugenio Orso
Fonte: http://pauperclass.myblog.it/
Link: http://pauperclass.myblog.it/archive/2012/08/27/falliti-e-servi-allo-sbaraglio-di-eugenio-orso.html

I responsabili dietro il dramma siriano.


di Olga Chetverikova
E’ diventato chiaro, recentemente, che il vecchio progetto occidentale per la Siria – la conversione di Aleppo nella Bengasi del paese, un punto di appoggio per una travolgente offensiva contro le forze governative – sia stato sventato in modo irreversibile.
Dopo aver modificato la loro tattica, i curatori del processo, che telecomandano l’opposizione siriana da Parigi, Tel Aviv, Londra e Washington, sono passati a una combinazione di:
1) pressione costante con lo scopo di spingere la Siria ulteriormente nel caos con attentati terroristici, sovversione, campagne di disinformazione e alimentando ancor più conflitti estremamente settari,
2) compiendo passi seri verso un palese intervento che verrebbe avviato dalla NATO e da un gruppo di suoi vassalli arabi.
Il punto, al momento, è che la Siria scivola in un incubo senza una fine in vista, che forse si concluderebbe con un episodio scioccante, come il sequestro dei depositi di armi chimiche siriane da parte delle marionette terroriste internazionali, per aggiungere il tocco finale al quadro, che alla fine dovrebbe fornire una giustificazione credibile per la repressione militare internazionale del regime di Assad.

Il ministro degli esteri britannico William Hague ha inviato il messaggio il 5 agosto, in risposta ai militanti siriani che avevano preso in ostaggio 48 iraniani, tra cui donne e bambini, secondo cui il paese sta sprofondando in un conflitto settario e che le motivazioni che guidano i gruppi di opposizione, in tutto lo spettro, sono dovute soprattutto alle loro rivalità etniche e religiose. “Potrebbe essere solo, con l’ulteriore collasso dell’autorità del regime, che si avrebbe uno spargimento di sangue su scala ancora più grande…”, ha detto Hague. Nel linguaggio della politica occidentale, trasmettere previsioni allarmistiche è una forma tradizionale per rendere pubblico il vero piano. “In assenza di una soluzione pacifica, intensificheremo il nostro sostegno all’opposizione, continuando a fornire aiuti umanitari e continuando a intensificare il nostro lavoro per isolare il regime di Assad, le sue finanze e i suoi membri, rendendogli la vita la più difficile possibile”, ha promesso il capo della diplomazia britannica [1].

Illustrazioni vivaci delle attuali tecnologie anti-Assad, spuntano sui media occidentali.
Il 5 agosto, The Sunday Times ha pubblicato un articolo del fotoreporter britannico John Cantley sulla sua prigionia nelle mani dei militanti siriani: nelle sue parole, questi erano un gruppo di jihadisti internazionali che contano nei ranghi persone provenienti da Pakistan, Bangladesh, Gran Bretagna, e Cecenia e, stranamente, nessun siriano [2]. Non eludeva, Cantley, che 12 dei 30 membri del gruppo parlassero un fluente inglese, e 9 di loro parlassero con un distinto accento londinese. Il Foreign Office della Gran Bretagna, ha timidamente spiegato nella relazione che la situazione della sicurezza in Siria richiede un’energica azione internazionale.

Allo stesso tempo, The Daily Mail ha pubblicato un documento che indicava che la Gran Bretagna forniva telefoni satellitari avanzati ai militanti siriani. I portatili sono normalmente utilizzati dalle forze speciali britanniche e, secondo il giornale, “l’offerta di addestramento e delle attrezzature all’opposizione, significa che le forze speciali britanniche starebbero operando in Siria”. Ampliando opportunamente il punto di vista politico, The Daily Mail ha detto che “La fornitura di portatili di ultima generazione fa parte della missione del ministero degli esteri, per fondere le milizie in una coalizione in grado di governare il paese” [3]
I media statunitensi, egualmente riversano informazioni curiose su come gli aiuti alimentano gli insorti in Siria. Fino ad oggi, le forniture di armi all’opposizione siriana non sono state ufficialmente autorizzate dagli Stati Uniti, ma vengono elargite dagli alleati degli Stati Uniti – Turchia, Arabia Saudita e Qatar – si tratta di un segreto di Pulcinella. Seth Jones, uno scienziato politico della Rand Corporation ed ex consulente presso il Comando Operazioni Speciali degli Stati Uniti, ha scritto in un recente numero del Wall Street Journal che “al-Qaida in Siria (che spesso opera come “Fronte al-Nusra del Popolo del Levante”) utilizza i trafficanti – alcuni ideologicamente allineati, alcuni motivati dal denaro – per garantirsi rotte dalla Turchia e dall’Iraq per i combattenti stranieri, molti dei quali provengono dal Medio Oriente e dal Nord Africa … Al-Qaida in Iraq, guidata da Abu Bakr al-Baghdadi, ha apparentemente inviato armi leggere – tra cui fucili, mitragliatrici leggere, lanciagranate a razzi – al suo contingente in Siria. Ha anche inviato esperti di esplosivi per aiutare il contingente siriano a fabbricare bombe, oltre a combattenti per aumentarne le fila”.
Il “triangolo della morte” che comprende Turchia, Arabia Saudita e Qatar, gioca la partita in Siria in stretto coordinamento con la CIA. I ruoli chiave nel concerto sono dati a Hamad bin Jassim bin Jaber bin Muhammad al-Thani, premier e ministro degli esteri del Qatar, e al membro della Casa dei Saud, Bandar bin Sultan, segretario generale del Consiglio di sicurezza nazionale dell’Arabia Saudita e capo dell’agenzia di intelligence. In realtà, il principe Bandar, ambasciatore negli Stati Uniti nel 1983-2005, di conseguenza ben collegato con Washington, è al tempo stesso una figura centrale nella dirigenza saudita e uomo dalla reputazione di straniero di maggiore influenza negli Stati Uniti. E’ noto per aver versato denaro ai contras del Nicaragua, ai gruppi mercenari in Afghanistan, Bosnia, Libia e Cecenia, ed il suo attuale supporto ai terroristi siriani si presenta come una logica continuazione delle sue attività. Sono alti i sospetti secondo cui Bandar sia stato determinante nell’organizzazione dell’attentato terroristico che è costato la vita a quattro alti funzionari siriani, a Damasco, [4] lo scorso mese.
Mentre l’Arabia Saudita e il Qatar, almeno nominalmente, tendono a rimanere nell’ombra, la Turchia ha scelto la parte più sporca del lavoro contro la Siria, fornendo assistenza in modo definitivo alla campagna anti-Assad, ospitando i campi dei militanti siriani, e mantenendo il loro centro di comando a Adana, a circa 100 km dal confine con la Siria. La lista dei regali turchi all’esercito libero siriano non si limita alle armi da fuoco ma, secondo l’NBC News, comprende anche un gruppo di 20 sistemi antiaerei portatili. Un’istruzione scritta dal presidente degli Stati Uniti sembra aver posto il centro di Adana, situato in prossimità della base aerea di Incirlik, sotto la supervisione della CIA [5]. Le infusioni finanziarie all’opposizione siriana, nel periodo di crisi, avrebbero, si stima, superato la boa dei 100 milioni di dollari, anche se la frazione dell’importo, quello dichiarato, arriva a un modesto assegno da 25 milioni di dollari [6].
A partire da questo agosto, la CIA e altre agenzie statunitensi hanno l’autorizzazione del presidente per impegnarsi con l’esercito libero siriano, con l’obiettivo di scacciare Assad; il che significa che le operazioni sono pienamente legittimate. Alla fine di luglio, il governo degli Stati Uniti ha istituito il Gruppo di sostegno siriano (SSG), a cui il Dipartimento del Tesoro ha prontamente rilasciato una licenza per alimentare l’opposizione siriana, sostenendone le informazioni e la logistica e offrendole una gamma di ulteriori e altrimenti illeciti, servizi. Le proporzioni del pacchetto finanziario assegnato al piano sono riservate fino a questo momento, ma il SSG ha già nominato nove commissioni dell’esercito libero siriano, a cui fornire il denaro per le acquisizioni e per pagare il personale.
Capo dell’ONG Centro per la Giustizia e la Responsabilità (CJA), Mohammad Abdallah, un ex portavoce dell’opposizione siriana, ha elogiato le misure di sopra come modo per aumentare la pressione su Assad, e Sayers Brian, un funzionario in pensione della NATO, che ha contribuito con un lobbying significativo alla creazione del SSG, ha spiegato che gli accordi contribuirebbero ad accrescere l’efficienza delle forniture di armi alla Siria, in confronto a quello che era stato raggiunto da Qatar e Arabia Saudita. Ha ammesso che la contabilizzazione della destinazione finale di ogni centesimo del denaro speso sarebbe problematico, ma ha espresso la speranza che l’esercito libero siriano non invii finanziamenti a gruppi marginali.
E’ evidente, nel momento in cui l’opposizione armata siriana si disintegra in un numero sempre crescente di formazioni semi-autonome, che le sue fazioni wahhabite, aperte al jihadismo, stiano guadagnando peso. L’esercito libero siriano, in gran parte gestito da disertori dalle forze del governo, è già bloccato in una disputa violenta con il Consiglio nazionale siriano, un gruppo di dissidenti siriani, a lungo in esilio dal loro paese d’origine. L’esercito si è allineato con l’SSG, come fronte politico, e sembra aver strappato benefici finanziari dal suo salto della quaglia. La dinamica, invece, ha lasciato gli sponsor arabi della campagna divisi, mentre il SSG è sostenuto dall’Arabia Saudita e il Consiglio nazionale siriano vive delle donazioni del Qatar. Nel frattempo, il ramo in Siria dei pervasivi Fratelli Musulmani si tiene fuori da entrambi ed è in procinto di scatenare propri gruppi armati nel paese.
La moltiplicazione dei marchi militanti in Siria, serve a rafforzare l’impressione che il paese sia sopraffatto e, di conseguenza, rendere più facile all’Occidente vendere ciò che sta accadendo come una vera e propria guerra civile. Il tempo sta per chiamare le cose con il loro nome, e per smascherare coloro che ispirano lo spargimento di sangue siriano, mentre la nazione sta cercando di sopravvivere allo scontro con il male globale.
Olga Chetverikova
Strategic Culture Foundation


*nella foto bambini assassinati da mercenari appartenenti alle "truppe dei ribelli".

domenica 26 agosto 2012

Mr. sOROs.




Di solito quando è George Soros a fare qualcosa, si può star certi che non l'abbia fatta per caso.

Un uomo capace di mettere in ginocchio intere economie nazionali con una potenza di fuoco finanziaria paragonabile alle vecchie cannoniere dell'Impero coloniale Inglese, George Soros è l'icona del turbocapitalismo moderno.

E cosa sta facendo questo istrionico personaggio della finanzia mondiale?

Vende azioni e compra oro.

Non spiccioli. Non piccole pepite comprate al mercato al dettaglio dei cercatori d'oro nei fiumi inquinati del Nord America. Ma grosse, ingenti, quantità d'oro.

Perchè lo fa?

Dovremmo entrare un attimo nella sua testa per saperlo veramente, nella sua e in quella di tutti gli altri rampolli della finanza che in questi mesi hanno fatto schizzare il prezzo dell'oro in alto così come non succedeva da tempo.


Tutti, anche i più ignoranti di economia & finanza, sappiamo che l'oro è un bene rifugio. L'oro è la ricchezza per eccellenza, è il metallo prezioso su cui un tempo era basata l'emissione monetaria, è il metallo il cui luccichio mette al riparo da qualsiasi (o quasi) fluttuazione del mercato, esplosione di bolle, fallimento, inflazione, stagnazione, depressione. Se crolla tutto, quel che resta è l'oro.

Possedere oro nel momento giusto può equivalere a importanti profitti. Nei cinque anni dopo la crisi del 1929, il valore d'acquisto degli investimenti in oro si moltiplicò di 17 volte. Negli anni '70, di 15 volte.
Fino al momento attuale del trend positivo dell'oro, e in una situazione economica che sembra essere ostile quanto quella degli anni '30 e '70, il prezzo dell'oro si è moltiplicato per 3, lasciando intendere che ci sono ancora ottime potenzialità di crescita.
Ecco perchè.

Soros sa bene che in questa fase di crisi economica che rischia di acuirsi e aggravarsi sempre più, comprare grandi quantitativi di oro oggi, può significare grandissimi guadagni domani e mettersi al riparo da perdite considerevoli.

Ma chi compra oro nei periodi di crisi si mette anche al riparo dai fallimenti. E Soros non a caso ha venduto oltre un milione di titoli di imprese finanziarie e bancarie, fra i quali titoli di Citigroup (420.000 azioni), JPMorgan (701.400 azioni), e Goldman Sachs (120.000 azioni). Per un controvalore totale di quasi 50.000.000 di dollari USA (USD).  Comprando poi 884.000 azioni (130 milioni di dollari) in oro (fonte: Stampa Libera). Ma Soros non è il solo. Perchè nell'ultimo mese i piccoli investitori hanno ritirato 10 mld di dollari dai fondi azionari.

Ma anche pesci grossi come John Paulson comprano oro a tutto spiano (portando il fondo della sua società al 44% in lingotti d'oro!). Oltre a scommettere alla luce del sole sulla caduta dell'euro (qui).

E cosa dire delle Banche Centrali?
Stando al World Gold Council, la quantità di oro acquistato dalle Banche Centrali mondiali è cresciuta in modo esponenziale nel secondo quadrimestre del 2012. Le 157,5 tonnellate metriche di oro acquistate dalle banche centrali nell’ultimo quadrimestre rappresentano un aumento del 62,9% sul primo quadrimestre 2012, ed un aumento del 137,9% sul secondo quadrimestre del 2011, cioè sul quadrimestre corrispondente a un anno fa.
Prima del 2009, le banche centrali mondiali sono state venditrici di oro per almeno un ventennio. La situazione si è completamente ribaltata, e nell’ultimo quadrimestre le banche centrali hanno ammassato oro in quantità mai viste prima…
Con un valore di 157,5 tonnellate metriche, l’acquisto di oro da parte delle banche centrali ha raggiunto livelli massimi da quando – nel secondo quadrimestre del 2009 – sono diventate grosse acquirenti del prezioso metallo ‘al netto’ di tutte le transazioni. Dati presentati nel resoconto quadrimestrale dell’organizzazione, su Gold Demand Trends”.

Ecco cosa riferisce Soros al News Week: “Non sono qui per tirarvi su il morale. La situazione è la più seria e difficile che abbia sperimentato nella mia vita. Stiamo andando incontro ad un periodo estremamente difficile, paragonabile per molti versi agli anni ’30, quelli della Grande Depressione. Nel mondo sviluppato ci attende una colossale ‘riduzione delle spese’ che minaccia di portarci ad un decennio, o più, di stagnazione (se non qualcosa di peggio). Lo scenario migliore sarebbe un periodo di deflazione, lo scenario peggiore… un crollo del sistema finanziario».Sembra quindi che abbia investito i propri soldi in vista di questa tempesta. Ma ancora più allarmante è cosa farà seguito al crollo finanziario, secondo Soros… «Al montare della rabbia, saranno inevitabili le rivolte per le strade dell’America. E quasi maliziosamente ripete: ‘Sì, sì, sì’, la reazione alle rivolte potrà essere più violenta delle rivolte stesse. Le rivolte saranno usate come scusa per ‘reprimere’ e per mantenere l’ordine e la legalità, anche usando armi pesanti. Cosa che, spinta all’estremo, potrebbe condurre ad un sistema politico repressivo e ad una società nella quale la libertà individuale sia molto più ristretta; fino all’estrema conseguenza che ci porterà a rompere con la tradizione degli Stati Uniti d’America”.

Rabbia, rivolte, repressione.

Dobbiamo fidarci di quello che dice Soros? Stando a quanto riferisce (qui) l'ex Generale in pensione Jerry Curry (USA), la Social Security Administration (SSA) pare abbia acquistato 174.000 proiettili a punta cava (i più letali). Ma non solo. A quanto riferito sia dal Generale in pensione, sia da altre fonti (qui e qui), il Dipartimento della Homeland Secuirty (DHS) ha acquistato la bellezza di 750 mln di proiettili di vario genere, tra cui 357 magnum capaci di perforare i muri.
A cosa si preparano? Alla Guerra Civile come riferiscono le fonti citate? Se fosse così ci sarebbe da preoccuparsi e non poco.

La tempesta perfetta finanziaria che sta per abbattersi sul capitalismo mondiale partirebbe da cosa? Nel 2008 furono i mutui sub-prime e il crollo del ciclope Lehman Brothers a scatenare lo tsunami finanziario. Oggi potrebbe essere la caduta dell'Eurozona?

Aldilà di qualsiasi considerazione sulla questione, è chiaro che ci si sta preparando a qualcosa di grosso, di molto grosso e i movimenti fatti sull'oro sono solo un segnale. Molti si aspettano un crollo e si preparano a questo. Anche le Agenzie Governative americane lo fanno, ma non investono in oro, bensì in un altro metallo: il piombo. E' evidente che in caso di crollo finanziario generale, di fallimenti a catena, di esplosione di rivolte e violenza, non c'è che una strada da perseguire per il potere, a meno di essere messo seriamente in discussione: la repressione.

Notizie negli Stati Uniti parlano anche dei campi per gli sfollati della FEMA. Ne parla dettagliatamente e con dovizia di fonti e particolari un articolo di inizio anno pubblicato da Informare X Resistere (qui).
Dunque qualcosa bolle in pentola.

Sono anni che sono convinto che la crisi economica che investe il capitalismo sia di natura più drammatica e profonda di quella che sconquassò il mondo nel 1930 e spinse l'umanità nel baratro della Guerra Mondiale. Sono anche sempre più convinto che la risposta del potere alla reazione popolare allo sfacelo che sta per arrivare, sarà di natura dittatoriale (da quando ho aperto il blog l'ho affermato in più occasioni: qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui e qui). Una svolta dittatoriale a livello globale (come negli anni 20 e 30) che rischia di far scivolare il mondo in un'altra conflagrazione mondiale.

I segnali sono davvero inquietanti e quello che ci aspetta potrebbe essere davvero duro. Nell'indifferenza ignorante che contraddistingue la stragrande maggioranza dei popoli occidentali, si rischia di compromettere non solo le nostre libertà collettive, ma la vita stessa ed il futuro dell'umanità.
Sembra troppo drastico, catastrofista, paranoico, ma non credo sia così. E dovremmo cominciare un pochino tutti a renderci conto di quello che succede.
Scrivo questo blog, per dare a chiunque legga, uno squarcio di consapevolezza, una finestra alternativa da cui guardare un panorama. Che piaccia o no, prima o poi, tutti, saremo costretti a farlo.
Sarebbe meglio farlo coscienti di chi come e perchè.
Rischieremmo molto meno di farci prendere per il culo da un novello Mussolini.


(Francesco Salistrari)

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